Mattarella: “Funzione importante dei CSV nella riforma del Terzo settore”

Il messaggio del presidente della Repubblica in apertura della conferenza 2017 di CSVnet. Il ruolo cruciale dei Centri “in questo momento di transizione molto delicato”, sottolineato anche da Luigi Bobba. Il presidente Tabò: “Noi protagonisti del cambiamento” 

di Stefano Trasatti

Dopo “l’ampia riforma che ha riordinato la disciplina” del non profit, “i Centri di servizio per il volontariato sono chiamati a svolgere un’importante funzione di coordinamento e promozione”, per “accogliere i cambiamenti in corso e riflettere su come contribuire alla loro efficace attuazione”. È l’esortazione del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, contenuta nel messaggio letto ai 300 partecipanti alla Conferenza 2017 di CSVnet, in corso a Roma da oggi fino a domenica 1 ottobre.

Tabo Conf17

MOMENTO DELICATO
Nel corso della mattinata, in collegamento da Torino dove è impegnato nel G7 della Scienza, è intervenuto anche il sottosegretario al Lavoro e Politiche sociali Luigi Bobba, padre di quella “ampia riforma” del Terzo settore che è in questi giorni tema trasversale dei lavori. “Siamo in un momento di transizione molto delicato, - ha detto Bobba, - ed è bene che quel camminare in cordata che abbiamo sperimentato nella fase di scrittura dei decreti possa continuare per giungere insieme alla meta”. Perché la riforma diventi effettiva, infatti, serviranno almeno 18 mesi in cui saranno scritti oltre 40 decretti attuativi. “La collaborazione dei CSV, - ha proseguito il sottosegretario, - e la vostra capacità di segnalarci elementi perché questa transizione non conosca inciampi è importante per far sì che i decreti possano essere fatti in modo adeguato”.

Bobba ha anche invitato ad abbassare “l’ansia” dovuta all’alto numero di atti amministrativi (“quelli veramente importanti sono una decina”), e ha dedicato gran parte del suo intervento al “ruolo importante che i CSV hanno nel processo di attuazione della riforma. Il valore dell’impegno civico è il cuore della normativa e i Centri ne diventeranno un polmone, per il loro ruolo di agenzie di sviluppo del volontariato nelle comunità attraverso tutti i legami che in questi anni hanno creato”.

“Voglio rassicurare, - ha concluso Bobba ricordando il lavoro in corso per la costituzione dell’Organismo nazionale di controllo (Onc) dei CSV, - che se a un certo punto è sembrato che si volesse cancellare il ruolo svolto dai Centri in questi anni, il nostro intento è tutt’altro: abbiamo a disposizione un’infrastruttura che in questi anni ha svolto un compito fondamentale a servizio delle organizzazioni di volontariato, che non vogliamo smantellare né svalorizzare: vogliamo farla diventare una delle leve fondamentali per dare attuazione alla riforma e al codice”.

RICONOSCIUTA LA NOSTRA STORIA
“Il risultato per noi più rilevante ottenuto con la riforma è che essa ancora indiscutibilmente la nostra storia alla promozione del volontariato italiano. Abbiamo lottato, e ottenuto che non si cambiasse la natura dei CSV”. È stata poi all’insegna dell’orgoglio ma anche del rilancio la relazione del presidente di CSVnet Stefano Tabò. “La riforma infatti dispone, non determina: sta quindi a noi, ora, essere protagonisti di come essa cambierà il mondo dell’impegno sociale, e non lascerà nessuno di noi immutati. Dobbiamo avere atteggiamenti generativi. Lavorare per la promozione del volontariato è una continua provocazione, ma ci richiede l’obbligo di avere idee chiare”.

“I centri di servizio, – ha affermato Tabò, - devono mettere sempre più in campo le loro competenze strutturali sui territori: essi sono un progetto per e con le comunità, che si svolge nel tempo. La nostra sfida è far sì che il volontariato diventi un’esperienza di tutti: deve essere considerato un diritto di ogni cittadino”.

I SALUTI
La conferenza si era aperta con una panoramica del Pigneto (lo storico quartiere romano che ospita la conferenza) da parte di Claudio Tosi e da alcuni interventi di saluto. Claudio Latino, consigliere di CSVnet delegato alla conferenza, ha sottolineato il carattere di “cantiere strategico” di questo evento e di “apertura e reale confronto con tutto il mondo associativo, delle sue reti e del Terzo settore in generale”.

I presidenti dei due CSV del Lazio, Paola Capoleva (Cesv) e Renzo Razzano (Spes), che collaborano concretamente all’organizzazione, hanno ribadito i motivi per cui questa “non è una conferenza come le altre” e hanno ripercorso sinteticamente la strada che porterà i due centri a diventare uno solo, “partendo dall’impegno comune sui territori”. Francesca Danese, portavoce del Forum Terzo settore Lazio (ex assessore romano alle politiche sociali ed ex vicepresidente di CSVnet) ha sottolineato l’importanza per le associazioni di essere presenti con competenza nei processi di attuazione delle leggi, a cominciare dall’attuazione del Reddito di inclusione recentemente introdotto, il quale assegna un ruolo forte all’azione congiunta del terzo settore e degli enti locali. Infine Alessandro Messina, direttore generale di Banca Etica (che sostiene la conferenza), ha citato alcuni degli strumenti introdotti dalla riforma – come il social bonus e il social lending – che avranno importanti risvolti di carattere finanziario per il Terzo settore.

Guarda lo speciale sulla Conferenza 2017.

Nella foto il presidente di CSVnet Stefano Tabò

© Foto di CSV Chieti

 
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