A Terni i detenuti presentano il Festival della cultura

Ideato in memoria di un detenuto che lo scorso anno si è tolto la vita, vuole rispondere alla sofferenza e al disagio del carcere con la cultura. Da febbraio i "condannati al volontariato" portano avanti attività rieducative per gli altri carcerati

di Alessia Ciccotti

festival della cultura terniAd un evento drammatico, che mette a nudo la sofferenza e le debolezze umane, si può rispondere anche con la cultura. Questo, almeno, è stato il tentativo dei detenuti del carcere di Sabbione, che dopo il suicidio di Giovanni Solinas, avvenuto il 29 luglio 2015, hanno scelto di reagire dando vita al Festival della Cultura, partito in questi giorni nella casa circondariale di Terni.

Il Festival sarà presentato giovedì 21 aprile, dalle ore 16.30, nella sala polivalente del Cesvol - Centro di Servizio per il Volontariato di Terni.

Al centro dell'iniziativa ci sono le attività di un gruppo di persone, i "condannati al volontariato" che hanno deciso di consolidare e potenziare la funzione rieducativa della pena.

“Grazie alla collaborazione del CSV - spiega Francesca Capitani, coordinatrice del Festival - singole persone e rappresentanti di associazioni hanno partecipato al corso di formazione professionale al quale sono intervenuti sociologi, psicologi, politologi, la direzione, gli operatori dell’area trattamentale e della sicurezza della casa circondariale".
Al corso, concluso a febbraio, hanno partecipato più di 20 persone che rappresentano oggi il nucleo operativo dei "condannati al volontariato” ed hanno attivato 10 laboratori all’interno del carcere. I laboratori spaziano da attività di pedagogia teatrale e di poesia, ad attività di benessere psico-fisico, di conoscenza e di filosofia, ludico-ricreative fino alle attività volte a risolvere problematiche relative al tema delle affettività familiari.
Alcuni laboratori sono già terminati, altri sono in corso, altri saranno attivati e conclusi entro il 29 luglio 2016, giornata conclusiva del Festival, a un anno esatto dalla scomparsa di Giovanni Solinas.

Alla presentazione del Festival interverranno, oltre a Francesca Capitani, Lorenzo Gianfelice, presidente del Cesvol, Chiara Pellegrini, direttrice della casa circondariale di Terni, Giorgio Armillei, assessore alla cultura del Comune di Terni, Fabio Gallo, comandante della polizia penitenziaria della casa circondariale di Sabbione, Cristina Montesi, della facoltà di Economia dell’università di Perugia, Carlo Ottone, presidente dell’Asm. 
Le conclusioni saranno affidate a Fabio Gianfilippi, magistrato di sorveglianza. A coordinare i lavori sarà Francesca Ponticelli, dell’associazione “Condannati al volontariato”.

Tutte le attività connesse al Festival vengono svolte dai detenuti a titolo gratuito. "Fondamentale è la sensibilità, la disponibilità e la collaborazione mostrata da tutto il personale della casa circondariale di Terni. - dice ancora la Capitani - Il Festival della Cultura intende perseguire il bene psichico della persona detenuta aprendogli finestre di possibilità che non conosce, combattendo la disperazione e curando la motivazione alla crescita, sostenendo l’autostima ferita dal disagio di sapersi in difetto agli occhi del mondo. Giovanni Solinas - conclude Francesca Capitani - sarà il simbolo di questa condizione. Ricorderà tutte le persone sofferenti nelle carceri italiane, rappresenterà il bisogno di dignità, di riconoscimento, di scelta. Per non dimenticare i nostri doveri di comunità”. 

 

Scarica il programma.

 
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