Terzo settore e Pubblica amministrazione verso un welfare sussidiario

Voler bene alle MarcheIstituzione, impresa, sindacato e volontariato a confronto sui cambiamenti che stanno attraversando la pubblica amministrazione e l'impegno civico dei cittadini, singoli e associati, in materia di sussidiarietà, beni comuni e solidarietà.

di Clara Capponi

Il 9 febbraio ad Ancona, a palazzo Raffaello della Regione Marche, in tanti hanno preso parte al convegno "Voler bene alle Marche: beni comuni, benessere della comunità ed economia circolare" organizzato dal CSV Marche (Centro servizi per il volontariato).

"I beni comuni sono quei beni che se arricchiti arricchiscono tutti, se impoveriti impoveriscono tutti", così esordisce l'ospite più atteso, Gregorio Arena, professore di Diritto all'Università di Trento e presidente del Laboratorio per la Sussidiarietà (Labsus), introdotto da Alessandro Fedeli, direttore del CSV. Il principio di sussidiarietà orizzontale e il regolamento per i beni comuni, a cui hanno già aderito 73 comuni italiani, sono i temi che hanno animato il suo intervento: "la vera essenza della sussidiarietà sta nella costruzione di un nuovo modello di società, caratterizzato da cittadini attivi, autonomi, solidali e responsabili, alleati dell’amministrazione nel prendersi cura dei beni comuni".

Adolfo Morrone, ricercatore Istat, ha offerto uno spaccato sul Rapporto UrBes 2015Il benessere equo e sostenibile nelle città”, mentre nella sessione successiva dei lavori si è dato spazio a tre esperienze significative di cura dei beni comuni, materiali e immateriali.

Filippo Ugolini, dell'Adriatic green power, azienda specializzata in smaltimento dei rifiuti nel rispetto dell’ambiente, ha inaugurato, in collaborazione con Legambiente, il primo outlet in Italia di elettrodomestici usati e garantiti; Michele Altomeni, attraverso la Fattoria della legalità, di cui è presidente e grazie al sostegno di Libera, ha recuperato un bene comune confiscato alla mafia; Tommaso Sorichetti, della cooperativa Puntodock, lavora alla cura di un bene immateriale: la partecipazione.

Ultima sessione del convegno: una tavola rotonda che ha visto protagonisti Simone Giovanni Bucchi, presidente del CSV, Luca Ceriscioli, presidente della Regione Marche, Orietta Maria Varnelli, imprenditrice, e Stefano Mastrovincenzo, segretario regionale della Cisl Marche, moderati da Luigino Quarchioni, vicepresidente del CSV.

A conclusione del convegno, l'intervento di Simone Giovanni Bucchi: "Sono proprio i momenti in cui ci sentiamo disgregati quelli in cui tracciamo una strada per cambiare le cose. Quando un'impresa riesce a dialogare con il Terzo settore, allora è più competitiva e può essere un bene comune per tutta la comunità. La coesione di una società ha impatti anche in termini di legalità: quando le persone si attivano, allora si realizza la sussidiarietà. Solo preservando il nostro patrimonio possiamo "Voler bene alle Marche".

 
Giugno 2019
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