A scuola di impegno sociale: i nuovi corsi dell’Università del volontariato

Dal fund raising alla progettazione, dalla comunicazione web al volontariato civico, ma anche tanta formazione sui temi fiscali e amministrativi, sulla privacy e su come diventare animatori di comunità. Tante le novità del prossimo anno accademico nelle 7 sedi promosse dai Csv insieme agli atenei italiani 

di Lara Esposito

La scuola non finisce mai, per fortuna. Riparte il prossimo autunno gran parte della programmazione dell’Università del volontariato, progetto nato nel 2012 dal Csv di Milano che conta oggi 7 sedi in Italia grazie all’adesione dei centri di servizio di Salerno, Cosenza, Treviso, Bologna, Ferrara e Bari. Partendo da un’analisi dei bisogni formativi del territorio, ogni sede ha sviluppato percorsi di alto livello in partnership con università ed enti. E se la formazione è da sempre uno dei settori più strutturati nei Csv, Univol rappresenta la naturale evoluzione dei tanti corsi organizzati negli anni, per costruire una vera e propria scuola in cui volontari e operatori del terzo settore possono acquisire competenze di alto livello.

Milano, pioniera di Univol

Si parte da Milano, prima sede del progetto, che aprirà a settembre le iscrizioni al percorso di studi per l'anno accademico 2018-2019 con tre corsi obbligatori, una serie di corsi a scelta e un tirocinio pratico che attesterà la frequenza e darà diritto al diploma finale. Anche quest’anno le docenze saranno tenute da esperti del terzo settore e da professori dell’università Statale, Bicocca a Iulm. Grazie a quest’ultima, sarà ampliato il ventaglio dei corsi di comunicazione web e marketing.

Dopo 6 anni di attività, l’Univol nel capoluogo lombardo è diventato un riferimento per gli enti di terzo settore che vogliono essere aggiornati su novità legislative, amministrative e opportunità di finanziamento. A confermarlo, i numeri di quest’anno durante il quale sono stati consegnati diplomi a 21 corsisti.

Tre le tipologie di percorsi offerti. Innanzitutto i 52 corsi strutturati, per un totale di 567 ore di formazione e 421 iscritti. A questi si aggiungono i 16 incontri realizzati per un totale di 70 ore di formazione e 1347 partecipanti e i 17 corsi di preparazione al volontariato civico per un totale di 76 ore e 558 iscritti. Un dato significativo è l’allargamento della provenienza dei corsisti, in particolare associazioni non a scopo di lucro o aps, organizzazioni non governative, enti pubblici e cooperative. Tre le eccellenze: il master per formatori, quello per dirigenti del non profit e, novità dell’anno, quello sulla progettazione. Tra i più richiesti i corsi dedicati al fund raising e alla progettazione su bandi, ma anche le proposte culturali legate ad approfondimenti su temi relazionali e di comunicazione, come per il corso “Costruttori di ponti” dedicato alla situazione dei migranti. Altro elemento innovativo è la formazione per aspiranti volontari impegnati in esperienze di volontariato civico.

A Bologna la formazione integra la validazione delle competenze

Già pronta anche l’offerta formativa dell’università del volontariato di Bologna per l’anno accademico 2018/2019. Si parte a metà novembre fino a febbraio con tre corsi di base obbligatori sulle competenze motivazionali, relazionali, organizzative, di comunicazione interna ed esterna. Da gennaio a giugno, sarà avviata la formazione specialistica con moduli a scelta e un seminario sulle seguenti aree tematiche: persone e relazioni, comunicazione sociale e promozione, progettazione, gestione e intervento, comunità e partecipazione, amministrazione, fiscalità, normativa e ricerca fondi e finanziamenti. In perfetto stile Univol, che valorizza l’esperienza diretta e la messa in pratica delle nozioni apprese, è previsto uno stage di 20 ore da realizzare presso la propria organizzazione o in altri enti di terzo settore. Già dal 2013, Bologna ha integrato un servizio di validazione delle competenze acquisite con la formazione e grazie al volontariato: a percorso concluso con Univol, i partecipanti otterranno il CVol – Libretto delle competenze del volontario.

Treviso: tra le novità la partecipazione al programma sociosanitario e il benessere dei volontari

Anche l’Univol di Treviso si prepara al nuovo anno: dallo scorso 22 luglio è possibile iscriversi al quinto anno accademico. Tra le tante novità, l’introduzione di un modulo dedicato al tema della partecipazione alla programmazione nel sociosanitario e un ciclo di lezioni che invitano allo sviluppo del benessere dei propri volontari, costruendo relazioni positive e comunicative su più livelli. A disposizione, 30 posti selezionati in base a un colloquio conoscitivo a carattere motivazionale. La scadenza è fissata per il 23 settembre per volontari e cittadini interessati, il 12 ottobre per gli studenti universitari. La classe è aperta anche a tre corsisti provenienti dalla provincia di Belluno, che saranno selezionati e seguiti dai colleghi del Centro di servizio per il volontariato di riferimento.

