Cure palliative: i volontari che fanno sentire meno soli i malati terminali

Un’associazione del salernitano, con il supporto del Csv Sodalis, lancia un corto con il trio comico “Villa perbene” per sensibilizzare, con un po’ di umorismo, sulla legge che garantisce a tutti la terapia del dolore 

di Maria Siano

Le cure destinate ai malati terminali fanno spesso paura solo a nominarle. Eppure occorre superare questa paura, e avvicinarsi ai malati stessi e alle loro famiglie per ricordare che non sono soli in questa fase della vita. È con questo obiettivo che nasce il cortometraggio “Legge 38”, come la normativa nazionale del 2010 che garantisce appunto l’accesso gratuito alla terapia del dolore e tutela la dignità e l’autonomia del malato. Il video, che ha lo scopo di sensibilizzare le istituzioni e far conoscere meglio questa legge, è stato promosso dall’associazione Comitato 1 Hospice per Eboli e Amici dell’Ospedale Maria Santissima Addolorata onlus nell’ambito del Bando progettazione sociale 2015 promosso dal Csv Sodalis di Salerno.

Sette minuti realizzati con il trio dei “Villa Perbene” per raccontare, con umorismo e ironia, un momento duro che spesso famiglie e malati si trovano ad affrontare senza alcun supporto. Nel corto, il trio formato dagli attori Francesco D’Antonio, Andrea Monetti e Chicco Paglionico prende spunto dalle storie raccolte in associazione per raccontare una quotidianità spesso sconosciuta e taciuta in attesa della fine. E nella trama costruita sulla classica commedia degli equivoci, inseriscono un medico, interpretato da Ciro Girardi, che tra situazioni esilaranti fornisce consigli utili alle famiglie per evitare paura e disorientamento.

“Le cure palliative, - racconta Armando De Martino, presidente dell’associazione e medico palliativista, - sono una serie di interventi diretti a migliorare la qualità della vita di chi vive una fase terminale della propria malattia. Le cure intervengono sui sintomi per alleviare il dolore, ma anche in situazioni come la confusione mentale e qualche volta il delirio”.

In Campania esistono 9 hospice attivi oltre a diverse unità operative di cure palliative domiciliari in grado di fornire cure specialistiche e una assistenza a 360 gradi (basti pensare che in Lombardia solo gli hospice sono 72). Nell’Asl di Salerno, con più di un milione di abitanti, solo nell’area della Piana del Sele, si contano 238 malati cronici a cui destinare assistenza e cura.

Alle esigenze di molti di loro l’associazione prova a rispondere con i propri volontari attraverso lo sportello “Centro tiascoltiAMO” dove forniscono informazioni utili sulle strutture: dati semplici come un numero di telefono di un reparto o del call -center, gli orari di apertura di un ambulatorio o il sito internet; ma anche quali moduli presentare per fare un accesso all’hospice. Nel 2017 l’associazione ha supportato 22 malati, anche in visite specialistiche o verso la struttura di Eboli “Il giardino dei Girasoli”. Un impegno che non si sostituisce al servizio sanitario pubblico, ma lo integra dove riesce. Non si tratta solo di assistenza domiciliare, ma di un supporto psicologico in cui alla medicina si aggiunge la presenza umana, dove i volontari guardano le persone in quanto tali e non come malate, con una chiacchiera o un semplice sorriso, la lettura di un libro, un piano che suona, un thè da bere insieme al malato e ai loro familiari.

 
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