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Servizio civile trampolino per il mondo del lavoro. Domani udienza dal Papa

servizio civile

A due settimane dall’approvazione in Consiglio dei Ministri del Decreto legislativo di Riforma del Servizio civile universale, è stata presentata il 23 novembre a Roma l’indagine Isfol – Inapp “Il Servizio Civile Nazionale tra cittadinanza attiva e occupabilità.



Il rapporto fotografa il servizio civile come una scelta vincente per i giovani anche come trampolino di lancio per il mondo del lavoro.

Ad un anno di distanza dalla fine dell’esperienza infatti, il 52% dichiara di lavorare mentre il 61% ha un contratto continuativo.
Elevato anche il tasso di soddisfazione: il 95% di chi ha fatto il servizio civile ritiene di aver accresciuto le proprie competenze, il 97% rifarebbe la scelta compiuta e il 69% considera il servizio civile importante per la vita professionale.

Un dato interessante riguarda il tasso di istruzione: il 47% dei volontari e’ laureato, il 49% diplomato, il 4% si ferma alla licenzia media mentre il 13% dei volontari studia e lavora.

L’indagine è stata svolta sui volontari del bando 2013 (un campione di 1.511 su un totale di 13.375) che hanno prestato servizio nel 2014-15 e che sono stati intervistati a un anno di distanza.

Si tratta di dati che valorizzano il servizio civile come un’esperienza di cittadinanza e come occasione di lavoro, come sottolineato anche dal Sottosegretario al welfare Luigi Bobba durante la conferenza stampa di presentazione del rapporto. “L’obiettivo della riforma del servizio civile è accrescere il numero dei giovani da avviare al servizio civile. Siamo passati infatti dai 15mila del 2014 ai 35mila del 2015, ai circa 42mila giovani che saranno avviati al servizio civile entro la fine dell’anno. Inoltre, nel decreto legislativo saranno previsti dei meccanismi premiali per quegli enti che proporranno progetti in grado di coinvolgere anche giovani con bassa scolarizzazione e minori opportunità socio-culturali.

Tra le novità presenti nel nuova legge la conferma definitiva dell’accesso al servizio civile oltre che dei cittadini dell’Unione europea, anche degli stranieri regolarmente soggiornanti in Italia.

I volontari impegnati in interventi da realizzarsi in Italia, avranno inoltre la possibilità di effettuare il servizio, per un periodo di tre mesi, in uno dei Paesi dell’Unione europea, al fine di rafforzare il senso di appartenenza all’Unione nonché di facilitare lo sviluppo di un sistema europeo di servizio civile, ovvero in alternativa di usufruire di un tutoraggio finalizzato alla facilitazione dell’accesso al mercato del lavoro.

La presentazione di questa nuova indagine si colloca nella settimana che vedrà sabato 26 novembre i festeggiamenti per il 15° anniversario del Servizio Civile Nazionale (legge n. 64 del 2001) con una cerimonia in Vaticano, alla presenza di Papa Francesco, per la quale sono attesi 7 mila partecipanti tra giovani volontari e rappresentanti delle Istituzioni e degli enti di servizio civile.