La rete Cibopertutti accoglie l'appello del Papa e si prepara alla nona edizione del Festival Kuminda

R k donnaLa rete Cibopertutti accoglie con piacere l'appello di Papa Francesco lanciato poche settimane fa con la campagna "One Human Family. Food for All", un ulteriore monito a proseguire nella direzione intrapresa da quasi 10 anni nei territori di Parma e Reggio Emilia e che ha portato alla nona edizione di Kuminda, il primo festival in Italia dedicato al diritto al cibo e alla sovranità alimentare.

Cibopertutti è una rete di 30 organizzazioni e gruppi della società civile di Parma e Reggio Emilia che dal 2005 è impegnata per promuovere la riflessione e il confronto attorno al tema del diritto al cibo, declinato secondo il principio della sovranità alimentare. Opera con il supporto di Forum Solidarietà – Centro di Servizio per il Volontariato di Parma – e in collaborazione con diversi partner in ambito nazionale e internazionale.

di CSV Parma

L'impegno è tanto più urgente oggi che la crisi economica e finanziaria in atto rischia di compromettere, anche in Europa, le conquiste sociali di decenni in tema di lavoro e welfare, di politiche ambientali, di qualità della vita per milioni di persone. Tanto più che i tradizionali squilibri tra Nord e Sud del mondo non hanno consentito ancora di assumere i valori della democrazia come elementi universali e fondanti di una società civile e solidale.

Alla globalizzazione dei mercati, infatti, non ha corrisposto la globalizzazioni dei diritti, e risulta sempre più difficile ritrovare nelle logiche tradizionali dell'economia, nei riferimenti iniqui e surreali del PIL e nella finanziarizzazione dei mercati, efficaci vie d'uscita alla crisi.

Di questo e di altri temi la rete Cibopertutti ha discusso in questi anni con diversi rappresentanti di associazioni di produttori africani ospiti del Festival Kuminda, con i portavoce dei Social Forum Mondiali, con gli esponenti di movimenti sudamericani, con le realtà del nostro territorio, nella consapevolezza che sia possibile individuare altre strade ed altri percorsi per costruire un futuro sostenibile.
Il Festival, in programma nel mese di ottobre e promosso da Cibopertutti in collaborazione con il Comitato Italiano per la Sovranità Alimentare - rete di 270 associazioni sul territorio nazionale - Terre di Mezzo e con il supporto del CSV Parma, rappresenta una tappa fondamentale di un percorso nato e cresciuto dalla società civile e che coinvolge cittadini, istituzioni, soggetti economici, per lavorare congiuntamente intorno ad uno degli 8 obiettivi del Millennio: diminuire la fame nel mondo, definita da Jean Ziegler (ONU) "crimine contro l'umanità".

L'attività di Cibopertutti è partita chiedendosi se era possibile rendere maggiormente evidenti pratiche economiche e sociali che operano per garantire il diritto al cibo a tutte le popolazioni del mondo, attraverso la costruzione di un percorso che metta in rete e renda visibili esperienze a livello locale e globale di lettura dell'attuale situazione e di proposta concreta.

Ha allora provato a immaginare che il territorio chiamato Food Valley, il territorio di Cibus, dell'EFSA, dei grandi marchi alimentari, della più grande crisi finanziaria e industriale del settore, potesse e volesse riflettere su modalità di produzione, scambio e consumo di cibo che partissero dal rispetto dei diritti umani e dell'ambiente. E, lavorando su prospettive che garantiscano il reale accesso e la tutela del diritto al cibo, Cibopertutti ha imparato che:

  • occorre ragionare in termini di sovranità alimentare, cioè di possibilità per tutte le comunità di determinare e salvaguardare – nell'ambito di relazioni eque, paritarie ed equilibrate con gli altri territori – le proprie politiche, produzioni e consumi alimentari, così come nel tempo è parzialmente avvenuto per le nostre comunità.
  • si deve partire dalla capacità dei territori di individuare al proprio interno, anche grazie alle relazioni costruite con gli altri territori, le energie, le competenze, le modalità per realizzare il proprio benessere ed equilibrio economico e sociale.
  • esiste una strettissima relazione tra le diverse idee di benessere (il bemvivir) che ogni territorio formula e tra i conseguenti modelli economici; quindi occorre stabilire una pratica di definizione delle politiche, strategie e scelte economiche e sociali, partendo dalla consapevolezza di questa interdipendenza.
  • le prospettive di benessere non possono prescindere dalla considerazione dei limiti ambientali ed energetici che caratterizzano il nostro ecosistema e i beni comuni disponibili.
  • occorre costruire connessioni e capacità di operare su obiettivi comuni tra le diverse realtà delle nostre reti (Commercio Equo e Solidale, Cooperazione decentrata, Agricoltura biologica, Associazionismo e Cooperazione sociale, ecc.) ma anche e soprattutto con settori differenti della società (Istituzioni, Università, Imprese, ecc.).
  • è più che mai necessario che cresca l'impegno nell'informazione, nel confronto, nella cura delle relazioni, per difendere l'equità nei rapporti fra comunità lontane e all'interno della stessa comunità locale. Tale impegno non può che basarsi sul rispetto dei saperi e delle conoscenze locali, sulla valorizzazione dei territori e su un diverso rapporto tra produttori e consumatori, che vede una possibilità di futuro nella promozione di filiere corte, nell'agricoltura familiare e contadina, nelle reti di economia solidale e in altre pratiche fondate su una partecipazione e un pensiero critico rispetto al proprio stile di vita, di produzione e di consumo.
  • per ottenere un reale cambiamento in questo senso occorre lavorare su piani diversi e integrati tra loro: la denuncia delle problematiche e dell'ingiustizia dell'attuale sistema di relazioni tra paesi, la proposta di stili di vita e di pratiche economiche consapevoli, il sostegno alle organizzazioni ed esperienze positive, il cambiamento delle regole legislative e di relazione, la connessione tra istanze locali e globali.

