Fondo povertà educativa, assegnati 74 milioni di euro a progetti per gli adolescenti

Pubblicate le graduatorie del bando indetto dall’impresa sociale Con i Bambini. Il finanziamento è parte del Fondo di oltre 190 milioni di euro per contrastare la povertà educativa 

di Lara Esposito

Sono 86 i progetti approvati da Con i Bambini attraverso il Bando Adolescenza (11-17 anni). Di questi, 69 per la graduatoria A (regionali) e 17 graduatoria B (multiregionali)

, selezionati tra le 248 proposte ammesse alla seconda fase e complessivamente tra le 800 idee pervenute in risposta al Bando, per un ammontare complessivo di 73, 94 milioni di euro erogati (una media di oltre 884 mila euro a progetto). Per sostenere le iniziative, sono state coinvolte 2748 organizzazioni, tra enti del Terzo settore, scuole ed enti locali.

L’investimento si aggiunge ai 62,2 milioni di euro stanziati con il bando Prima Infanzia (0-6 anni), che ha premiato 80 progetti e ai 60 milioni del bando Nuove generazioni (5-14 anni), chiuso a febbraio con 432 proposte pervenute ad oggi in fase di valutazione. Un finanziamento complessivo di 196,14 milioni di euro per contrastare la povertà educativa che, secondo la fotografia dell’ultimo report diffuso dalla stessa impresa sociale poche settimane fa, interessa tutto il territorio ma è più significativo soprattutto nelle aree meridionali e nelle grandi città.

L’obiettivo del Bando Adolescenza, rivolto alle organizzazioni del Terzo settore e al mondo della scuola, è promuovere e stimolare la prevenzione e il contrasto dei fenomeni di dispersione e abbandono scolastici di adolescenti nella fascia di età compresa tra 11 e 17 anni. Di grande rilievo sarà il contributo offerto dalle “comunità educanti” dei territori, ovvero coloro che a diverso titolo si rivolgono agli adolescenti (scuole, famiglie, associazioni e organizzazioni non profit, fondazioni, enti territoriali, gli stessi ragazzi). I progetti dovranno, da un lato, promuovere percorsi formativi individualizzati, complementari a quelli tradizionali, dall’altro coinvolgere anche i gruppi classe di riferimento e prevedere azioni congiunte “dentro e fuori la scuola”, che affianchino all’attività ordinaria delle istituzioni scolastiche l’azione della comunità educante, favorendo il riavvicinamento dei giovani che hanno abbandonato gli studi o che presentano forti rischi di dispersione. Ovvero, mettere in sinergia attività scolastiche, extra-scolastiche e tempo libero per sviluppare e rafforzare competenze sociali, relazionali, sportive, artistico-ricreative, scientifico-tecnologiche, economiche e di cittadinanza attiva, a contrastare lo sviluppo di dipendenze e del fenomeno del bullismo.

 

 
Maggio 2018
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