Parma, il festival del cibo diventa solidale: “Nulla andrà sprecato”

Dal 2 al 4 giugno va in scena Gola Gola food & people. Quest’anno collabora Parma non spreca, progetto collettivo a sostegno delle famiglie in difficoltà a cui partecipa anche il CSV provinciale. I volontari recupereranno il cibo in eccesso per destinarlo a chi ne ha bisogno

di Alessia Ciccotti

Dal 2 al 4 giugno Parma ospiterà il Gola Gola Food & People, il festival dedicato al tema del cibo e che quest’anno vede anche la collaborazione con la Piattaforma solidale Parma non spreca, un progetto condiviso dai principali rappresentanti della città (istituzioni, associazioni, enti, aziende), tra cui il CSV Forum Solidarietà, per sostenere le famiglie in difficoltà del territorio e prevenire lo spreco alimentare.

Il diritto al cibo sarà uno dei principali focus della seconda edizione del festival, collegato al tema delle nuove povertà, un diritto che passa, necessariamente, da una maggiore consapevolezza individuale a non gettare via il cibo. Nasce da qui la collaborazione con Parma non spreca, i cui volontari durante i tre giorni della manifestazione ritireranno le eccedenze alimentari prodotte in tutti luoghi dove è previsto l’utilizzo e la somministrazione di cibo: dai mercati, agli show cooking, dalle degustazioni ai luoghi di ristorazione. Basterà telefonare al numero 324 7953059 perché un mezzo attrezzato entri in servizio.

L’obiettivo è che nulla vada sprecato: il crudo, il cotto, le materie prime, i piatti pronti avanzati, saranno raccolti utilizzando contenitori termici idonei, nel pieno rispetto delle normative. Il cibo recuperato, inoltre, avrà nuova vita sugli scaffali di Emporio, il market solidale per le famiglie in difficoltà economica di Parma, o direttamente sulle tavole della mensa di Padre Lino e della Caritas.

L’iniziativa è stata presentata nell’antico Refettorio dell’Annunciata, che fu la casa di Padre Lino, un frate francescano che visse e morì a Parma nel 1924, dedicando la sua vita ai poveri. “Vogliamo che il festival non sia solo un momento di divertimento e svago – ha detto Elena Antonetti di Gola Gola – ma anche un momento di riflessione e l’occasione per dare visibilità alle buone pratiche di contrasto allo spreco e alla povertà alimentare. Speriamo che questo sia solo l’inizio di una collaborazione che possa andare oltre il festival e portare giovamento a Parma”.

Cecilia Scaffardi della Caritas di Parma, ringraziando l’organizzazione del festival per questa opportunità, ha parlato di chi è più fragile: “È molto bello e importante che a questa festa si associ anche l’attenzione a chi il cibo non può procurarselo da solo, chi viene alle mense o fa spesa all’Emporio solidale. È un messaggio importante, anche educativo: ogni volta che noi ci mettiamo a tavola, o che facciamo un’iniziativa per mettere a tavola delle persone per motivi di festa, deve esserci sempre questo piatto vuoto in più per far sedere a tavola chi ha bisogno”.

Per ogni Gola Gola! Card venduta, inoltre, il Gola Gola Food & People devolverà 50 centesimi al programma Pasti Scolastici del Word Food Programme che porta cibo e istruzione a 20 milioni di bambine e bambini in 62 Paesi del mondo e 50 centesimi a Emporio Market Solidale. Quest’anno il festival gode anche del patrocinio del World Food Programme Italia, sede dell’Agenzia delle Nazioni Unite la cui missione è quella di fornire cibo e assistenza ogni anno a più di 80 milioni di persone in 80 Paesi del mondo.

Piattaforma solidale Parma non spreca nasce dalla collaborazione tra Forum Solidarietà, Emporio Market Solidale, Caritas Parma, Consorzio di Solidarietà Sociale, Provincia e Comune di Parma, Fondazione Cariparma e Iren. L’obiettivo è ricercare, raccogliere e ridistribuire generi alimentari attraverso le iniziative attivate dal volontariato locale, come ad esempio i market solidali, le mense e la distribuzione di pacchi alimentari. Sono partner del progetto le principali associazioni di categoria; ASCOM, Confartigianato, CNA, Coldiretti, Confcooperative, Gruppo Imprese Artigiane, APLA Confartigianato, Confesercenti e Unione Parmense degli Industriali.

 
Novembre 2017
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