Crescita economica e lotta alle disuguaglianze per sradicare la povertà

Le cifre sugli squilibri crescenti e le strade da percorrere emerse dal confronto tra Sabina Siniscalchi di Oxfam Italia e l’economista Massimo Baldini, nella seconda giornata della conferenza di CSVnet “La follia dei volontari” 

di Alessia Ciccotti

“Le disuguaglianze, e come combatterle” è il titolo del panel a cui nella seconda giornata della XIX conferenza nazionale di CSVnet, hanno preso parte Sabina Siniscalchi, presidente di Oxfam Italia, e il professor Massimo Baldini, docente di Scienza delle finanze all’Università di Modena e Reggio Emilia e tra i maggiori esperti italiani in materia di politiche fiscali.

Entrambi hanno offerto alla platea degli oltre 400 partecipanti a “La follia dei volontari” una fotografia della situazione di povertà e disuguaglianze dell’Italia negli ultimi 30 anni.

Massimo Baldini, che all’interno dell’Alleanza contro la povertà ha messo a punto i parametri per determinare la platea dei beneficiari del Reddito di inclusione (Rei), ha sottolineato quanto la stagnazione della produttività nel nostro paese, di cui bisogna capire le cause, non ha eguali in Europa. “L’immobilità economica in cui si trova l’Italia - secondo Baldini - è tra le principali cause dell’aumento delle disuguaglianze sociali, così come della povertà”. Una condizione che riguarda specifici gruppi sociali e che, a lungo andare, può determinare una diminuzione degli investimenti, anche di quelli sul capitale umano.

Come ha spiegato il professor Baldini, la situazione a livello globale e nazionale è nettamente migliorata rispetto al secolo scorso; negli anni 70 del ‘900, infatti, “la metà dell’umanità era ancora sotto la soglia di povertà” (fissata a 2 dollari al giorno). Oggi invece molti indicatori della qualità della vita sono migliorati, come il tasso di mortalità infantile; tuttavia si registra ancora il 10% della popolazione in una situazione di povertà estrema. I paesi in via di sviluppo come la Cina o l’India hanno recuperato terreno sul resto del mondo. Nazioni come la Germania, la Francia e la Spagna oggi il reddito è del 30% più alto rispetto a 30 anni fa, mentre invece in Italia è rimasto uguale. Il motivo principale è appunto la produttività che non cresce.

 

Sabina Siniscalchi ha ampliato la riflessione con una visione internazionale del fenomeno. “Quasi un miliardo di persone al mondo – ha spiegato – vive con meno di 1 dollaro al giorno, 2 miliardi non hanno accesso a servizi fondamentali come l’acqua potabile”. L’impegno di Oxfam sta proprio nel porre sotto i riflettori nazionali e internazionali questi dati perché ritiene che “la disuguaglianza sia un ostacolo allo sradicamento della povertà. Se non si risolve il problema della disuguaglianza – ha detto Siniscalchi – non si potrà eliminare la povertà”.

La presidente della ong ha poi sottolineato come le disparità colpiscano in particolare le donne, soprattutto nei paesi in via di sviluppo ma in generale in tutto il mondo; privano inoltre i giovani di opportunità fondamentali per la crescita personale. “Quello della disuguaglianza generazionale è un tema di grande importanza perché registra un forte aumento e la causa principale – ha aggiunto - risiede nel fatto che l’ascensore sociale è bloccato, in Italia come nei paesi in via di sviluppo”.

 

 

Qui i video agli interventi integrali: I parte - II parte.

 
Ottobre 2019
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