Un corso per disabili psichici su come usare Whatsapp

L’idea dell’associazione Diapsi di Torino, che ha già sperimentato per i propri utenti anche altri incontri: non solo per imparare i segreti dello smartphone, ma anche per divertirsi e socializzare 

di Daniele Pallante

Abbiamo già fatto due corsi per utilizzare lo smartphone - racconta Alison dalla segreteria dell’associazione Di.a.psi. (“Difesa ammalati psichici”) di Torino - e sono stati un successo: i ragazzi e le ragazze che hanno partecipato erano interessati e contenti. Adesso ci proviamo con Whatsapp”.

Con l’associazione “il Bandolo - Insieme per sciogliere i nodi del disagio mentale” Di.a.psi organizza eventi di vario tipo per i suoi utenti: giornate in piscina, bowling e minigolf, pomeriggi al cinema e in sala da ballo, pizzate e gite al mare, semplici giornate in compagnia. Per condividere le difficoltà della disabilità mentale, certo, ma anche per divertirsi e socializzare.

In quest’ottica rientra il corso su Whatsapp, promosso dal CSV Vol.To e che si terrà dal 25 settembre al 27 ottobre nella sede di Di.a.psi in via Sacchi 32. Il corso sarà tenuto da David Coen, fotografo e autore della guida “Smartphone facile”: 10 ore di lezioni teorico/pratiche, un’ora il martedì pomeriggio (dalle 15 alle 16); il costo varia dai 10 ai 20 euro ma, naturalmente, occorre utilizzare il proprio telefonino.

“WhatsApp è di gran lunga il sistema di messaggistica più usato in Italia - spiegano gli organizzatori - e rappresenta uno strumento ormai indispensabile per migliorare le comunicazioni interpersonali, ma sono ancora moltissime le persone che non sanno come sfruttarlo al 100%. L’obiettivo del corso è imparare tutte le principali funzionalità di questa piattaforma, come inviare messaggi, foto, documenti, registrazioni vocali e altri contenuti multimediali”.

 “Sarà un corso per 25 persone - continua Alison - e per ora abbiamo già 15 iscritti, non male visto che le iscrizioni sono aperte da fine agosto. L’importante è che chi decide di partecipare assicuri una frequenza continuativa e puntuale, perché il corso sia utile e proficuo per tutti”.

Alla fine delle lezioni, probabilmente, verrà organizzato un evento: “Già una volta abbiamo organizzato un giro per Torino per scattare le foto con lo smartphone, abbiamo iniziato per scherzo e alla fine abbiamo addirittura allestito una piccola mostra. Chissà cosa verrà fuori questa volta…”.

Foto: © Pompilio Borelli - progetto Fiaf CSVnet "Tanti per tutti. Viaggio nel volontariato italiano".

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