3,5 milioni di euro per nuove imprese sociali e lotta alla tratta

Dalla produzione di birra artigianale al turismo esperienziale ma soprattutto tanta formazione: finanziati 10 progetti con la seconda edizione del bando Immigrazione della Fondazione con il Sud. Qui tutti i dettagli 

di Lara Esposito

Sono stati selezionati i 10 progetti del “Bando Immigrazione” della Fondazione con il Sud per contrastare la tratta e lo sfruttamento sessuale dei migranti e promuovere il loro inserimento lavorativo con un investimento di 3,5milioni di euro. Coinvolte 109 organizzazioni tra associazioni, cooperative sociali, consorzi, enti pubblici ed ecclesiastici, organizzazioni di volontariato, fondazioni di Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna e Sicilia, per una media di 350mila euro a progetto. Con la prima edizione dell’iniziativa immigrazione, promossa nel 2014, la Fondazione con il Sud ha sostenuto 13 progetti assegnando complessivamente 3,7 milioni di euro.

Diversi gli ambiti di intervento, come la creazione di nuove imprese per la produzione di birra artigianale, giocattoli, street food, la coltivazione di piante officinali ma anche attività di accoglienza e prima assistenza per le vittime della tratta, corsi di formazione per l’inserimento lavorativo e campagne di sensibilizzazione.

In Campania e Puglia due progetti per contrastare la tratta

Su 10 progetti, 2 saranno dedicati al contrasto della tratta per favorire l’emersione del fenomeno e offrire sostegno a 500 vittime.

Uno è “Libere tutte!”, promosso da Arci Salerno, con un contributo di 370 mila euro, e realizzato in 25 comuni della Campania partendo dai centri di prima accoglienza. Dopo l’individuazione delle vittime, saranno attivati servizi di prima assistenza per garantire la regolarizzazione e l’assistenza specialistica, di tipo legale, sanitario o sociale, ma anche borse di integrazione sociale e lavorativa. In una villa confiscata a Bari, invece, nascerà un Drop House, un centro diurno per donne immigrate costrette alla prostituzione, grazie al progetto “Amaranta – Fuori dalla tratta”, dell’associazione Micaela onlus per un finanziamento di 380 mila euro. Il centro offrirà servizi sanitari, di ascolto, supporto e accompagnamento ma anche un servizio di unità di strada che prevede l’uso di chat, viber, whatsapp, line e un numero protetto di informazione. Sarà attivato, inoltre, un laboratorio per l’inserimento socio-lavorativo di donne già accolte in strutture residenziali territoriali, attraverso l’ethnic food e la ristorazione, e una campagna di contrasto alla prostituzione.

Inserimento lavorativo, dalla produzione di birra artigianale al turismo esperienziale

Il bando sosterrà progetti per favorire l’occupazione di circa 200 persone in realtà già costituite o in nuove imprese sociali, dopo un’apposita formazione. Oltre 1.000 immigrati, inoltre, parteciperanno ad attività di orientamento al lavoro, e alcuni avranno l’opportunità di svolgere tirocini formativi in azienda.

Tra i progetti finanziati c’è “GRUYT”, promosso dal Consorzio di cooperative sociali La città essenziale con contributo di 360 mila euro, per la produzione di birra artigianale e la coltura di erbe e spezie per aromatizzarla in provincia di Matera. L’iniziativa è affidata a un gruppo di 12 immigrati in uscita dai progetti di accoglienza Sprar. A Sassari, invece, le piante coltivate saranno quelle officinali con “Artemisia”, della cooperativa sociale La luna e un sostegno di 310 mila euro. Dieci immigrati costituiranno una nuova cooperativa sociale che si occuperà della coltivazione delle piante (elicriso, lavanda e rosmarino) e della produzione dei corrispondenti olii essenziali destinati all’industria cosmetica con un marchio sociale certificato dal CNR.

