San Valentino, la scuola che insegna come gestire il fallimento in amore

Si intitola “Chi ama non perde mai” l’evento organizzato per il 14 febbraio dalla Scuola di Fallimento, nata dall’associazione culturale Play Res, collaboratrice del CSV di Modena. “Spieghiamo come imparare dagli errori propri e altrui”

di Laura Solieri

 Il fallimento è quasi sempre visto come contrapposto al successo. Se hai avuto successo vuol dire che non hai fallito e se hai fallito non potrai avere successo. Non si considera mai, invece, il fallimento come prerequisito per il successo.

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Un'immagine della "Scuola del fallimento"

A Modena, c’è addirittura una scuola, la “Scuola di Fallimento”, che insegna questa prospettiva, per ricordare che il successo si raggiunge per prove ed errori, la cui funzione è anche quella di testare la capacità di ciascuno di perseverare e di essere determinati nel voler raggiungere un obiettivo.

Rivolta in particolare a studenti, neet (coloro che non lavorano, né frequentano scuole o corsi di formazione) e persone in cerca di occupazione, la scuola è stata aperta nel giugno 2017 da Francesca Corrado, economista e presidente di Play Res, una associazione culturale per la promozione e la ricerca sul gioco e la teoria dei giochi fondata insieme ad Andrea Ligabue, ludologo e direttore creativo di “Play: Festival del gioco”: “Per me, - afferma Corrado, - il successo è la capacità di far succedere le cose che consideriamo di valore, e che spesso non hanno nulla a che fare con i soldi o la popolarità, e condividere con gli altri la felicità di poter raccogliere ciò che si è, con perseveranza, seminato nel tempo”.

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Un'immagine della "Scuola del fallimento"

In questa scuola vengono proposti corsi sull’errore creativo e sulla percezione dell’errore altrui per gli insegnanti, i genitori e i manager, corsi per le imprese, le start up e per quanti vogliano reinventarsi. I temi affrontati sono i più diversi, amore compreso: mercoledì 14 febbraio 2018, infatti, al Caffè delle Passioni a Modena, ci sarà lo speciale Edizione di San Valentino con l’appuntamento “Chi ama non perde mai” per capire insieme come affrontare errori e fallimenti in amore.

“Giocheremo con gli errori tipici di ciascuna fase dell’amore, - spiega Corrado, -  utilizzando il gioco da tavolo e il teatro di improvvisazione. Con la teoria dei giochi affronteremo l’amore come un gioco in cui i partecipanti cercano di trovare un equilibrio che possa essere migliore della solitudine. Affronteremo poi gli errori di comunicazione nella fase della relazione di coppia e infine parleremo di ‘Sunk Cost Fallacy’ (il meccanismo psicologico che ci impedisce di capire quando è meglio chiudere una relazione, ndr) e di forma mentis statica o dinamica rispetto alla capacità di gestire un rifiuto e quindi la fine di una relazione”.

La Scuola di Fallimento, prosegue Corrado, nasce con l’obiettivo di “insegnare alle persone ad apprendere dagli errori altrui ma anche dai propri, in modo da non ripeterli. Ci preme costruire in Italia una sana cultura in cui il fallimento non sia vissuto come marchio indelebile e l’errore non sia considerato uno stigma sociale invalidante ma un viaggio di scoperta di sé, dei propri limiti e dei propri talenti. E lo facciamo attraverso l'uso di metodologie esperienziali, ludiche e immersive che garantiscono l'apprendimento e il pieno coinvolgimento dei partecipanti”.

Da giugno 2017 la Scuola ha incontrato in tutta Italia più di 2.000 persone, di cui 1.000 studenti delle scuole superiori. Da marzo 2018 saranno attivi corsi per studenti, genitori e insegnanti sull’orientamento scolastico e l’abbandono scolastico e corsi per imprenditori o aspiranti tali.

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Un'immagine della "Scuola del fallimento"

È importante sottolineare che la Scuola nasce dal mondo del volontariato e dell’associazionismo, e lavora esclusivamente in rete con essi contribuendo a tenere alta l’attenzione su quella fascia di popolazione a cui anche il Centro di servizio per il volontariato di Modena si dedica con specifici progetti. Tra questi, ad esempio, “Cantieri Giovani per sensibilizzare gli studenti degli istituti superiori ai temi del volontariato e della cittadinanza attiva, a cui la Scuola ha collaborato con un "gioco urbano" dedicato alle scuole.

L’associazione è divenuta una realtà ormai nazionale. “In questi mesi ho ricevuto moltissime mail da parte di persone che hanno voluto condividere come me la loro storia di errori e fallimenti, - conclude Francesca. - Lo fanno perché hanno trovato nella Scuola la possibilità di non tenere dentro frustrazioni e ansie, ma si sentono liberi di fare coming out, di raccontarsi senza la paura di essere percepiti come sfigati o incompetenti, perché noi non siamo lì a giudicare le loro scelte ma ad applaudire il loro coraggio di riprovarci di nuovo”.

Una versione di questo articolo è stata pubblicata nel numero di oggi dell’inserto “Buone notizie” del Corriere della sera.

 
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