Immigrazione: le proposte del CSV di Treviso

CSV Treviso 220x150I molti esempi di accoglienza che senza rumore caratterizzano l'impegno di Caritas e del volontariato, in genere impegnati nella micro ospitalità, sono passati sotto silenzio. L'allontanamento del Prefetto è l'ultimo atto di una politica incapace di affrontare i problemi del Paese e che scarica sui singoli tutte le responsabilità che hanno origine, in realtà, dai vertici di chi gestisce il Ministero dell'Interno. Sicuramente il Prefetto Marrosu non ascoltando anche la nostra richiesta di convocazione del tavolo sull'immigrazione, ha di fatto rinunciato ad uno strumento che avrebbe potuto contribuire a far decantare le situazioni più complesse e a non commettere grossolani errori”.

di Federica Gogosi

Questo il commento di Alberto Franceschini, Presidente del CSV di Treviso in merito alla situazione venutasi a creare nella provincia di Treviso, con gli ultimi casi di Villorba e Quinto di Treviso, con lo spostamento dei profughi negli spazi della Caserma Serena e, ultimo, la rimozione del Prefetto Maria Augusta Marrosu.

Secondo il Csv di Treviso è urgente realizzare micro strutture di accoglienza, utilizzando risorse già presenti sul territorio impegnate nel lavoro con i migranti, senza disperdere quanto di positivo fatto, che possano favorire condizioni di maggiore umanità e una migliore gestione.

Un esempio di fattiva collaborazione è la proposta di convenzione tra le associazioni di volontariato della sinistra Piave, il privato sociale e l’amministrazione di Vittorio Veneto, nell’accompagnamento e integrazione degli immigrati ospiti nel territorio vittoriese.

Come coordinamento stiamo seguendo questo modello, tra l’altro già sperimentato positivamente a Belluno, che potrebbe diventare un accordo pilota da estendere a tutta la provincia di Treviso, e che il nuovo Prefetto potrà valutare, magari proprio insieme al tavolo per l’immigrazione” spiega Franceschini.

Un altro punto chiave è velocizzare i tempi di attesa per l’ottenimento degli status, semplificando la burocrazia.

Bisogna potenziare gli uffici preposti e competenti se necessario, per garantire i diritti fondamentali. Urgente, poi, creare percorsi di inclusione e integrazioneconclude il Presidente del Csv di Treviso e qui il volontariato può dare un contributo fondamentale. Riteniamo, infine, che il Ministero degli Interni non sia comunque la struttura più adatta ad occuparsi di queste tematiche, più vicine al settore sociale e della cooperazione internazionale”.

 
Maggio 2018
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