Corpi civili di pace, progetti per 200 volontari in 67 Paesi

Fino al 16 marzo 2018 è possibile presentare progetti per l’impiego di 200 volontari dei Corpi civili di pace in aree a rischio di conflitto o post-conflitto e di emergenza ambientale in Italia e all'estero. Bobba: “Al centro dell’azione italiana il tema del dialogo e della solidarietà” 

C'è tempo fino al 16 marzo 2018 per presentare progetti per l’impiego di 200 volontari dei Corpi civili di pace, in Italia o all’estero, in azioni di promozione della solidarietà e della cooperazione, con particolare riguardo alla tutela dei diritti sociali, ai servizi alla persona e alla educazione alla pace fra i popoli. L’avviso è stato pubblicato ieri e riguarda gli enti e le organizzazioni iscritte all'albo nazionale, agli albi regionali e delle Province autonome o all’albo di servizio civile universale che abbiano svolto o svolgano da almeno tre anni attività di servizio civile nazionale nelle aree e nei settori di intervento previsti per l’impiego del contingente dei Corpi Civili di Pace.

Le attività dei progetti devono essere realizzate nelle aree di conflitto e a rischio di conflitto o post-conflitto (125 volontari), di emergenza ambientale in Paesi esteri (50 volontari) o di emergenza ambientale in Italia (25 volontari).

“I Corpi Civili di Pace sono un modello sperimentale – dichiara il Sottosegretario di Stato al Ministero del lavoro e delle politiche sociali Luigi Bobba – che si propone come obiettivo la promozione della pace e della cooperazione tra i popoli. Continuare nella sperimentazione, avviata concretamente lo scorso anno, in uno scenario internazionale in cui sembra prevalere la logica dell’uso della forza, significa porre al centro dell’azione italiana il tema del dialogo e della solidarietà, puntando sulla straordinaria energia positiva dei nostri giovani, aperti alle relazioni e all’ascolto dei bisogni di chi si trova maggiormente in difficoltà”.

“I volontari che saranno selezionati per i progetti poi approvati - continua Bobba - andranno ad operare in situazioni e in aree già monitorate da organizzazioni radicate sul territorio, per affiancare chi lavora da anni in questi difficili contesti. In particolare, per i progetti che potranno essere realizzati a scelta in uno dei 67 Paesi esteri indicati dall’Avviso, la costante e proficua collaborazione tra il Dipartimento della gioventù e del servizio civile nazionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, nonché,  lo stretto raccordo tra enti e istituzioni,  garantiranno un impiego dei nostri giovani in condizioni di sicurezza, con l’ambizioso obiettivo di contribuire ad abbassare il livello di conflittualità in determinati territori ed innescare meccanismi di riconciliazione”. 

 

 
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