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Il volontariato trevigiano tra valori e sussidiarietà

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A Treviso, lo scorso 12 dicembre, il CSV provinciale ha presentato i risultati dei 3 progetti biennali (Agorà, Diamoci Dentro e Mai Più soli – cosa ci isola) legati al bando "La vita non aspetta – Under 30", che ha visto stanziati 300 mila euro per finanziare attività di promozione e inserimento dei giovani esclusi dal mondo della scuola e del lavoro. Oltre 270 i giovani coinvolti per 90 tirocini complessivamente avviati e ben 17 le assunzioni definitive a percorsi ultimati.

Per la realizzazioni di questi progetti è stato determinante il rapporto con le istituzioni e le aziende Ulss. Il bando ha inoltre riscosso l'attenzione e la collaborazione dei Centri per l'impiego dei territori coinvolti (Vittorio Veneto-Conegliano; Montebelluna, Treviso), con i quali sono state stipulate tre specifiche convenzioni, tradotte nella copertura dei costi assicurativi dei percorsi attivati nell'ambito dei singoli progetti e nell'accompagnamento nell'avvio dei percorsi da parte del personale dei centri stessi.

"Abbiamo scelto con questi progetti di stare vicino a chi soffre della carenza di lavoro come mancanza di capacità a provvedere economicamente a se stesso ma anche come diminuzione di dignità. – Ha sottolineato Adriano Bordignon presidente del CSV di Treviso - I giovani oggi sono probabilmente la categoria più fragile e meno sostenuta dalla nostra società. Vanno assolutamente aiutati a trovare il loro posto nella comunità e nel territorio in cui vivono".

In particolare, il progetto "Agorà" ha messo in sinergia 24 realtà del territorio (Ulss 7, Conferenza dei Sindaci della Sinistra Piave, comune di Vittorio Veneto e 19 associazioni di volontariato o cooperative che operano in vari settori), coinvolgendo 135 giovani tra i 15-29 anni; sono stati avviati 30 tirocini tra le realtà imprenditoriali e associative coinvolte (cura della persona, verde pubblico, arte casearia, sartoria, marketing, serigrafia) con 7 assunzioni definitive a fine percorso.

Il progetto "Mai piu' soli... cosa ci isola" ha avuto come destinatari giovani tra i 18 e i 29 anni, impegnati in percorsi di alta formazione professionale, stage aziendale, esperienza di gestione delle competenze. È stata avviata inoltre la formazione di volontari/facilitatori per l'orientamento e l'accompagnamento di ragazzi alla ricerca di un impiego. 36 sono stati gli stage di inserimento lavorativo attivati con percorsi di accompagnamento individualizzato e ben 10 le assunzioni avviate a fine esperienza formativa.

Il progetto "Diamoci dentro", infine, ha coinvolto circa 100 ragazzi con meno di 29 anni, reclusi nei due istituti penitenziari presenti a Treviso, nella Casa Circondariale e nell'Istituto Penale per Minori (IPM). Obiettivi sono stati attivare in maniera creativa, pratica e socialmente utile i giovani detenuti, sensibilizzare l'opinione pubblica, promuovere percorsi occupazionali esterni al carcere, dare vita a momenti di socializzazione per favorire il percorso di reinserimento, allestire uno spazio per sostenere l'attività di accoglienza abitativa. Sono stati organizzati 77 eventi, promossi e realizzati dalla rete progettuale, attivati 25 tirocini lavorativi, con 2 assunzioni definitive a fine percorso e 5 prolungamenti di stage a carico delle aziende ospitanti.

Durante la mattinata di venerdì scorso è stato presentato anche il progetto "Rui", ovvero 12 percorsi di sostegno che il volontariato trevigiano si impegna ad avviare e supportare nei primi sei mesi del 2015. Il progetto è rivolto a disoccupati di lunga durata che abbiano superato il 50° anno di età e invalidi civili con una percentuale di invalidità riconosciuta superiore al 66% e in età superiore ai 50 anni. 14 le realtà (a Treviso e nell'Opitergino) che hanno già confermato la propria disponibilità ad avviare i percorsi di sostegno che prevedono un impegno di servizio per 15-20 ore alla settimana e l'erogazione di un voucher ogni mese. Promosso dalla Regione Veneto, capofila è il Comune di Treviso, con 85mila euro complessivi stanziati per i percorsi di reinserimento lavorativo o di sostegno.

"Nella moderna prospettiva del welfare societario relazionale il mondo dell'impresa può e deve dire molto. Con EbiCom, e quindi nel settore commerciale, dei servizi e del terziario, ci stiamo accordando per sottoscrivere un protocollo che permetta alle persone momentaneamente fuori dal mondo del lavoro di restare impegnate, aperte a relazioni feconde e valorizzanti, differenziare le proprie competenze, agire in processi solidali di cura della comunità. – afferma Adriano Bordignon - Ebicom si impegnerà a promuovere presso i soggetti espulsi dal mondo del lavoro e beneficiari di forme di sostegno al reddito (mobilità, ammortizzatori sociali, disoccupazione) le opportunità di occupazione volontaria (e retribuita con un indennizzo pari al 20% del sussidio che già percepiscono) segnalate dal CSV e più consone alle aspettative e potenzialità espresse dai soggetti stessi".