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Il volontariato in Europa si rafforza

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Un portale europeo con una sezione speciale per le attività di volontariato transfrontaliero; un passaporto europeo delle competenze e un Corpo volontario europeo di aiuto umanitario. Sono i principali strumenti contenuti nel rapporto sulle "Attività di volontariato transfrontaliero" firmato dagli eurodeputati Marco Scurria (Pdl) e Licia Ronzulli (Pdl) che il Parlamento di Strasburgo ha approvato martedì 12 maggio con 603 voti a favore, 23 contro e 63 astensioni.

Principale obiettivo che il documento ha voluto perseguire e che l'approvazione dell'europarlamento ha confermato, è quello di abbattere le barriere burocratiche e superare quelle linguistiche in modo da semplificare e rendere più accessibili le attività di volontariato in un altro paese dell'Unione Europea.

Il nuovo portale gestito dalla Commissione Europea servirà a raccogliere le esperienze, i progetti, le attività di volontariato realizzate sul territorio continentale e a migliorare la cooperazione e lo scambio di informazioni.
Il passaporto europeo delle competenze sarà un documento completo in cui verranno registrate, su richiesta del volontario, tutte le esperienze pratiche, le formazioni, le competenze trasversali e professionali acquisite nell'ambito del programma di apprendimento permanente, comprese le competenze acquisite nell'ambito di un'attività di volontariato. Garantirà, così, il riconoscimento di tali esperienze e qualifiche a livello transfrontaliero, sia a scopo professionale che di apprendimento. Il passaporto ricalcherà il modello Europass utilizzato per la stesura dei curricula al fine di consentire la registrazione delle competenze in modo trasparente e comparabile. Questo strumento è stato pensato per garantire al volontariato un maggior riconoscimento pubblico, quale esperienza utile per i giovani nell'acquisizione di competenze da spendere, ad esempio, nella formazione e nel mondo del lavoro.
Il Corpo volontario europeo di aiuto umanitario si occuperà, infine, di selezionare, formare e inviare volontari nei luoghi colpiti da catastrofi naturali per fornire sostegno alle popolazioni e alle organizzazioni locali. Nel documento si precisa che l'obiettivo è di sviluppare sinergie con le organizzazioni e le strutture esistenti cercando di evitare sovrapposizioni e dispersioni di fondi e che il Corpo interverrà su richiesta e in base alle esigenze.

Il rapporto approvato dal Parlamento Europeo cita inoltre il Manuale sulla misurazione del volontariato dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) incoraggiando gli Stati membri al suo utilizzo “al fine di mettere a disposizione statistiche e dati comparabili – si legge nel testo – che forniscano un quadro chiaro sul rilevante contributo del volontariato e sulle esigenze dei volontari e degli operatori in tutta l'Unione Europea”. Dall'inizio del 2012 è disponibile la traduzione in lingua italiana del Manuale, realizzata nell'ambito del Progetto europeo per la misurazione del volontariato (EVMP) che nasce da un partenariato tra il Center for Civil Society Studies della Johns Hopkins University, il CEV (Centro Europeo del Volontariato) e Spes (Centro di Servizio per il Volontariato del Lazio) con il supporto finanziario e un importante contributo di idee da parte di ACRI, Forum Nazionale del Terzo Settore, ConVol, Consulta dei Comitati di Gestione, Consulta del Volontariato presso il Forum del Terzo Settore e CSVnet.

Riconoscendo il volontariato quale “risorse importante della nostra economia e società” nel testo si sottolinea inoltre che questo “non deve essere considerato un'alternativa al lavoro regolare retribuito e che in nessun caso deve costituire una giustificazione per l'incapacità dei governi di ottemperare ai propri obblighi in materia sociale”; nel rapporto si invita, poi, la Commissione “a stanziare adeguate risorse per la creazione di un Fondo di sviluppo dei centri europei per il volontariato, destinato alla creazione di infrastrutture a sostegno del volontariato”, raccomandando di mantenere le relazioni create sia con l'Alleanza per l'Anno Europeo del Volontariato, sia con gli organi nazionali di coordinamento.