Acri

28 Settembre 2017

Guzzetti tranquillizza i Csv: “Sui fondi sceglieremo insieme criteri equi”

Il presidente dell’Acri interviene in video alla Conferenza 2017 di CSVnet. “I momenti di tensione sono alle spalle, ora rapporti tranquilli. Negli organismi di controllo opereremo per decidere all’unanimità. Nessun centralismo, né pericoli per il pluralismo” 

21 Settembre 2017

Lotta alla povertà educativa: approvati 80 progetti per 62 milioni di euro

I progetti scelti sono 66 a carattere regionale e altri 14 da realizzare in più regioni . Ancora in valutazione le 800 proposte per il bando Adolescenza. Presto un terzo bando per i bambini tra 5 e 14 anni.

21 Luglio 2017

Fondazioni bancarie, erogazioni per oltre 1 miliardo. Al welfare 413 milioni

Rapporto curato da Acri. Nel 2016 le erogazioni si attestano a 1.030,7 milioni di euro (+10% rispetto all’esercizio precedente). Arte, attività e beni culturali, con il 25,3% del totale erogato, si conferma il primo settore specifico di intervento

08 Febbraio 2017

Povertà educativa: chiusi i primi due bandi da 115 milioni

1200 proposte da tutto il territorio nazionale sono pervenute per i primi due bandi nati dal fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Le idee progettuali più meritevoli accederanno alla seconda fase, che prevede l’invio dei progetti esecutivi. I fondi saranno ripartiti a livello regionale. 

28 Novembre 2016

Approvata la programmazione 2017 di CSVnet

I risultati dell’assemblea dei soci del 26 novembre a Roma. Disponibili 39,1 milioni di euro per i CSV. Approvata anche la programmazione di CSVnet in vista della Riforma del Terzo settore. Anche Padova entra nella rete

14 Luglio 2016

Mafie, su oltre 23mila immobili confiscati pochi quelli riutilizzati

Più del 90% è concentrato in 6 regioni (Sicilia, Campania, Calabria, Puglia, Lazio e Lombardia). Oltre 3.500 le aziende sottratte alla criminalità, su ben 1.893 l'Agenzia non ha ancora deciso la destinazione. Studio coordinato dalla Fondazione Con il Sud.
Fonte: Redattore Sociale

23 Dicembre 2015

Funder35: 50 imprese culturali non profit sostenute. Il 26 gennaio la presentazione dei progetti con il Ministro Franceschini

Sono state 170 le imprese culturali che hanno inviato la propria proposta per il bando Funder35, l’iniziativa nata nel 2012 in ambito Acri e promossa quest’anno da 18 fondazioni 

30 Settembre 2015

1° ottobre - Giornata Europea delle Fondazioni

Il 1° ottobre 2015, in tutta Italia, e in tutta Europa, è stata celebrata la Giornata Europea delle Fondazioni, un’occasione per conoscere meglio questi enti – spesso ignorati dal grande pubblico – che insieme al mondo del volontariato e del Terzo settore concorrono ad alimentare e innovare il welfare nel nostro Paese 

11 Giugno 2015

Funder35: bando per le imprese culturali giovanili non profit

Funder35 è un bando annuale che individua e sostiene i migliori progetti presentati da organizzazioni culturali non profit under 35 

18 Marzo 2015

Guzzetti: protocollo Mef-Acri è nel segno della continuità e dell'innovazione

Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri, si dice soddisfatto per l'adesione unanime, giunta lo scorso 11 marzo, da parte dei vertici delle Fondazioni di origine bancaria al Protocollo d'intesa con il Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef) 

03 Novembre 2014

Tombari nuovo vicepresidente Acri

Il Consiglio dell'Acri, l'Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, riunitosi lo scorso 31 ottobre, ha nominato nuovo vicepresidente Umberto Tombari, presidente dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze 

24 Ottobre 2014

Legge di stabilità:no dell' Acri all'aumento della pressione fiscale sulle fondazioni

"Una progressione esponenziale, attuata a ritmi quasi vertiginosi, che metterà senz'altro in difficoltà tutte quelle organizzazioni del volontariato, del privato sociale e gli stessi enti territoriali, che vedranno decurtate le loro risorse, perché ogni centesimo in più di tasse a carico delle Fondazioni è un centesimo in meno da dare a chi è al servizio del bene comune"

11 Giugno 2012

Storia

La storia dei Centri di servizio per il volontariato (CSV) è relativamente recente. Essi vengono istituiti dalla “legge quadro sul volontariato” n. 266/91, che all’art.15 li identifica come soggetto “a disposizione delle organizzazioni di volontariato (Odv) e da queste gestiti al fine di sostenerne e qualificarne l’attività”.

