Riforma del terzo settore: “Tante domande, poche risposte (per ora)”

In attesa dei decreti attuativi si stanno svolgendo in tutta Italia convegni molto affollati (e preoccupati) sulla normativa appena varata. Come a Genova, dove l’esperto Mario Moiso invita intanto le associazioni “ad approfondire con calma il nuovo Codice, perché cambieranno molti parametri” 

di Francesca Sanguineti

“Quale sarà il futuro delle piccole associazioni di volontariato? Come essere in regola sul fronte delle assicurazioni ai volontari? Conviene essere iscritti al nuovo Registro unico? Cosa deve fare la coppia genitoriale di una casa famiglia? Le associazioni animaliste non sono contemplate, lo saranno in futuro? Come si dovranno impostare le raccolte fondi?”. Il tono è preoccupato nelle domande delle associazioni intervenute pochi giorni fa al seminario organizzato dal CSV Celivo con l’obiettivo di una presentazione generale del Codice del terzo settore (qui il video completo dell’evento).

L’Auditorium dell’Acquario di Genova è “a tappo”: più di 200 le persone presenti, 175 le associazioni rappresentate, diretta streaming e registrazione video per far fronte alle numerose richieste degli impossibilitati e per documentare la prima tappa di comunicazione sull’argomento progettata da Celivo per il territorio. Non è che uno degli incontri che si stanno organizzando in tutta Italia dalla fine dello scorso settembre, molti dei quali sono pubblicati nel Calendario del sito di CSVnet.

“Le domande saranno tantissime – preannuncia all’inizio del suo intervento Mario Moiso, commercialista e consulente esperto di Terzo settore – e le risposte poche o forse nulle. In questo momento è necessario che le associazioni si dispongano all’approfondimento settoriale perché la nuova normativa cambia molti parametri. Suggerisco, oltre a leggere con calma il nuovo codice, di prendere in mano il vostro statuto associativo e di valutarlo con attenzione”.

Intenzionalmente tecnico, il seminario affronta e cerca di dare una esaustiva visione di insieme, di tracciare linee guida e percorsi per facilitare la comprensione dei tanti, troppi termini contemplati. Gli esperti conducono il pubblico a familiarizzare con le norme, a recepire le criticità e i passaggi obbligati; spiegano definizioni saltando dalla “cabina di regia” agli “enti filantropici”, saltando da un comma all’altro in quella che appare ai meno disinvolti una ragnatela di decine di articoli.

Il presidente del Celivo Luca Cosso sembra aver previsto il mood delle associazioni a termine pomeriggio. “Questa è una fase di transizione – afferma Cosso in apertura – che vede decaduta la vecchia norma ma non ancora in vigore quella nuova. Le associazioni non devono avere premura perché ci sarà il tempo tecnico per le necessarie modifiche agli statuti. Occorre attendere i decreti attuativi e le norme che prenderanno forma, su cui parallelamente faremo corsi di formazione”. Un messaggio di rassicurazione confermato anche da Maria Luisa Gallinotti, dirigente della Regione Liguria designata al passaggio al nuovo codice di Terzo settore che dà massima disponibilità ai presenti per fornire indicazioni, risposte e suggerimenti sulle prossime tappe.

Calma e attenzione, quindi, le parole chiave di fine giornata, ma anche ottimismo e invito a “vivere il cambiamento come un’opportunità di apertura”, messaggio ben scandito da Ileana Scarrone, portavoce del Forum Ligure Terzo Settore.

 
Novembre 2017
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