Gio09212017

Last updateGio, 21 Set 2017 8am

Sei qui: Home Notizie Tutte le notizie CSV Non è uno scherzo far ridere i bimbi malati. Parola di Pagliaccio Alessandro

Non è uno scherzo far ridere i bimbi malati. Parola di Pagliaccio Alessandro

Il fondatore dell’associazione di volontariato I Pagliacci, fiore all’occhiello dell’ospedale di Terni, racconta la bellezza, ma anche i rischi e le responsabilità del lavoro in corsia con minori affetti da gravi patologie. E lancia un corso per preparare nuove leve col naso rosso

Alessandro Rossi e volontarie smallUn naso rosso e un cappello da pagliaccio, parole buone e giochi di magia per far sorridere i bambini, quelli ricoverati nel reparto di pediatria dell’ospedale. È il 2009 quando Alessandro Rossi, con accanto Enzo Bottali, tiene a battesimo l’associazione di volontariato “I Pagliacci”. Da allora la terapia del sorriso diventa uno dei fiori all’occhiello dell’azienda ospedaliera di Terni, un punto fermo nei reparti frequentati dai bambini.

L’attività si allarga man mano al Centro di neuropsichiatria infantile e in particolare al Baobab, struttura semiresidenziale specializzata sull’autismo. Grazie a raccolte fondi la onlus, punto di riferimento di tante famiglie, dona strumenti utili ai piccoli degenti ma anche giochi inclusivi per un parco pubblico. Senza contare l’attività nelle scuole, per sensibilizzare i bambini sui temi del volontariato e dell’aiuto sociale, con progetti realizzati a Terni, Spoleto e arrivati fino a Novara. In questi anni il “Pagliaccio Alessandro” trova il tempo anche per raccontare, in due libri, le esperienze di vita che più di altre lo hanno segnato. Nel 2014 la sua infaticabile attività di volontario gli regala la Targa speciale per il sociale del premio “Rosa dell'Umbria”.

“Tutto nasce da qualcosa che non so spiegare bene, - racconta. - Più volte ho riflettuto sul mio essere Alessandro e poi sul Pagliaccio. Forse ho voluto dare qualcosa che a me è mancato, qualcosa che covava nel mio inconscio e che alla fine è venuto fuori, è esploso nel Pagliaccio Alessandro, colui che vuole far sorridere i bambini. Allora quale luogo migliore se non la corsia di un ospedale?”.

Far sorridere i bambini malati però non è così semplice. Soprattutto quando hai di fronte il volto di bimbi ai quali la malattia ha sottratto ogni speranza. E di genitori senza più forze per lottare. “Tra gli elementi che mi hanno convinto ad andare avanti - dice Alessandro - c’è l’aver conosciuto bambini con patologie gravi: la loro forza mi ha dato ulteriore energia per proseguire in questa missione, anche se molte volte l’emotività prende il sopravvento e mi rende vulnerabile, fragile”.

valentina scaranoQualche volta ha pensato di mollare. “Alcune vicende mi hanno fatto riflettere molto. A volte non è semplice far comprendere cosa vuol dire essere un volontario, però fino ad oggi ho resistito: la mia forza sono la mia famiglia e tutti i bambini che ho incontrato in questi anni”.
Nel cuore del Pagliaccio Alessandro tanti ricordi indelebili: “Di anni come volontario ne ho tanti, ma il ricordo che non va più via è l’incontro con il primo bambino oncologico. Mi ha fatto capire cos’è il vero senso della vita, mi ha insegnato a sorridere nonostante tutto vada per il verso sbagliato. Voleva continuare a giocare anche se la malattia gli impediva di farlo. Parlare con lui e con la sua famiglia mi ha reso più forte. Poi purtroppo di bambini così ne ho conosciuti altri. Ognuno di loro ha saputo regalarmi un pezzetto della propria vita, piccole perle da conservare con cura per il resto della mia vita. Non voglio dimenticare nulla, tutti gli episodi hanno un valore assoluto”.

Le attività della onlus si sono intanto moltiplicate e vedono i volontari impegnati anche a fianco degli anziani ospiti delle case di riposo, dei bambini del Baobab, degli studenti e di chiunque sia in difficoltà. Servono dunque nuovi volontari, motivati e preparati a dovere e così l’associazione ha lanciato in questi giorni anche tramite il CSV di Terni un nuovo corso di formazione gratuito per aspiranti pagliacci. Si intitola “Il gioco non è uno scherzo”, a testimoniare la necessità di disponibilità e professionalità, e si terrà il 21 e 22 ottobre prossimi a Terni, nell’area lab del Caos.

img 20161224 wa0015“Di volontari ne sono transitati molti in questi anni, - dice Alessandro Rossi. - Un numero abbastanza cospicuo siamo riusciti a farlo rimanere e questo è un buon segnale. La nostra è un’attività molto delicata perché riguarda il bambino non nel suo vivere quotidiano, ma il rapporto tra lui e la sua malattia. Essere a contatto quasi quotidianamente con il dolore e la malattia di un minore molte volte può diventare un fattore di malessere anche per un volontario. Ho visto molte persone arrivare con tanto entusiasmo e poi, lentamente, lasciare l’associazione, per tantissimi motivi. Ma ognuno di loro ha sempre saputo regalare tanti sorrisi ed emozioni ai bambini incontrati”.

“Chi si avvicina a un’associazione come la nostra, - conclude Alessandro, - ha davvero interesse ad aiutare chi è in difficoltà. Certo, tra il dire e il fare le cose cambiano... Per questo durante i colloqui mettiamo i volontari di fronte a tutte le emozioni belle che si possono provare e all’utilità delle nostre azioni. Però parliamo anche di tutti i rischi e delle grandi responsabilità che ogni volontario si troverà ad affrontare”.