Dall’agricoltura all’elaborazione e vendita dei prodotti il passo è breve. Nascerà nella provincia di Lecce il “Food Truck” realizzato dall’associazione culturale Agenzia Formativa Ulisse con un contributo di 285 mila euro nel settore dello street food. Dopo una formazione per operatori di cucina, alcuni dei 18 immigrati coinvolti costituiranno una cooperativa sociale specializzata attraverso l’utilizzo di due food truck, per vendere i prodotti nelle regioni del sud Italia in occasione di fiere, eventi e manifestazioni, con menù curati a base di prodotti locali per ricreare i sapori delle terre di provenienza degli immigrati.

Si punta sul welfare di comunità nelle province di Benevento ed Avellino con un’iniziativa promossa dalla cooperativa sociale Il Melograno onlus, finanziato per 370 mila euro. “I piccoli comuni del welcome” prevede percorsi formativi per 100 immigrati e la costituzione di 10 cooperative di comunità impegnate nei servizi di prossimità e attive nell’agricoltura sociale, nel turismo, nell’artigianato, nei servizi manutentivi e del welfare locale. Saranno realizzate anche attività di animazione culturale, sensibilizzazione e coinvolgimento della comunità migrante.

Due i progetti finanziati a Palermo, l’uno sul turismo e l’altro sull’orientamento peer to peer. Dopo un’apposita formazione, con il progetto “Voci del Verbo Viaggiare – Accoglienza mediterranea”, promosso dal Centro Astalli Palermo, per 300 mila euro, nascerà una start up sociale nella filiera del turismo esperienziale, favorendo l’integrazione socio-lavorativa di giovani, migranti e non. L’impresa neo-costituita offrirà prodotti e servizi di “accoglienza mediterranea”: gestione alloggi turistici, tour esperienziali, servizi di catering interculturale, mensa sociale, home cooking, cene narrative e exhibit multimediali connessi alla creazione di un Museo diffuso delle migrazioni. Previsto il coinvolgimento attivo dei migranti, le cui storie diventano leva di attrazione del turismo esperienziale. Con “In gioco”, invece, promosso dall’associazione Send e finanziato con 365 mila euro, dopo la formazione di 15 immigrati, 4 di loro lavoreranno come “orientatori peer to peer” per la realizzazione di uno sportello diffuso itinerante che permetterà di coinvolgere 1000 migranti in attività di orientamento ed empowerment. Alcuni saranno coinvolti in laboratori e tirocini. Previsto anche l’avvio dell’impresa sociale, “Giocherenda”, in cui 9 migranti usciti dal sistema di accoglienza potranno riprogettare il proprio futuro a partire dalla creatività attraverso la produzione e vendita di giocatoli artigianali, accompagnata da attività laboratoriali artistiche e di narrazione.

Ancora formazione mirata all’inserimento lavorativo con due progetti interregionali sul ramo agricoltura e servizi per l’ambiente. Il primo interessa Calabria, Campania e Puglia, nello specifico le provincie di Napoli, Caserta, Cosenza, Foggia. “Agrisocial street food” promosso dal consorzio di cooperative sociali Co.Re. con un contributo di 380 mila euro, prevede l’assunzione di 6 immigrati, 2 per ognuna delle 3 regioni coinvolte, che si occuperanno di “street food” commercializzando i prodotti delle filiere agro-alimentari locali e prodotti etnici. Il secondo coinvolge anche la Sicilia e si svilupperà nelle province di Caserta, Foggia, Bari, Cosenza e Ragusa. Con “Fare sistema oltre l’accoglienza” presentato dalla cooperativa sociale Formazione e comunione con un sostegno di 380 mila euro, 14 giovani immigrati coinvolti in tirocini formativi saranno assunti con contratti a tempo determinato. Altri 6 saranno invece coinvolti, in qualità di soci lavoratori, nell’avvio di una nuova cooperativa sociale a Caserta impegnata nel settore dei servizi per l’ambiente.

 

 
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