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Villa confiscata diventa il primo centro per l’autismo di Roma

Villa confiscata

Lo scorso 5 settembre l’associazione Angsa ha ottenuto dalla regione Lazio le chiavi della nuova sede. L’immobile, appartenuto ai Casamonica, diventerà un centro diurno.Ma ora serve aiuto per ristrutturare i locali

Da villa sontuosa a centro polifunzionale per l’autismo, il primo nella Capitale. È una storia positiva, in cui a vincere è la legalità, quella che si è conclusa il 5 settembre scorso con la consegna delle chiavi dell’immobile in via Roccabernarda da parte della Regione Lazio all’associazione Angsa.
Il bene infatti- 600 metri quadrati del valore commerciale di 1 milione e 400mila euro – era stato confiscato lo scorso febbraio ai Casamonica, gli stessi che pochi mesi fa avevano scandalizzato l’opinione pubblica nazionale con il funerale faraonico che paralizzò Roma.
L’associazione, che riunisce le famiglie di persone con autismo a Roma e provincia, ha vinto il bando pubblico promosso dalla regione e trasformerà la villa prima nella propria sede e in un centro dove fare formazione e attività per i ragazzi e poi, nel medio termine, in un vero e proprio centro diurno aperto al quartiere.
“Questa concessione ci dà anche una grande responsabilità: gestire un centro, così come descritto nel nostro progetto che abbiamo chiamato 'Una casa 100 progetti', non sarà una cosa semplice e ora, come mai in passato, abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti coloro, soci e non, che hanno a cuore le persone con autismo” ha dichiarato la presidente dell’associazione nel corso dell’inaugurazione a cui hanno preso parte il presidente della Regione Lazio Zingaretti e don Luigi Ciotti.

Di qui l'appello dell'associazione, che intende mettersi subito al lavoro: “chiediamo a quanti abbiano delle competenze (a vario titolo) personali o di conoscenti, negli ambiti di muratura, idraulica e elettricità, di valutare la possibilità di ritagliare un po’ del loro tempo da settembre da dedicare alla sistemazione della villa, che pur se in buono stato, necessita comunque di alcuni lavori. La villa deve inoltre essere arredata, quindi se avete arredi di cui vi volete liberare o conoscete qualcuno che si trova in questa situazione, fateci sapere, scrivendo info@angsalazio.org. Vorremmo che questa sia considerata la casa – conclude Stellino - un luogo pensato e organizzato per i nostri ragazzi. Un luogo aperto anche a persone che non sono nello spettro, perché non vogliamo isolarci dal mondo. Un luogo accogliente dove tutti possano sentirsi a casa e non ospiti. Sappiamo che non sarà facile, ma noi, genitori abituati a gestire i nostri ragazzi, armati di coraggio e desiderio di costruire qualcosa per loro, risulteremo vincitori anche in questa sfida!"