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CSV Cosenza e Unical presentano lo studio sul volontariato cosentino

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Le Organizzazioni di Volontariato, iscritte e non iscritte al Registro Regionale del Volontariato (RRV), alla fine del 2012 sono circa 600; poco più di un quarto si concentra nella città di Cosenza e nei comuni limitrofi e poco meno di 52 OdV su 100 sono iscritte al RRV. I volontari sono soprattutto persone adulte, tra i 30 e i 45 anni, e sono donne. Sono alcuni dei dati emersi dalla ricerca sul volontariato della provincia di Cosenza intitolato  "Il Volontariato nei contesti di welfare debole", promossa dal CSV Cosenza – Volontà Solidale, realizzata insieme al Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Università della Calabria e pubblicata da Falco Editore.

 

Dall'indagine, presentata mercoledì 11 settembre in un incontro pubblico che si è svolto presso l'Università della Calabria, emerge inoltre che il numero delle Organizzazioni di Volontariato cosentine è in crescita costante e che il CSV rappresenta per loro un punto di riferimento. 7 associazioni su 10 sono nate tra il 2000 e il 2012, la metà di esse negli ultimi 6 anni. Si tratta di associazioni giovani, venute alla luce anche grazie all'azione del CSV, dal 2004 impegnato a far emergere il volontariato sommerso. I 2/3 delle associazioni sono impegnati in ambito sociale o sanitario e per la gran parte la base associativa è di piccole e medie dimensioni. 

 

"Con orgoglio presentiamo quest'indagine – ha affermato Maria Annunziata Longo, presidente del CSV, durante la presentazione –  che ha avuto due obiettivi: fotografare la situazione delle OdV nella nostra provincia e mettersi in discussione, come CSV, analizzando il ruolo che il Centro ha assunto nel contesto territoriale dopo quasi 10 anni di attività. Si tratta sicuramente di un lavoro su cui vale la pena riflettere insieme anche ad altri attori sociali".

Soddisfatto anche l'editore, Michele Falco. "Abbiamo pubblicato un libro di servizio e siamo felici di aver contribuito a questo lavoro".
I dati sono stati illustrati da Sabina Licursi, ricercatore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Unical. "Negli ultimi anni è aumentato il numero di associazioni di Volontariato, una crescita rilevante in cui hanno avuto un ruolo importante i Centri di Servizio, ma anche la crisi del welfare". Per il ricercatore dell'Unical, Giorgio Marcello che ha curato l'indagine insieme a Sabina Licursi, il successo di una ricerca si misura nel corso del tempo. "Speriamo di aver fatto un buon lavoro, sarà interessante capire come reagiranno le associazioni di fronte ai dati emersi. Il lavoro del Centro è stato molto apprezzato dalle  associazioni, ma ora una nuova sfida aspetta il CSV che deve provare a far crescere reticoli orizzontali".

"Il tempo che stiamo vivendo è un tempo di grande cambiamento e il Volontariato riesce solitamente a rispondere bene ai cambiamenti - ha affermato Giovanni Serra, segretario nazionale ConVol - Conferenza permanente delle associazioni, federazioni e reti e di Volontariato -  La crisi del welfare è una crisi che purtroppo peggiorerà. Per il Volontariato la grande sfida è quella di immaginare una rifondazione del suo modo di intendere servizi e azioni".

Secondo Giuseppe Cotturri, Ordinario di Sociologia del Diritto e della Devianza della Facoltà di Scienze Politiche dell'Università "Aldo Moro" di Bari, i dati emersi sono molto interessanti, c'è grande volontà da parte del Volontariato di sperimentare nuove strade. "Nell'indagine troviamo coni d'ombra e segnali di fervore che richiedono un ulteriore approfondimento".

"Con il CSV c'è un rapporto costante da diversi anni – ha sottolineato Nicola Paldino, presidente della BCC - Banca di Credito Cooperativo Mediocrati - Noi, come banca, siamo molto vicini alle iniziative di solidarietà e al volontariato. Questa ricerca ci dà la possibilità di capire cosa si muove dentro questo mondo".

Lorenzo Maria Di Napoli, presidente del Co.Ge. Calabria - ha sottolineato che il Volontariato deve essere considerato un attore protagonista del welfare. "La debolezza o la forza del welfare locale dipendono dal Volontariato".

In rappresentanza della Fondazione Carical è intervenuta Katia Stancato. "Questa indagine non si sofferma solo sui dati, ma tenta di entrare nella natura delle associazioni di volontariato, è un lavoro ben fatto, un lavoro che più essere utile a diversi soggetti. Dobbiamo essere, come terzo settore, propulsori di coesione e creatori di progetti di sviluppo. La Fondazione Carical manifesta la piena disponibili a collaborare con il CSV". 

Le conclusioni sono state affidate a Pietro Fantozzi, direttore del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell'Unical che ha lanciato una riflessione sul ruolo del Volontariato oggi. "Il Volontariato deve fare servizi, attività di supplenza, oppure tutto ciò lo distrae dalla sua grande capacità innovativa nel dare risposte ai bisogni del territorio?".
Alla presentazione della ricerca ha partecipato anche Cataldo Francesco Nigro, presidente della Consulta regionale del Volontariato secondo cui Consulta e CSV devono camminare insieme nell'interesse dell'associazionismo calabrese.