“Non per profitto, ma per lavoro”: gli studenti in alternanza fanno progetti

Lo slogan del Csv Basilicata, che chiede alle associazioni del Terzo settore proposte per i tirocini dei ragazzi degli istituti superiori. E che da quest’anno punta a farli diventare protagonisti della progettazione sociale 

di Cristiana Corrado

"Non per profitto, ma per lavoro”.  È così che il CSV Basilicata ha voluto sintetizzare la sua proposta di alternanza scuola-lavoro, insieme all’essenza stessa dell’esperienza lavorativa nel Terzo settore. Ovvero trovare un impiego che non sia solo guadagno, ma significhi anche adoperarsi per il cambiamento sociale e per la promozione dei valori. E nel contempo operare in un contesto che, quei valori, li vive.

Forte di un'esperienza più che decennale di dialogo con il mondo della scuola e ventennale di sensibilizzazione al volontariato, il CSV si pone per il terzo anno consecutivo come ponte tra gli istituti superiori e il sociale, con una proposta che vuole sanare l’apparente dicotomia lavoro-terzo settore. E per favorire l’incontro tra la potenziale domanda delle scuole e l’offerta degli enti di Terzo Settore interessati a collaborare nelle attività di alternanza Scuola-Lavoro, il Centro di servizio ha lanciato un invito alle associazioni a presentare (entro il 4 dicembre) le loro proposte per gli studenti.

L’impegno del CSV partirà con l’ascolto delle aspettative dei ragazzi e della loro percezione del non profit, primo passo di un percorso di conoscenza del mondo della solidarietà e della cittadinanza attiva che, muovendo dall’analisi storico sociale del Terzo settore e attraversando la legislazione che lo regola, condurrà i ragazzi fino alla scoperta delle realtà associative locali. Svelando così un intero contesto sociale che troppo spesso rimane marginale, un sussurrato “sentito dire”, per coloro che saranno la società adulta di domani.

Nei due anni passati, il CSV Basilicata ha realizzato per gli studenti una formazione specifica che consentisse loro di apprendere una serie di competenze trasversali, strategiche per la gestione degli enti del Terzo settore, come la comunicazione sociale, la progettazione, la ricerca fondi, il lavoro di rete ecc. Quest’anno si è scelto puntare l’attenzione su una professione in particolare: quella del progettista. Ma la vera novità, rispetto agli anni passati, è che i ragazzi saranno direttamente coinvolti nella progettazione del loro percorso di alternanza scuola-lavoro.

Gli studenti, dopo la fase propedeutica di orientamento sul Terzo settore (due incontri da tre ore ciascuno), sperimenteranno direttamente i momenti lavorativi della progettazione. Prima, scegliendo tra una serie di proposte (ambiente e verde urbano, salute e stili di vita, povertà e inclusione sociale, cultura e beni comuni, cittadinanza e legalità) l’area tematica che farà da sfondo alla loro idea progettuale. E poi, in altri quattro incontri, elaborando e strutturando la loro esperienza di tirocinio, con la guida di un esperto del CSV e l’affiancamento delle associazioni. Al termine delle attività dei Laboratori, gli enti del Terzo settore che riterranno utile proseguire nelle attività di alternanza scuola-lavoro potranno stipulare una convenzione con gli istituti scolastici di riferimento, per sviluppare come attività di tirocinio degli studenti i progetti elaborati.

La volontà è quella di offrire ai giovani la possibilità di guardare da una prospettiva diversa il mondo che li circonda, così da individuare criticità e trovare soluzioni. In tal modo, nel passaggio dagli stimoli della teoria al fascino concreto della pratica, si mette in moto la creatività dei ragazzi, li si rende protagonisti e gli si offre la prova tangibile che “non per profitto, ma per lavoro” non è solo uno slogan, ma una possibilità per il futuro.

 

 
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