Marche: siglato accordo tra CSV, Anci e Uepe per promuovere lavori di pubblica utilità

CSV Marche, Anci, UepeIl CSV delle Marche, l'Associazione dei Comuni delle Marche e l'Ufficio di esecuzione penale esterna hanno sottoscritto un protocollo per potenziare il ricorso ai lavori di pubblica utilità delle persone che chiedono di accedere alla misura della "messa alla prova".

L'accordo mira alla promozione di progetti per l'implementazione di attività di utilità sociale così come previsto dalla L.67/2014, attraverso il lavoro di pubblica utilità, a favore della comunità di appartenenza, in riparazione del danno sociale arrecato da coloro che hanno commesso un reato. Intende inoltre favorire il coordinamento delle risorse pubbliche e private e l'integrazione dei percorsi giudiziari con quelli sociali, attivando tutti i possibili raccordi con i comuni della regione e le realtà del sociale, pubbliche e private.

di Alessia Ciccotti

Il compito del CSV Marche sarà quello di individuare Organizzazioni di Volontariato idonee a stipulare convenzioni per accogliere persone per i lavori di pubblica utilità. Il CSV garantirà alle associazioni coinvolte un'azione di accompagnamento e supporto in relazione a tutte le attività previste, promuovendo anche incontri informativi circa gli impegni e obblighi previsti dalla legge.

Sarà invece compito dell'Ufficio esecuzione penale esterna assicurare il coordinamento necessario per lo svolgimento della misura di messa alla prova e del lavoro di pubblica utilità.

L'Anci Marche si è impegnata a incentivare i comuni a stipulare convenzioni per accogliere persone per i lavori di pubblica utilità, sensibilizzando la comunità locale.

Il protocollo è stato siglato il 27 gennaio scorso presso il provveditorato regionale delle Marche, alla presenza di Simone Giovanni Bucchi, presidente del CSV, Maurizio Mangialardi, presidente Anci Marche, Elena Paradiso, direttore dell'Uepe al Provveditorato regionale dell'Amministrazione penitenziaria e Andrea Nobili, dell'Ombusdam Marche

"Anche beneficiare della messa alla prova è una scelta di volontariato - ha dichiarato Simone Giovanni Bucchi – e il nostro impegno sta proprio nell'individuare sempre nuove associazioni sparse su tutto il territorio regionale che appoggino tale progetto e si rendano disponibili a contribuire al reinserimento sociale di questi soggetti".

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