Caso Ires e riforma al palo: il governo incontra il Forum terzo settore

Dopo le polemiche di fine anno, il 10 gennaio si apre il dialogo a Palazzo Chigi in cerca di una soluzione per evitare il raddoppio della tassa a molte realtà del non profit. Tra i temi da discutere anche i vari provvedimenti attuativi che devono dare corpo alla nuova normativa 

di Clara Capponi

Sulla “questione Ires” si svolgerà giovedì 10 gennaio un incontro tra governo e terzo settore: a promuoverlo il presidente del consiglio dei ministri Conte, che la scorsa settimana ha trasmesso la convocazione al Forum nazionale del terzo settore.

Il motivo dell’incontro è la cancellazione dello sconto del 50% sull’imposta sul reddito delle persone giuridiche per il non profit, introdotta con un emendamento alla legge di bilancio 2019 approvata il 30 dicembre. Un “incidente” che durante le feste ha reso il non profit protagonista di un acceso dibattito su giornali e tv.

Sulla carta l’Ires raddoppierà dal 12 al 24% per gli enti indicati nell’articolo 6 del Dpr 601 del 29 settembre 1973 (Disciplina delle agevolazioni tributarie), che per godere dell’aliquota agevolata devono essere dotati di personalità giuridica. Si tratta, tra gli altri, di: istituti di assistenza sociale, società di mutuo soccorso, enti ospedalieri, di assistenza e beneficenza, istituti di istruzione e di studio, corpi scientifici, accademie, fondazioni e associazioni storiche, letterarie, scientifiche, enti ecclesiastici, Istituti autonomi per le case popolari.

Contrariamente a quanto emerso nei giorni scorsi, non sarebbe penalizzato tutto il terzo settore: il provvedimento non riguarda ad esempio le organizzazioni di volontariato, le associazioni di promozione sociale, le associazioni sportive dilettantistiche, le pro-loco, le filodrammatiche i cori e i corpi bandistici e tutte le organizzazioni che, svolgendo solo attività istituzionale, non producono redditi tassabili.

Ciò non toglie che la misura è stata percepita come una penalizzazione dell’intero mondo non profit, ancora in attesa che le nuove regole fiscali previste dalla riforma del terzo settore diventino pienamente operative con l’entrata in funzione del registro unico nazionale del terzo settore (Runts).

Dopo le numerose proteste, a correggere il tiro sono arrivate il 27 dicembre le dichiarazioni del vicepremier Di Maio (“la norma sull’Ires verrà cambiata nel primo provvedimento utile”), dello stesso premier Conte (“provvederemo quanto prima, a gennaio, a intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale”) e del ministro dell’Interno Salvini (garantendo “l'impegno del governo ad intervenire per aiutare le tante associazioni di volontariato che utilizzano solo a scopi sociali i loro fondi; ci sarà invece massimo rigore con i 'furbetti' che fanno altro”).

Dichiarazioni che hanno toni e contenuti molto diversi e non fanno chiarezza sui provvedimenti che il Governo adotterà per recuperare. L’incontro del 10 gennaio e l’apertura del dialogo con il Forum nazionale del terzo settore sono “un primo passo fondamentale per correggere le misure sull’Ires, riprendere con passo spedito il completamento della riforma” ha dichiarato Claudia Fiaschi,  portavoce del Forum, ricordando diversi provvedimenti attuativi della riforma ancora mancanti: oltre al Runts, le linee guida per l’adozione dei modelli per la redazione dei bilanci, e l’insediamento della Cabina di Regia presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri “che deve approvare provvedimenti importanti”.

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