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215mila interventi effettuati e 25mila persone aiutate nelle stazioni. Ecco i numeri del rapporto Onds

rete nazionaleOltre 215mila interventi effettuati e 25mila persone aiutate. Sono i numeri del 2013 relativi alle attività degli Help Center delle stazioni ferroviarie italiane.

Il dato emerge dal Rapporto Annuale 2013 dell'ONDS - Osservatorio Nazionale sul Disagio e la Solidarietà nelle stazioni italiane - promosso da Ferrovie dello Stato Italiane e ANCI, presentato a Roma il 18 luglio. 
Gli Help Center italiani sono gestiti dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane in sinergia con gli Enti locali e il Terzo Settore con lo scopo di avvicinare e ascoltare le persone in difficoltà e indirizzarle verso le strutture dedicate presenti sul territorio, dove poter avviare percorsi personalizzati di recupero e inserimento sociale.
Solo nel 2013 le porte degli Help Center, un network presente in 14 stazioni ferroviarie nelle maggiori città del Paese, si sono aperte in media 725 volte al giorno e ogni ora circa 6 persone si sono presentate per la prima volta.
I numeri più significativi si registrano nei grandi centri urbani e il 70% dell'utenza è rappresentato da stranieri, anche se la percentuale di italiani sta progressivamente aumentando.

Il rapporto 

i dati analizzati sono stati raccolti dagli sportelli di aiuto, gli "Help Center", presenti in locali concessi in comodato d'uso gratuito da FS Italiane nelle stazioni di Chivasso,Genova, Torino, Milano, Bologna, Firenze, Pescara, Roma, Napoli, Foggia, Catania, Messina e Bari (solo per le Stazioni di Chivasso e Bari, gli Help Center operano in spazi di proprietà delle associazioni partner).

Il lavoro, articolato nelle attività condotte negli Help Center di stazione, si inserisce nel quadro delle Politiche di Responsabilità Sociale di Impresa di FS Italiane, che ha reso disponibili oltre 10.000 mq. di spazi ferroviari, in comodato d'uso gratuito, alle organizzazioni del Terzo Settore operanti territorialmente per l'orientamento e il supporto alle persone in difficoltà.

Nel rapporto è stata definita "disaffezione alla cura": comparando i dati del 2013 con l'anno precedente ciò che emerge in modo trasversale in tutte le stazioni è la povertà sanitaria, un fenomeno che non riguarda solo i senza fissa dimora ma anche coloro che, pur avendo una casa, stanno scivolando inesorabilmente verso una deriva di marginalità a causa delle dinamiche di impoverimento che investono fasce sempre più ampie di popolazione. Sostanzialmente su dieci persone che si rivolgono ad un Help Center durante una giornata, la metà la troveremo anche l'anno prossimo, mentre l'altra metà sarà sostituita da nuove persone che arriveranno.

Oltre 25.000 sono comunque le persone diverse che hanno usufruito dell'assistenza degli Help Center della rete nel 2013; di questi di questi circa 12.000 sono stati coloro che vi si sono rivolti per la prima volta.
Questo elemento mette in luce la dinamicità dei flussi presenti nelle stazioni, con una popolazione diversificata anche in ragione di variabili di natura diversa –stagionalità, eventi sociali e politici, intensità dei flussi migratori etc.

Gli immigrati che transitano per le stazioni italiane rappresentano la parte più rilevante dell'utenza, con il 72,6% di presenze, mentre gli italiani, pur in aumento, rappresentano il 27,4% dell'utenza totale.

Più che raddoppiato rispetto al 2012 il numero degli over 60, che rappresenta il 9,4% delle persone che hanno chiesto aiuto in stazione, con una incidenza prevalente nelle aree metropolitane. È questo un dato allarmante riguardo la vulnerabilità sociale di particolari fasce di popolazione che, sempre più spesso, ricorrono a strumenti di assistenza di prossimità per le loro esigenze basilari.

Rilevanti i dati giornalieri: le porte degli Help Center si sono aperte in media 725 volte al giorno e ogni ora circa 6 persone si sono presentate per la prima volta. i numeri più significativi si registrano nei grandi centri urbani: ad esempio Milano, con un totale di accessi pari a 22.380, ha registrato 14.092 utenti, dei quali 11.685 uomini e 2.402 donne, principalmente concentrati nella fascia di età compresa tra i 18 e i 39 anni (6.788), immediatamente seguita dalla popolazione di età compresa tra i 40 e i 49 anni (3.709). A Roma si registrano 17.482 accessi al servizio e 2.822 utenti, dei quali 2.163 uomini e 641 donne e 2 transgender; il numero degli stranieri è pari a 2.053. A Bari sono stati 10.890 gli accessi e 1.035 gli utenti, dei quali 903 uomini, 87 donne e 33 transgender; anche in questo caso gli stranieri, 695, supsuperano del doppio i 330 italiani. Numeri imponenti, riguardo gli accessi, anche a Napoli e Torino, con 7.798 e 9.618 interventi effettuati.

 

 

di Clara Capponi

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