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Il servizio civile “universale” aiuterà anche a entrare nel mondo del lavoro

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Ore di servizio più flessibili, possibilità di svolgere esperienze e tirocini in Europa, ampliamento degli ambiti di intervento in cui si possono presentare i progetti: ecco il nuovo servizio civile approvato dal Governo che punta a coinvolgere oltre 100 mila ragazzi italiani e stranieri.

La scorsa settimana il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto di Riforma che rende il servizio civile “universale” ovvero aperto a un bacino potenziale di 100mila ragazzi italiani e stranieri tra i 18 e i 28 anni.

Si tratta del primo provvedimento attuativo della riforma del terzo settore (legge 6 giugno 2016, n. 106) e mette a disposizione, già per il 2017, risorse per circa 260 milioni di euro che consentiranno di coinvolgere più di 47mila giovani.

Il testo, giunto dopo un lungo iter iniziato nel 2014, conferma in linea di massima quanto era stato indicato nel primo schema passato al vaglio delle Camere lo scorso 9 novembre, poi perfezionato accogliendo i pareri di associazioni ed enti interessati e introducendo importanti novità.
Fra le proposte accolte nel decreto finale c’è la riduzione delle ore settimanali di servizio da 30 a 25, in modo da rendere l’esperienza sempre più compatibile con i ritmi di vita dei giovani.

Rinnovati anche gli ambiti di intervento “capaci di rispondere non solo ai bisogni delle comunità e delle persone più deboli ma anche alle possibili ambizioni di crescita formativa e professionale dei giovani” – come ha sottolineato Luigi Bobba, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali che ha promosso e seguito l’iter. I ragazzi potranno impegnarsi in progetti legati alla tutela del patrimonio storico artistico e culturale, educazione e promozione culturale e dello sport, promozione della pace e tutela dei diritti umani, agricoltura sociale, cooperazione allo sviluppo e della cultura italiana all'estero.

I futuri "operatori volontari del servizio civile universale" potranno infine svolgere tre mesi di attività in uno dei paesi membri della Ue, oppure usufruire di un medesimo periodo di tutoraggio finalizzato a facilitare l’ingresso nel mercato del lavoro.

Si conferma quindi l’ambizione di rendere il servizio civile un’esperienza formativa, che accresce le competenze ed è propedeutica ad una futura occupazione; l’ampliamento dei settori offre inoltre maggiori opportunità di sviluppo e di crescita anche alle associazioni accreditate a proporre i progetti.

Non a caso i Centri di Servizio per il Volontariato dedicano al Servizio Civile attività di informazione e orientamento per i giovani e in molti casi sono anch’essi enti accreditati a presentare i progetti in collaborazione con le associazioni. Nello specifico solo nel 2015 sono stati 37 i CSV accreditati per il Servizio Civile Nazionale, che nel corso dell’anno hanno presentato e realizzato 137 progetti con il coinvolgimento di 635 giovani volontari impegnati presso le strutture dei CSV o presso le OdV (328 nel 2014).

Ora l’attenzione è concentrata alla messa a punto dei provvedimenti previsti dalla nuova legge; sarà infatti lo Stato a programmare le azioni su base triennale, oltre a valutare e verificare lo svolgimento dei progetti da parte degli enti accreditati

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