Torino, al CSV boom di richieste di orientamento al volontariato

Bilancio di missione di Vol.To: 2,5 milioni di euro spesi nel 2016 per fornire 17 mila servizi a più di 1.100 associazioni. Con la riforma si prevede che gli enti di riferimento cresceranno di sei volte. Magliano: “Un anno cruciale non solo per i CSV ma per tutto il volontariato” 

di Daniele Pallante

 Circa due milioni e mezzo di euro spesi quasi del tutto (91%) per fornire servizi a oltre 1.100 organizzazioni di volontariato del territorio(Odv): sono alcuni dei numeri di Vol.To, il CSV di Torino che oggi presenta il suo bilancio di missione relativo al 2016.

“Si tratta di una crescita costante – ha spiegato il direttore Stefano Meneghello -a fronte della riduzione, o quantomeno della non corrispondente crescita delle risorse disponibili. Risultati che derivano dall’impegno del personale, ma anche dalla razionalizzazione delle spese e dall’ottimizzazione dei processi che, evidentemente, genera una più efficace gestione delle risorse”.

Una contrazione che riguarda tutta la regione visto che le risorse complessive a disposizione dei CSV piemontesi hanno visto un calo del 79% dal 2009 - quando il Fondo regionale ammontava a 15.538.622 - al 2015, anno in cui la dotazione si è attestata sui 3.992.668 euro mentre nel 2016 si è avuto un incremento, la cifra totale è salita a 5.412.449 euro. Questo non ha fermato il CSV torinese che ha erogato servizi di base, bandi e iniziative ideate per favorire la crescita della cultura della solidarietà, l’animazione territoriale, la formazione dei volontari, l’informazione alle Odv.

Lo sportello di orientamento al volontariato, per esempio, ha incontrato1.511 persone (+63% rispetto al 2015), di queste 830 (+89%, visto che nel 2015 erano stati solo 359) hanno avviato un’attività di volontariato inserendosi in 192 Odv (+75%).

I costi direttamente imputabili all’erogazione di servizi di base - quelli maggiormente richiesti dalle associazioni - sono pari al 60,2% di quanto speso nel 2016: parliamo di 16.586 richieste accolte (sulle 16.742 pervenute), con 1.175 Odv (95% delle realtà accreditate) che hanno ricevuto almeno un servizio, ma la media è stata di 14.Le consulenze sono state 458, con un totale di 5.973 cittadini incontrati. I servizi erogati dall’ufficio stampa sono stati 1.009, numero quasi triplicato rispetto ai 374 del 2015.

Triplicate anche le stampe di materiale promozionale: 2.012 servizi per un totale di un milione di “pezzi”, dedicati a 395 Odv, il 31% di quelle accreditate. Tantissimi anche i supporti pratici offerti gratuitamente da Vol.To alle associazioni: locali per l’organizzazione di riunioni e incontri (6.367 richieste accolte e 661 Odvservite), strumentazioni per eventi pubblici (962 richieste accolte per attrezzature varie, gazebi e tensostrutture, tavoli e sedie, proiettori, macchine fotografiche e videocamere...), mezzi per il trasporto dei volontari e degli utenti (589 richieste accolte per un parco mezzi di 12 unità).

Tutto questo grazie a una rete territoriale che oltre alla sede centrale di via Giolitti 21 conta 7 sportelli ubicati in centri nevralgici dell’area metropolitana: Bussoleno, Chieri, Chivasso, Ivrea, Moncalieri, Pinerolo e Sangano. Il personale conta 22 dipendenti a tempo indeterminato, 5 professionisti impiegati in specifici progetti, 11 tirocinanti e stagisti occupati grazie a convenzioni stipulate con enti di formazione e con l’Università di Torino, 3 giovani impegnati in progetti di Servizio Civile Nazionale e un volontario; di questi, il 64% sono donne, l’età media è di circa 42 anni.

Il 2016 – come scrive Silvio Magliano, presidente di Vol.To, nella sua introduzione al bilancio di missione - è per molti versi un anno cruciale. In primo luogo è l’anno del consolidamento di Vol.To, dopo i risultati raggiunti nel 2015, l’anno zero della fusione tra V.S.S.P. e Idea Solidale. In secondo luogo è l’anno dell’approvazione della riforma del Terzo settore. Anche se i decreti attuativi ne devono ancora definire i contorni nel dettaglio, il nuovo Codice costituisce veramente un cambiamento epocale, per i Centri di servizio, ma anche per il volontariato nel suo complesso.

La riforma del terzo settore modificherà, tra le altre cose, anche il bacino d’utenza dei CSV, che si amplierà comprendendo tutti gli Enti di Terzo settore che accolgono volontari. Facendo una stima della situazione torinese, si passerà dalle circa 1.500 OdV attuali a 9.002 enti del terzo settore attive in provincia di Torino che impiegano - secondo i dati del censimento Istat - 178.184 volontari. 

 
Giugno 2018
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