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Cittadini sempre: in Emilia Romagna i CSV all'opera per qualificare il volontariato in carcere

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Si chiama "Cittadini sempre" ed è un progetto di durata biennale della Regione Emilia Romagna, avviato nel 2013, per qualificare l'azione del volontariato locale impegnato in attività all'interno del carcere e nell'area dell'esecuzione penale.

A gestire il progetto è la Provincia di Bologna in collaborazione con la Regione, che l'ha finanziato, e la Conferenza regionale Volontariato e Giustizia. Ma "Cittadini sempre" vede anche il coinvolgimento di tutti i 9 Centri di Servizio per il Volontariato presenti in Emilia Romagna, che hanno attivato specifiche azioni e iniziative sul proprio territorio di riferimento, grazie alle risorse economiche messe a loro disposizione dalla Regione oltreché alle proprie risorse interne.

Il progetto ha visto, in primo luogo, la mappatura della rete esistente di realtà e attività che associazioni di volontariato, gruppi di liberi cittadini e volontari mettono in campo nel mondo dell'esecuzione penale in Emilia Romagna. Obiettivo del censimento è stato di riconoscere e dare legittimità a questo mondo e individuare le attività che vengono svolte nelle carceri allo scopo di:

  • favorire la conoscenza reciproca fra le realtà a vario titolo coinvolte nel percorso trattamentale del condannato
  • consentire un maggior coordinamento facilitando il collegamento e la creazione di relazioni continuative tra queste realtà
  • favorire il confronto tra azioni e interventi diversi, per consentire sulla base di questa esperienza condivisa l'organizzazione di servizi sempre più rispondenti ai bisogni dei condannati.

Finora il lavoro dei Centri di Servizio ha riguardato il coordinamento di oltre 50 associazioni di volontariato in tutta la regione per progettare interventi che favorissero la collaborazione tra le associazioni su specifiche tematiche: organizzazione di percorsi di formazione congiunta tra volontari, agenti, formatori, psicologi del carcere; attivazione di percorsi di conoscenza delle opportunità presenti sul territorio, definizione di protocolli/accordi locali, sperimentazione di percorsi di accompagnamento al reinserimento sociale per persone in esecuzione penale. Nell'arco del biennio 2013-2014 i CSV coordineranno 9 progetti, relativi a ciascun comune sede di carcere, pensati per durare nel tempo.

Il CSV di Forlì-Cesena ha avviato nel mese di gennaio 2014 il progetto T.F.R. per il carcere (Territorio in Formazione di Rete per il carcere) che vuole potenziare e rendere più stabili i rapporti con gli attori pubblici ed istituzionali. In particolare, sono previsti un ciclo di incontri con i diversi attori del territorio e le realtà che lavorano in carcere ed un percorso di formazione laboratoriale con l'obiettivo di rendere più efficaci le dinamiche di gruppo e migliorare le modalità di comunicazione, al termine del quale si terrà un momento di restituzione dell'esperienza e l'individuazione di piste di lavoro future.

Il CSV di Ferrara ha ideato il percorso formativo/informativo dal titolo "ll volontariato per la giustizia riparativa" che vuole favorire una presenza qualificata dei volontari in ambito penitenziario e consolidare la rete locale di volontari della giustizia. Il percorso, che si è svolto a febbraio con 3 incontri, ha avuto un duplice obiettivo: da una parte preparare i nuovi volontari, dall'altra offrire un'informazione non superficiale, né preconcetta sulla realtà del carcere e dell'esecuzione penale in generale.

Anche a Modena il CSV provinciale ha puntato sulla formazione dei volontari con il progetto "Formare cittadinanza accogliente", che prevede, nel dettaglio, un percorso di formazione congiunta rivolto a volontari, operatori degli enti locali e dei servizi dell'amministrazione penitenziaria ed un ciclo di quattro seminari di conoscenza del territorio, aperti al pubblico, incentrati su temi prioritari individuati nella formazione precedente.

Il CSV di Reggio Emilia ha attivato una serie di interventi formativi, con diversi livelli di approfondimento, a seconda del livello di esperienza dei partecipanti. Tra le tematiche affrontate, ci sono: l'organizzazione carceraria e le sue regole, la vita all'interno del carcere, la carta dei diritti e dei doveri dei detenuti, il ruolo del volontario penitenziario,dentro e fuori il carcere, i limiti e le possibilità nell'agire dei volontari.

A Rimini il CSV provinciale ha attivato un percorso di formazione per promuovere il reinserimento lavorativo e sociale dei detenuti, articolato in 3 moduli da svolgere in aula, a cui si accompagneranno sperimentazioni operative nell'ambito dell'accompagnamento all'inserimento sociale e lavorativo e della sensibilizzazione delle imprese.

È partito nel mese di marzo il progetto del CSV di Piacenza "Carcere e territorio", per favorire una conoscenza approfondita delle attività e dei servizi presenti sul territorio, sinergie efficaci per un lavoro di rete e per sensibilizzare i cittadini sui temi della giustizia e della pena. Il progetto prevede la costruzione di un gruppo di lavoro per lo scambio di informazioni, esperienze e riflessioni sulla "pena utile dentro e fuori dal carcere" ed inoltre l'organizzazione di un evento nell'ambito del Festival del diritto, in programma a settembre, per avvicinare la realtà carceraria alla città.

Per favorire la conoscenza e la collaborazione tra associazioni e tra queste e le istituzioni, il progetto ideato dal CSV di Bologna prevede la realizzazione di 5 interviste collettive all'interno di realtà che operano nel carcere per raccogliere informazioni in merito alle difficoltà che si incontrano, analizzare risorse e potenzialità, comprendere i possibili scenari per coordinare e organizzare le attività. Sono previsti inoltre degli incontri finalizzati a condividere e sistematizzare l'esperienza e le competenze che i diversi soggetti hanno maturato negli anni di attività in questo settore, per aumentarne l'efficienza e l'efficacia.

Il CSV di Parma ha attivato il progetto "Orti per ricominciare" che prevede l'impiego di 5 detenuti in attività orticole, a carattere sperimentale, come opportunità per impegnarli attivamente e proficuamente fuori dal carcere. Le persone sono coinvolte nella completa gestione di un campo da coltivare, dalla predisposizione del terreno all'organizzazione dei turni di lavoro.

Infine, "Onda su onda" è il progetto ideato dal CSV di Ravenna che, nella prima fase, svoltasi tra il mese di gennaio e febbraio 2014, ha visto l'organizzazione di una serie di incontri conoscitivi rivolti alle OdV impegnate nell'ambito penitenziario, con il coinvolgimento anche delle associazioni che finora non si sono occupate di questo tema. Nella seconda fase, partita a marzo e che andrà avanti fino a dicembre, prevede la realizzazione di una serie di incontri formativi per volontari e operatori coinvolti nel percorso trattamentale del condannato. Infine, attraverso azioni di inserimento socio-lavorativo, in collaborazione con cooperative sociali ed associazioni, si intende monitorare e ripulire le aree pubbliche in zone demaniali o affidate al corpo forestale, sottoposte a tutela.