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Insieme per un'economia civile: ad Imola il confronto tra volontariato, terzo settore, impresa, pubblico e comunità

convegno imolaNumerosi rappresentanti del volontariato e del terzo settore, delle istituzioni e delle imprese lo scorso 16 giugno hanno animato l'incontro Insieme per un'economia civile. Volontariato, Terzo Settore, Impresa, Pubblico e Comunità in rete, organizzato presso la sede dell'azienda SACMI Imola S.C., da VOLABO - Centro di Servizi per il Volontariato della provincia di BolognaForum del Terzo Settore dell'Emilia Romagna, Provincia di BolognaConsulta del volontariato di Castel San Pietro Terme e Assemblea delle Organizzazioni Sociali e delle Associazioni di Volontariato del comune di Imola con il patrocinio del Coordinamento dei Centri di Servizio per il Volontariato dell'Emilia Romagna.

 

di Alessia Ciccotti

Il tema

Il racconto delle relazioni e delle buone pratiche virtuose che i diversi attori sociali di questo territorio sono riusciti ad animare nel tempo sul tema della responsabilità sociale d'impresa, dell'economia civile, e nuovo welfare, ha costituito il fulcro dell'evento che ha visto anche la presenza del Ministro per il Lavoro e le Politiche Sociali, Giuliano Poletti, e di Stefano Zamagni, professore dell'Università di Bologna.
"Il volontariato ama affrontare i problemi e risolverli nei limiti del possibile", spiega Giancarlo Funaioli, Presidente di VOLABO – Centro Servizi per il Volontariato della provincia di Bologna, "e di fronte a questa situazione di crisi ci siamo chiesti quali fossero le soluzioni possibili per dare risposta a questi problemi. Per superare le difficoltà di questo particolare momento storico è necessario operare un cambiamento culturale, iniziare a condividere le risorse e utilizzarle meglio. Gettando ponti tra terzo settore, impresa e gli altri attori sociali del territorio si possono trovare modalità nuove per affrontare le sfide e cercare di impattare positivamente sul benessere della collettività.

Le buone prassi 

Per arricchire il dibattito e testimoniare il proprio impegno su queste tematiche per l'occasione il CSV Volabo ha presentato l'inchiesta multimediale Percorsi di responsabilità sociale di impresa a Bologna, realizzata dalla rete di informazione sociale promossa dall'Area Informazione e Documentazione del Centro di Servizio, a cui aderiscono anche il portale d'informazione sociale Bandiera Gialla e Radio Città Del Capo. L'indagine spiega come il settore imprenditoriale della provincia di Bologna intende la responsabilità sociale d'impresa, come la mette in pratica e come si relaziona con il terzo settore nella cura del territorio. Il tutto fornendo un quadro di approfondimento teorico e storico, grazie a testimonianze di esperti e professionisti del settore per poi documentare l'impegno concreto con esperienze innovative realizzate a Bologna e provincia.
Come quella raccontata da Bruno Faldi e Fulvia Felini, Presidente e Vice presidente dell'associazione "No Sprechi", una giovane realtà, nata dall'unione di sette associazioni imolesi che insieme hanno fondato il primo Emporio solidale della provincia, fortemente sostenuto da imprese locali che ne hanno consentito l'apertura e continuano a garantire i rifornimenti.
E anche Bologna avrà il suo primo emporio solidale: Simone Fabbri, Responsabile dell'area di sviluppo dei progetti sociali di Lega Coop Bologna, ha spiegato il processo che sta portando alla realizzazione di un Emporio in via Capo Di Lucca, da inaugurare nel prossimo autunno. Luca De Paoli, portavoce del Forum Regionale del Terzo Settore, ha invece illustrato il progetto di allargamento e potenziamento della rete dei Forum provinciali, che ha l'obiettivo di incrementare le reti e dare più voce e rappresentanza al non profit.

Verso la riforma del Terzo Settore

La riforma del Terzo settore è stato un tema centrale nel dibattito. "Il Governo intende affermare la responsabilità di una società che si auto-organizza e interviene sulle tematiche delicate del welfare e dei bisogni delle comunità" ha affermato nel suo intervento il MInistro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Giuliano Poletti. "Per noi – ha incalzato il Ministro riferendosi alla consultazione sulle Linee guida per una Riforma del Terzo Settore, lanciate dal Premier Renzi lo scorso 13 giugno -  "avere un'opportunità come questa per capire quali sono gli ostacoli, confrontare opinioni, valutazioni e progetti è fondamentale, perché ci aiuta a lavorare su delle norme avendo sotto gli occhi la vita reale e i dati concreti. La legge delega (che sarà presentata il prossimo 27 giugno) è pensata proprio in questa ottica: dobbiamo chiedere a tutti un'opinione. Perciò è stata data a tutti i cittadini la possibilità di scrivere al Governo la propria idea di riforma del terzo settore. E' importante che tutti abbiano la possibilità di dire la propria e di interessarsi alla cosa pubblica. Dobbiamo essere capaci di dialogare con territori, in modo da essere per loro un punto di riferimento positivo. Cercheremo di mettere in moto dei meccanismi che consentano al massimo questo dialogo".

Stefano Zamagni, professore dell'Università di Bologna, nel suo intervento si è soffermato sugli aspetti più tecnici e normativi della Riforma, affermando come sia "necessario il passaggio da un sistema bipolare "pubblico-privato" a un sistema tripolare "pubblico-privato-società civile ". La società civile deve entrare all'interno del libro I del Codice". Un altro nodo che la riforma dovrà sciogliere riguarda la distinzione tra "no-profit" e non profit" due termini – sostiene l'economista "apparentemente simili con cui finora abbiamo distinto quella parte della società civile organizzata che ha come missione la traduzione pratica del principio del dono e della gratuità (no- profit) rispetto a tutte le organizzazioni che si, realizzano un profitto, ma che viene reinvestito nel processo produttivo o per raggiungere finalità di utilità sociale (non-profit) Questo chiarimento nella riforma va espresso una volta per tutte".
Zamagni ha poi concluso il suo intervento introducendo un ulteriore elemento che dovrebbe essere considerato nella ridefinzione del terzo settore: la finanza solidale. "Mentre per il volontariato la forma di finanziamento non può che essere l'atto filantropico o donativo, che può essere facilitato da crowd-funding o altre tecniche di fund-raising, per il non profit non basta. Un'impresa sociale deve creare valore e posti di lavoro. Perciò è necessaria la finanza sociale, e le linee guida della riforma hanno il merito di introdurre questo concetto".

 

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