Oggi un aspetto da cui a livello locale e globale i movimenti della società civile non possono più prescindere è quello delle alleanze e dei legami. Alleanze fra associazioni, produttori, consumatori, movimenti e governi locali che si strutturano in un diverso sistema, atto a garantire la sovranità e la gestione dei beni comuni da parte delle comunità. Alleanze non solo fra diversi territori, quindi con una valenza politica globale, ma anche fra diversi soggetti dello stesso territorio (produttori, consumatori, associazioni e movimenti,...), con una valenza politica locale. Alleanze per rendere concreto il principio di sovranità alimentare attraverso la costruzione di distretti, di reti di economia solidale orientati al benessere di tutti. Alleanze per recuperare e costruire un pensiero condiviso su cosa, come e dove produrre e consumare cibo, mentre, al contrario, esperti e grandi istituzioni continuano a porre l'accento su quanto produrre.
Occorre, quindi, sostenere i cittadini - consumatori e produttori - nel loro passaggio a co-costruttori di un'economia reale perché volta al benessere di tutti, contrariamente a quanto avviene nel sistema economico attuale che vede crescere il numero di affamati nel mondo mentre cresce la produzione di cibo.

Lo sforzo della rete Cibopertutti e dei suoi compagni di viaggio mantiene alcune direzioni chiare nell'ambito del proprio contesto territoriale:

  • moltiplicare le occasioni di incontro e riflessione a livelli differenti - cittadinanza, operatori economici e agricoli, istituzioni, realtà sociali;
  • sostenere i percorsi locali che traducono in concretezza economica, sociale e "di sistema" i principi della Sovranità Alimentare, legando in una relazione stabile e paritaria i diversi "locali" del globale;
  • supportare le organizzazioni e le realtà locali e i loro rapporti con i partner internazionali perché è in questa logica di costruzione dal basso che la progettualità di Kuminda trova senso.

Oggi è matura la consapevolezza che, a tutti i livelli e in qualsiasi tipo di iniziativa e manifestazione, il movimento per la Sovranità Alimentare deve portare il proprio contributo di riflessioni, pratiche e relazioni.
A questo proposito, l'Expo 2015, nei suoi percorsi preparatori e nell'evento finale, dovrebbe rappresentare un'occasione importante di confronto, di scambio e di riflessione attorno ai temi del diritto al cibo, per garantire risposte efficaci e praticabili a quel miliardo di persone che ancora oggi soffre la fame e la malnutrizione.
Che questa sia o meno la direzione di marcia imboccata, abbiamo il dovere di provarci, di fare la nostra parte come società civile, affinché l'Expo "ambisca a presentare una nuova prospettiva di equilibrio tra urbanizzazione e agricoltura, capace di garantire la produzione equilibrata di cibo nel rispetto della natura. Una prospettiva frutto di saperi secolari e tradizionali, quanto di nuove culture di governo del territorio, o di uno sviluppo tecnologico adeguato e sostenibile." (Per un Expo dei popoli).

 

L'edizione 2014 del Festival Kuminda sarà preceduta nei mesi di settembre e ottobre da una serie di appuntamenti sul territorio di Parma e Reggio Emilia. Al centro dell'attenzione ci saranno i seguenti temi:

  • sprechi alimentari e diritto al cibo;
  • agricoltura familiare per il diritto al cibo
  • cooperazione e co-sviluppo per il diritto al cibo

Seminari, incontri, proiezioni, spettacoli, laboratori si arricchiranno del contributo di istituzioni e soggetti della società civile locali e internazionali con testimoni ed esperti, referenti di reti e promotori di pratiche virtuose.
Per saperne di più visita il sito di Kuminda, il Festival dedicato al diritto al cibo e alla sovranità alimentare: www.kuminda.org

L'Associazione Cibopertutti è una rete di organizzazioni composta da:
Associazione Botteghe del Mondo Italia, Associazione DaQuiaLà, Associazione Donne Ambientaliste–ADA, Associazione Donne di qua e di là, Associazione L'Altramarea, Associazione Legambiente Parma, Associazione Mani, Associazione Kwa Dunia, Associazione per la Decrescita, Associazione Orizzonti Nuovi, Associazione Muoversi non Commuoversi, Associazione Solidarietà Muungano Associazione Botteghe del Mondo Italia, Associazione Verdi Ambiente Società, CIAC–Centro Immigrazione Asilo e Cooperazione Internazionale, CIWIT-Collettivo Ivoriani Wê d'Italia, Consorzio Solidarietà Sociale Parma, coop. soc. Cabiria, coop. soc. Cigno verde, Coop. Soc. Garabombo, Coop. Soc. Il Ciottolo, coop. soc. Mappamondo, coop. soc. Ravinala, GIT Parma Banca Etica, Gruppo Acquisto Solidale Fidenza, Gruppo Acquisto Solidale Gastone, Gruppo Mission, LabTerre Reggio, Parmalimenta, UISP Parma, Umanità Nuova Emilia Romagna.

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