Mafie, la Giornata nazionale punta sul volontariato e sulla “resistenza”

Il 21 marzo a Foggia, durante la manifestazione dedicata alla memoria e all’impegno, sarà distribuito un libro realizzato da Libera e dal CSV provinciale. Per “spezzare la dipendenza dalle mafie”, battere l’omertà e il “declinismo” e affermare la “legalità del Noi” 

di Annalisa Graziano

Punta in particolare sul volontariato, e sulla sua capacità di generare cambiamenti culturali, la “Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie” organizzata dall’associazione Libera per il 21 marzo a Foggia. Il cammino verso l’evento, cominciato già da maggio dello scorso anno, ha avuto infatti tra i principali protagonisti il Centro di servizio per il volontariato della città pugliese, che in questi mesi ha partecipato con Libera a numerosi incontri nelle scuole e a riunioni con le associazioni della provincia, informando e sensibilizzando le stesse sulla cultura della legalità democratica e della lotta alle mafie.

Un tassello importante di questa collaborazione è 100 passi verso il 21 marzo, il fenomeno mafie nel foggiano e la nuova “resistenza”, la pubblicazione curata dal coordinamento provinciale di Libera e dal CSV di Foggia con il sostegno della Fondazione dei Monti Uniti di Foggia e che, stampata in tremila copie, sarà distribuita durante la Giornata.

La copertina del libro
La copertina del libro a cura del coordinamento provinciale di Libera e dal CSV di Foggia

A dare in apertura una prima descrizione del fenomeno - distinto secondo il giornalista Nicola Antonio Pezzuto in almeno tre organizzazioni accertate: la mafia foggiana, la mafia garganica e la mafia cerignolana - e a spiegare il perché della scelta di Foggia, è proprio Daniela Marcone, vicepresidente nazionale e referente del settore Memoria di Libera: “La sottovalutazione decennale della situazione criminale del foggiano, - scrive, - ha fatto sì che le mafie locali prosperassero, che stringessero, indisturbate, accordi con altre organizzazioni mantenendo sempre un’autonomia ferrea, riducendo all’essenziale ogni forma di ritualità al fine di mimetizzarsi ma mantenendo sempre più forte il legame familistico che garantiva il senso di appartenenza e la possibilità di ‘governare’ pezzi sempre più vasti di territorio. La capacità di intimidazione di queste mafie senza pentiti ha imposto un clima grave di omertà che le rende impenetrabili”.

“Le morti innocenti hanno acceso riflettori potenti sulle mafie della mia terra, - prosegue Marcone, - e ci siamo detti che la decisione di celebrare a Foggia la Giornata della memoria e dell’impegno era quanto mai opportuna”.

Sulla necessità di un cambiamento culturale Aldo Ligustro, presidente della Fondazione dei Monti Uniti, scrive che “per contrastare efficacemente la mafia non è sufficiente l’impegno di forze dell’ordine e magistrati, ma è necessario agire a un livello più ampio e profondo, diffondendo nelle coscienze di tutti la consapevolezza della sua pericolosità, contrapponendovi la cultura e la pratica della legalità”.

Un'immagine del libro
Un'immagine tratta dalla pubblicazione realizzata dal coordinamento provinciale di Libera e dal CSV di Foggia

Concetto sottolineato anche da Giuseppe Gatti, sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Bari, per il quale la sola repressione senza la prevenzione “può fare ben poco”. Stiamo parlando, scrive Gatti di “una mafia che ha una capacità di guardare oltre, di aprirsi al narcotraffico internazionale, che sta crescendo e si sta sempre più caratterizzando come ‘mafia degli affari’. Per tutti questi motivi diventa un’esigenza comune spezzare la ‘dipendenza dalla mafia’ diffusa in Capitanata e colmare il vuoto di comunità, sviluppando la legalità del Noi. Quel Noi che deve diventare la nostra comune battaglia”.

Per il sociologo Roberto Lavanna, direttore del CSV di Foggia, parlare oggi di mafia e di cultura mafiosa significa “parlare di noi stessi, di una cultura che disprezza i diritti civili e sociali delle persone, impone la legge del più forte, nega cittadinanza alle differenze”. “È faticoso gestire questa città e il suo territorio circostante, - evidenzia Lavanna. - Anche per chi si avvierà a governarlo nel prossimo futuro, occorre diffondere impegni di responsabile cittadinanza attiva con donne e uomini che si impegnino nei luoghi dove nascono i circuiti decisionali e occorre altresì una rinnovata autostima, che ci liberi da un ‘declinismo’ imperante e maggioritario tra la stessa popolazione locale”.

La Giornata nazionale di mercoledì 21 marzo avrà inizio a Foggia alle ore 8.00 con ritrovo in Piazza C. Battisti. I cittadini e le associazioni interessate potranno richiedere e ritirare copie della pubblicazione anche presso il CSV di Foggia. 

 
Giugno 2018
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