Lo stesso articolo prevede che le Fondazioni di origine bancaria (Fob) debbano destinare una quota non inferiore a un quindicesimo dei loro proventi “alla costituzione di fondi speciali presso le regioni” al fine di istituire, tramite gli enti locali, i CSV. All’epoca il provvedimento non trovò il consenso di tutte le Fob, che fecero ricorso, poi respinto dalla Corte costituzionale con la sentenza 500 del 1993.

Sarà invece il decreto interministeriale dell’8 ottobre 1997 a chiarire che “i centri di servizio erogano le proprie prestazioni sotto forma di servizi a favore delle organizzazioni di volontariato iscritte e non iscritte nei registri regionali". Inoltre, secondo il decreto, i CSV devono essere gestiti da enti costituiti da organizzazioni di volontariato. Viene poi definita la composizione dei Comitati di gestione (Co.Ge.) ai quali è affidato il controllo sulle attività svolte e sull’impiego delle risorse economiche da parte dei Centri.

 

La diffusione in Italia

Dopo l'istituzione nel 1996 dei primi Comitati di gestione, nel 1997 nascono i primi CSV, in Veneto, Emilia-Romagna, Piemonte, Liguria, Lombardia, Molise, Basilicata, Toscana. Nello stesso anno, i CSV di alcune regioni cominciano a incontrarsi tra loro, realizzando progettualità comuni e costruendo sinergie, dando vita alle prime forme di collegamento tra i CSV.

Nel 1998 nascono altri CSV in Abruzzo, Marche, Sardegna, Umbria e Lazio; nel 1999 in Valle d'Aosta e nella Provincia autonoma di Trento; nel 2000 in Friuli Venezia Giulia. Nel 2001 viene costituito il Comitato promotore dei centri di servizio per il volontariato nel Sud d'Italia, che contribuisce in modo determinante a portare a compimento lo sviluppo dei CSV in tutto il territorio nazionale. Oggi i Centri di servizio sono 71.

 

Gli interventi sui fondi

L’utilizzo delle risorse assegnate dai CSV a valere sui fondi delle Fob comporta un confronto, a tratti aspro ed acceso, soprattutto a seguito dell’atto di indirizzo del ministero del Tesoro del 19 aprile 2001 (il cosiddetto “atto Visco”), che attraverso una interpretazione dell’art. 15 della 266 di fatto dimezza gli accantonamenti annuali delle Fondazioni a favore dei fondi speciali regionali per il volontariato. I CSV contestano l’atto con un ricorso al Tar, la cui sentenza, per loro sfavorevole, arriva nel giugno 2005

Nello stesso anno viene definito il primo accordo nazionale tra le Fob e il volontariato per dare stabilità all’erogazione e alla gestione dei fondi e definire un progetto nazionale per l’infrastrutturazione sociale del Mezzogiorno (viene costituita allo scopo la Fondazione Con il Sud). Oltre a CSVnet i soggetti coinvolti sono Acri (l'Associazione di fondazioni e di Casse di risparmio), il Forum nazionale del Terzo settore, la Consulta del volontariato presso il Forum, la ConVol (Conferenza permanente presidenti associazioni e federazioni nazionali di volontariato) e la Consulta dei Comitati di gestione. Il testo, che prende il nome di Accordo Acri-Volontariato sarà poi rinnovato nel 2010, nel 2013 e nel 2016.

 

La riforma

Nei loro primi 20 anni di attività, grazie allo sviluppo di una rete capillare composta da centinaia di sportelli e migliaia di servizi forniti gratuitamente, i CSV sono diventati un sistema che si può definire il “motore del volontariato italiano” e una risorsa sempre disponibile soprattutto per le associazioni più piccole e meno strutturate.

Un sistema che ha ottenuto il suo pieno riconoscimento con il Codice del Terzo settore, il decreto più importante della legge delega per la riforma del Terzo settore (106/2016). Una parte consistente del Codice infatti è dedicato ai CSV, interessati da una profonda revisione in chiave evolutiva che ne riconosce le funzioni svolte e le adegua al nuovo scenario. A cominciare dall’allargamento della platea a cui i CSV devono prestare servizi, che coincide con tutti i “volontari negli Enti del Terzo settore” (Ets), e non più solo con quelli delle organizzazioni di volontariato definite dalla legge 266/91 (anche se in realtà era già cospicua la quota di realtà del Terzo settore “servite” negli anni). Come diretta conseguenza, in base al così detto principio delle “porte aperte”, anche nella governance dei CSV potranno entrare tutti gli Ets. La maggioranza dei voti in assemblea dovrà essere però attribuita alle organizzazioni di volontariato (ODV).

La riforma prevede anche la sparizione dei fondi speciali per il volontariato su base regionale a favore della istituzione di un Fondo unico nazionale (Fun), e la costituzione di un Organismo nazionale di controllo (Onc) e delle sue articolazioni territoriali (Otc), con funzioni di indirizzo e controllo. Tra queste, l’amministrazione del Fun, l’accreditamento dei CSV, l’adozione di eventuali sanzioni in caso di irregolarità.

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