Impatto sociale e innovazione: CSVnet 2019 apre con le sfide “inevitabili”

Come misurare l’effetto delle attività dei Csv? E come praticare l’innovazione tecnologica nel non profit? La sessione preliminare della XIX conferenza nazionale a Trento affronta due domande cruciali per il terzo settore nell’era della riforma. E la serata è tutta dedicata all’immigrazione 

Come “misurare” l’effetto delle attività svolte dai centri di servizio per il volontariato? E come possono, questi, raccogliere al meglio la sfida dell’innovazione tecnologica? Due domande apparentemente slegate, ma che invece hanno un forte elemento in comune: quello di non essere evitabili nell’attuale periodo di profonda transizione del terzo settore messa in moto dalla riforma del 2016. CSVnet ha scelto proprio questi due temi per animare la sessione preliminare della sua XIX conferenza nazionale prevista a Trento in questo fine settimana.

Giovedì 3 ottobre alle 14 si comincia dunque con un panel dedicato a quella che ormai viene abbreviata dai più in “Vis”, valutazione di impatto sociale. Paolo Venturi e Serena Miccolis di Aiccon, introdotti dal consigliere di CSVnet Simone Bucchi, sono gli ospiti incaricati di fare il punto su questo tema, dopo che solo pochi giorni fa sono uscite le relative linee guida ministeriali.

Sullo sfondo di questa prima sessione plenaria ci sono i risultati di una indagine appena svolta sull’"Orientamento all’impatto sociale della rete dei Csv", che mirava a far emergere l'azione da questi portata avanti, sia con progetti specifici di valutazione di impatto che a livello di comunicazione e di formazione (interna e esterna) legata al tema. Si tratta della seconda fase di un percorso avviato da CSVnet insieme ad Aiccon già dalla fine del 2017, quando si erano svolti laboratori formativi volti soprattutto a diffondere la consapevolezza circa l’utilità e il valore della pratica valutativa. All’indagine hanno risposto ben 44 Csv (su 62): 28 di questi hanno descritto le caratteristiche delle attività già svolte in questo senso, le aree tematiche scelte e le motivazioni che le hanno favorite. Relativamente alle attività connesse al tema dell'impatto programmate per il futuro, si aggiungono 2 ulteriori CSV. 

Il dibattito che ne seguirà a Trento sarà una tappa decisiva per la diffusione della Vis in tutta la rete dei centri di servizio, del resto già impegnata da tempo sull’acquisizione di altre competenze “rendicontative” come la redazione del bilancio sociale in base alle linee guida ugualmente emesse di recente dal ministero.

La seconda plenaria è invece intitolata “Il non profit e la sfida dell’innovazione tecnologica” e, come la precedente, affronta un tema che sarà trasversale a vari altri momenti della conferenza. Introdotto dal direttore di CSVnet Roberto Museo, ne parlerà il prof. Alfonso Molina, direttore scientifico della Fondazione Mondo digitale. Una vera e propria lectio, che Molina aprirà con una rassegna dei principali esempi di innovazione non solo gestionale praticati negli anni recenti nella rete dei Csv (e che saranno anche oggetto di uno dei gruppi di lavoro previsti venerdì 4), per proseguire con un excursus sulla situazione mondiale dei rapporti complessi tra tecnologia e società. La tesi del relatore è che solo perseguendo una innovazione “di sistema” e ponendosi non solo come erogatori di servizi ma come “agenti di cambiamento sociale”, avrà senso che i Csv affrontino questa sfida. Nato in Cile, Molina è stato per più di 20 anni docente di “technology strategies” all’università di Edinburgo ed è autore di numerose pubblicazioni: è stato uno dei pochi a sfuggire alle repressioni del regime militare dopo il colpo di stato di Pinochet nel 1973.

La sessione preliminare della conferenza di Trento si concluderà con un evento molto particolare. Alle 18.30 i partecipanti convergeranno in piazza S. Maria Maggiore per prendere parte alla “Marcia in memoria delle vittime dell’immigrazione”: organizzata dal Cnca del Trentino Alto-Adige nell’ambito della sua V Settimana dell’accoglienza, la marcia ricorda la strage di 366 migranti avvenuta esattamente sei anni prima vicino all’isola di Lampedusa. Dopo alcuni interventi degli organizzatori, il corteo si muoverà per le vie del centro; alle 20.30 appuntamento per tutti alla Sala delle Federazioni per ascoltare l’intervento del direttore de L’Espresso Marco Damilano, che sarà sollecitato sui temi dell’immigrazione, ma anche sulla politica italiana di cui il giornalista è riconosciuto come uno tra i più attenti osservatori.

 
Ottobre 2019
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