Volontariato: dalle proteste per i tagli alla Conferenza nazionale

REdattore socialesenza urlDopo mesi di tensioni per le conseguenze del decreto sulla spending review e un lungo iter di confronto sul territorio, le associazioni si ritrovano dal 5 al 7 ottobre a L'Aquila. Chiedendo anche un nuovo ruolo "politico".

di Alessia Ciccotti

L'AQUILA – Da venerdì 5 a domenica 7 ottobre il volontariato italiano si ritrova a L'Aquila per la VI Conferenza nazionale. Ma come arriva il non profit a questo appuntamento? I mesi appena trascorsi sono stati caratterizzati da una serie di problemi e di attriti che, in alcune circostanze, hanno addirittura messo in dubbio lo stesso corretto svolgimento della Conferenza. Il tutto mentre i lavori preparatori procedevano regolarmente, coinvolgendo sul territorio numerose organizzazioni. Ne ripercorriamo, velocemente, le tappe.

 

Il peso della crisi e della "spending review". Un grande momento di scontro è stato quello in cui l'Esecutivo ha deciso di abolire i diversi Osservatori del sociale. Il decreto sulla "spending review", aveva infatti inferto colpi pesanti a questi organi, veri spazi di confronto con il non profit. Una questione che aveva provocato inevitabili proteste. In rapida successione, sono stati così "tagliati" l'Agenzia per le onlus (competenze trasferite al ministero competente) ed è stata annunciata la soppressione dell'Osservatorio nazionale per il volontariato, dell'Osservatorio di promozione sociale, del Comitato per i minori stranieri, della Consulta per i problemi degli stranieri immigrati, della Commissione di indagine sull'esclusione sociale. Molte associazioni si sono mobilitate, organizzando petizioni, appelli, denunce, per reagire ed opporsi ai tagli, ritenuti "eccessivi e indiscriminati". A preoccupare sono stati anche i tagli a associazionismo e cooperative.
"Il governo cambi rotta o faremo da soli la Conferenza nazionale", aveva tuonato a luglio Francesca Danese, vice-presidente di CSVnet e presidente del Cesv (vedi notizia del 19.07.2012). Ed è così che, proprio in occasione della Conferenza nazionale, sarà ufficializzata la ricostituzione dell'Osservatorio del volontariato, come annunciato nei giorni scorsi (vedi lancio del 24.09.2012) dal sottosegretario Maria Cecilia Guerra, con una proposta di revisione che sarà sottoposta ai delegati presenti e che dovrà poi seguire l'iter normale con il passaggio al Consiglio di Stato e alle competenti Commissioni parlamentari. Stessa sorte dovrebbe toccare anche all'Osservatorio delle associazioni di promozione sociale.

Ruolo politico del volontariato. Da Nord a Sud, il volontariato italiano chiede poi una maggiore partecipazione e un maggiore coinvolgimento. Dai lavori preparatori della Conferenza nazionale (a tal proposito è stato ideato un percorso partecipato di incontri di approfondimento che, partito proprio da L'Aquila il 18 maggio, ha toccato tutto il territorio nazionale per instaurare un dibattito con volontari, reti e organizzazioni del Terzo Settore ed elaborare un documento di sintesi) è emersa l'esigenza di un "ruolo politico" per il volontariato. Un volontariato che non si accontenta più di rapportarsi con i governi ma vuole interagire con il Paese. Ne sono testimonianza le diverse proposte raccolte sul territorio: dalla migliore gestione dei beni comuni alla preoccupazione per i servizi che spariscono, all'accoglienza e alle iniziative per fronteggiare le nuove povertà.

Conflittualità interne. Ma il mondo del volontariato deve fare chiarezza anche al proprio interno. Potrebbe essere questa la considerazione che nasce dalla lettura della ricerca promossa dal Cesvot sul territorio Toscano e resa nota lo scorso mese di giugno. Secondo lo studio, infatti, nel mondo del volontariato ci sono troppe conflittualità interne, troppo individualismo, c'è la tendenza a creare sottogruppi in divergenza con i gruppi dirigenti e ci sono spesso scontri generazionali. Tutte questioni che, come visto, si sommano agli scontri con le istituzioni, sempre più spesso per questioni di fondi. "La conflittualità – si precisa però nell'indagine – è sempre stata presente nel mondo del volontariato, soprattutto in rappresentanza alle differenti identità che compongono quest'universo, che spesso contribuiscono a renderlo un sistema frammentato".
Di questo e di tutto il resto di parlerà alla Conferenza nazionale.

Fonte: Redattore sociale
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