La disabilità non è un limite, soprattutto sott’acqua: parola di DDI

La sede italiana di Disabled Divers International dal 2015 ha fatto conseguire il brevetto a decine di giovani con disabilità. E affianca un’intensa attività di corsi ad eventi di aggregazione e integrazione anche molto particolari 

“La subacquea è uno sport emozionante e avventuroso, tutto da scoprire. E imparare a immergersi è alla portata di tutti!”. Può dirlo con certezza, Luca Crippa, presidente dell’associazione DDI Italy (Disabled Divers International) di Monza che dal 2015 promuove programmi di formazione subacquea per persone con disabilità fisiche, mentali e sensoriali.

“Qualunque disabilità, - spiega Crippa, - è sicuramente da conoscere e non sottovalutare, ma non rappresenta un limite assoluto per un’attività da molti considerata estrema, mentre è piuttosto un punto di partenza diverso, spesso più faticoso rispetto ad altri: l’obiettivo è cercare insieme il limite attuale, per poi provare a spostarlo centimetro dopo centimetro. Lavorando con fiducia, sempre in sicurezza, divertendosi con perizia e senza azzardi…”. 

Immergersi e ritrovarsi nuovamente liberi di muoversi senza ostacoli è un'esperienza unica per chiunque, sottolineano gli istruttori di DDI. “La subacquea, - aggiunge ancora il presidente, - può inoltre offrire grandi benefici psico-fisici alle persone con disabilità, nonché opportunità per cementare amicizie forti e durature, fondate su passioni comuni”.

L’impegno di DDI non si limita infatti al momento tecnico e didattico, ma favorisce in concreto l’inserimento e l’integrazione sociale delle persone attraverso vacanze, meeting, workshop ecc. Costituita con il supporto del Csv Monza Lecco Sondrio, che si è occupato tra l’altro di consulenza, messa in rete con altre realtà per l’organizzazione di eventi e anche dell’inserimento di alcuni volontari, la sede italiana di DDI conta dalla sua nascita più di 350 professionisti (istruttori e assistenti subacquei certificati), oltre 100 volontari, 62 ragazzi con disabilità brevettati e più di 70 attualmente in formazione. Sul territorio italiano vanta di 91 centri abilitati all’insegnamento della subacquea per persone con disabilità e annualmente organizza eventi di promozione.

 

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Uscita in mare per la certificazione dei brevetti (Foto © DDI)

Come i 32 “No Barrier Tour” che hanno visto DDI attraversare il paese come portavoce di una #subacqueapertutti; o le incredibili immersioni alla Y-40 a Montegrotto Terme, la piscina più profonda al mondo, al Nemo’s Garden, il giardino botanico sottomarino di Noli; o ancora, per la prima volta nella storia dei subacquei con disabilità, il tuffo sulla petroliera Haven ad Arenzano; o al Lago del Diavolo a Carona per la prima immersione in alta quota e al lago di Lavatone per quella sotto i ghiacci.

Una delle ultime imprese è stata lo scorso maggio: una settimana in Egitto, a Sharm el-Sheikh, una delle destinazioni più ambite dai subacquei di tutto il mondo: 37 persone di cui 12 ragazzi con disabilità, molti dei quali alla prima esperienza, che hanno realizzato il loro sogno e ottenuto dopo tanto impegno le loro certificazioni davanti agli occhi di volontari, istruttori e familiari (questi ultimi ben più timorosi e restii dei loro ragazzi quando sono stati chiamati a provare a respirare sott’acqua…).

Foto © Maurizio Bergianti - Progetto Fiaf CSVnet

Immersione subacquea a Sharm el-Sheikh (Foto © DDI)

 

Gli appuntamenti estivi di DDI proseguono a luglio a Bergeggi, dove si celebra la “Festa d’Estate” che vedrà impegnati subacquei e professionisti provenienti da tutta Italia in “4 tuffi e una cena” tutti insieme. A settembre sarà la volta di un’immersione tra i mulini sommersi del lago abruzzese di Capo d’Acqua con fondali ricchi di manufatti medievali, abitazioni e strade antiche.

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Il gruppo che ha partecipato all'ultimo viaggio a Sharm el-Sheikh (Foto © DDI)

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