Riforma del Terzo settore, CSVnet: “Il governo approvi subito il decreto”

La richiesta dei CSV riuniti in assemblea nazionale. Approvato il nuovo statuto e il regolamento di CSVnet all’insegna della partecipazione. Dal 29 settembre all’1 ottobre la conferenza nazionale “Al Centro per tutti”. Parte il reportage sui primi 20 anni di storia dei Centri.

di Alessia Ciccotti

Assemblea 6 maggioUna rapida approvazione del decreto delegato riguardante i Centri di servizio per il volontariato previsto dalla Riforma del Terzo settore è stata chiesta dall’assemblea nazionale dei CSV svoltasi sabato scorso a Roma. Si tratta dell’ultimo passo che il Governo deve compiere per rendere effettiva una riforma necessaria. Procrastinare l’assunzione della decisione significherebbe ampliare un’attesa che rischia di diventare dannosa. C’è bisogno di avviare quanto prima la complessa fase di cambiamento che dovrà poter contare su un adeguato tempo di transizione.

Come già prefigurato dalla legge 106/16, l’entrata in vigore del decreto comporterà una significativa evoluzione nella promozione del volontariato affidata ai CSV in tutte le regioni del Paese. Da questa consapevolezza prende forma l’impostazione della Conferenza nazionale 2017 di CSVnet (l’appuntamento culturale organizzato ogni anno), prevista a Roma dal 29 settembre all’1 ottobre. Durante l’assemblea, sono stati presentati il titolo – “Al Centro per tutti – Il volontariato che accoglie il cambiamento” – e il programma di massima. Nei tre giorni d’incontro, sono previsti confronti pubblici (con le istituzioni, con le reti del non profit, con esperti e studiosi) e i tradizionali gruppi di lavoro sugli aspetti operativi dei CSV: dalla qualità dei servizi alla trasparenza, dall’allargamento dei destinatari (la riforma prevede che i CSV siano a disposizione dei volontari di tutti gli enti di Terzo settore) alle risorse economiche, dall’organizzazione alla comunicazione.

Su quest’ultimo tema è stata ricordata in assemblea la recente approvazione del nuovo Piano di CSVnet, che prevede tra l’altro una stretta integrazione tra comunicazione interna e esterna, la valorizzazione della rete di comunicatori dei CSV, un nuovo sito web e un generale potenziamento dei contenuti della comunicazione prodotta dal sistema. È stato illustrato in proposito l’avvio di un grande reportage sui CSV a venti anni esatti dall’inizio delle attività. È infatti del 1997 il decreto che ha regolato le funzioni dei Centri; dei 71 oggi attivi, una buona metà ha iniziato le proprie attività nello stesso anno, ma il reportage – intitolato “Venti anni di servizio” – racconterà la storia di tutti i CSV, attraverso cronologie, documenti e interviste con i protagonisti. Il lavoro verrà presentato nel novembre prossimo.

Tornando alla riforma del Terzo settore, la sollecitazione dei CSV a far presto è arrivata in una giornata di particolare importanza per la vita di CSVnet. Oltre al bilancio consuntivo 2016, l’assemblea ha infatti approvato il nuovo statuto e relativo regolamento: una organica ridefinizione delle regole frutto di una lunga fase di confronto interno sull’autoriforma del “sistema” volta al suo consolidamento.

I nuovi testi puntano anzitutto a rafforzare la partecipazione e la cooperazione dei CSV nel contesto della loro associazione nazionale, attraverso una comunicazione più fluida e pluridirezionale, il rafforzamento della “Area riservata” (una intranet particolarmente complessa e dotata anche di strumenti tecnici per la gestione dei Centri), la crescente possibilità di portare istanze di ogni tipo alla discussione dell’assemblea, una diversa distribuzione di funzioni fino ad oggi in carico alla presidenza.

Tra le novità, le regole sulla incompatibilità tra le cariche negli organi sociali di CSVnet ed altri incarichi come quello di parlamentare nazionale ed europeo, consigliere o assessore regionale, dirigente nazionale di partito politico, sindacato o associazione di categoria.

L’assemblea si è conclusa con la decisione di rimandare il rinnovo degli organi sociali, in scadenza al prossimo novembre. Uno slittamento di circa due mesi che si estenderebbe fino ad arrivare al maggio 2018 in caso dell’entrata in vigore dell’atteso decreto delegato, in modo da assicurare continuità all’azione degli attuali organi di CSVnet nel delicato passaggio.

 

Nella foto da sinistra: Roberto Museo - direttore CSVnet, Luciano Squillaci - vicepresidente CSVnet, Stefano Tabò - presidente CSVnet, Silvio Magliano - vicepresidente CSVnet

 
Novembre 2017
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