Un master per animatori di comunità a Ferrara

E se l’offerta formativa di Ferrara sarà ufficializzata a fine agosto, tra le novità di quest’anno c’è un primo master per animatori di comunità. Dedicato a volontari ed operatori del terzo settore ma anche studenti degli ultimi anni delle facoltà attinenti al terzo settore, è pensato per formare sui temi del welfare con attenzione alle grandi tematiche sociali. Alla parte teorica, si aggiungono utili strumenti metodologici ed operativi per facilitare e coordinare le reti associative e i progetti di comunità.

Più in generale, la programmazione proposta dal Csv ferrarese prevede due percorsi obbligatori, uno a Codigoro (Fe) ad ottobre 2018 e uno a Ferrara a gennaio 2019, entrambi dedicati a volontari già attivi o cittadini interessati a formarsi e sperimentarsi nell'ambito di progetti di volontariato. L'offerta dei corsi specifici aperti a tutto il terzo settore comprende circa 20 corsi e sarà divisa in tre sezioni: strumenti per le organizzazioni, amministrazione, fiscalità e normativa (con particolare attenzione alla riforma del ts), comunicazione, partecipazione, relazione.

A Cosenza si punta su privacy, comunicazione e gestione delle emozioni

Grazie alla rete tra i Csv coinvolti nel progetto, l’esperienza di Univol conta già i primi laureati anche al sud. Da quest’anno, è presente anche in Calabria grazie al Csv di Cosenza. Un primo anno col botto, che ha visto la partecipazione di circa 200 volontari per 8 corsi specialistici. Rita D’Acri, Giovanni Gistaro, Caterina Luci e Concetta Patafio sono i primi “laureati” calabresi che hanno seguito l’intero percorso formativo, completo di stage e tesi. Diversi gli argomenti trattati nei lavori finali, dalla motivazione che spinge a diventare volontari, alla comunicazione, al monitoraggio e valutazione fino al bilancio sociale. Le tesi saranno a disposizione del volontariato cosentino che potrà consultarle nella biblioteca del sociale. In autunno partirà il nuovo anno accademico con tante novità formative come i corsi sulla privacy, sul fund raising, sull’utilizzo di foto e video e sulla risposta dei sentimenti di fronte alla sofferenza.

 

Primi laureati all'Università del volontariato di Cosenza
Prime laureate all'Università del volontariato di Cosenza

Dirigere un’odv e fare progettazione partecipata: a Salerno due short master

A Salerno, invece, le lezioni iniziate lo scorso febbraio, si concluderanno a dicembre, ma c’è ancora la possibilità di partecipare ad alcune delle proposte formative offerte dal Csv. In autunno, infatti, si avvieranno i due short master da 60 ore strutturati in forma residenziale sul tema “Dirigere un'organizzazione di volontariato” e “Progettazione partecipata” in programma tra ottobre e metà novembre. Ai percorsi residenziali potranno partecipare studenti universitari, volontari e operatori del terzo settore, anche se non hanno seguito la fase teorica del primo semestre. Da febbraio a oggi, infatti, sono stati attivati due corsi su temi più generali come volontariato e riforma del terzo settore, e due corsi specialistici a scelta su evoluzione delle politiche sociali e riforma terzo settore, fund raising, organizzazione di eventi, gestione amministrativa e rendicontazione di progetti. Grazie a un protocollo di intesa con l’Università Suor Orsola Benincasa che ha una sede operativa a Salerno, agli studenti saranno convalidati dei cfu per la partecipazione ai corsi.

A Bari concluso un corso di base con il Crif, centro di ricerca sull’indagine filosofica

Si attende la firma del protocollo d’intesa dell’università di Bari, invece, per attivare ufficialmente Univol anche nel capoluogo pugliese grazie al Csv San Nicola. L’accordo, infatti, permetterebbe il riconoscimento di crediti formativi ai ragazzi che frequenteranno le lezioni. Ma l’attesa non ha fermato la volontà di attivare percorsi formativi di alto livello. Quest’anno il Csv ha organizzato il primo corso base di 24 ore su tematiche generali, il codice del terzo settore, la motivazione all’impegno, gli elementi fondanti del volontariato e la leadership, gestito in collaborazione con il Crif, il centro di ricerca sull’indagine filosofica, ente di formazione accreditato dal Miur.

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