Spazi a misura di bambino nel carcere di Ferrara col supporto del CSV

carcere ferraraNella Casa Circondariale di Ferrara nuovi spazi accoglienti e solari, di recente inaugurati, da ora favoriranno l’incontro tra i detenuti e i loro figli in un ambiente a misura di bambino.

di Federica Gogosi

L’iniziativa è frutto di un percorso partito lo scorso autunno tra Casa Circondariale di Ferrara, Centro per le famiglie del Comune di Ferrara e Ikea di Bologna, con il supporto delle associazioni e i volontari, messi in rete da Agire Sociale, il CSV di Ferrara, per animare attività finalizzate al recupero e inclusione sociale dei detenuti.

Luoghi trasformati con pareti affrescate dai colori luminosi, giochi, pratici mobiletti di legno, una minicucina, lavagna, pollottoliere e, ancora, quadri come il pannello con i pesci e altri abitanti del mare che ammiccano con il sorriso ai visitatori. Il pannello rallegra una delle sale d’aspetto e nasce dalla scuola che il pittore Raimondo Imbrò, del Centro sociale “Il Quadrifoglio” di Pontelagoscuro, porta avanti da un anno con i detenuti all’interno della Casa Circondariale.

Tra le attività ricreative che si svolgono nei nuovi ambienti, i volontari animano giochi con i bambini, mentre periodicamente, di sabato, le famiglie dei detenuti si incontrano con le educatrici.

Buone pratiche di solidarietà che, insieme ad altre attività di volontariato, sono state avviate nel 2014 grazie al progetto regionale “Cittadini Sempre”, coordinato a livello locale da Agire Sociale insieme a Comune di Ferrara e Organizzazioni di terzo settore.

Il taglio del nastro è stato occasione per una visita inaugurale che ha coinvolto stampa, operatori di polizia penitenziaria, educatori e volontari.

All’inaugurazione erano presenti il comandante Paolo Teducci, il vicecomandante Annalisa Gadaleta, il commissario Lisa Brianese, Giovanna Diasio, operatrice in rappresentanza dell’area educativa, Marco Cucca, customer relation manager dell’Ikea Bologna, Maria Luisa Fusarini, referente ambito sociale dell’Ikea di Bologna.

E’ questo un altro importante tassello per la genitorialità dei detenuti e i diritti dei 100mila bambini e adolescenti che, secondo i dati del 2014, entrano nelle carceri italiane.

 
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