“Non siamo né ingenue né folli”. La lettera di Eva per Silvia Romano

Alla conferenza di CSVnet in corso a Trento il ricordo della volontaria internazionale a 319 giorni dal suo rapimento. Il messaggio è stato letto dall’operatrice Focsiv anche lei impegnata in esperienze all’estero 

di Clara Capponi

“Cara Silvia, sono Eva. Non ci conosciamo ma spero ne avremo la possibilità. In attesa di quel momento, che spero giunga presto, ti scrivo”.

Inizia così la lettera che la volontaria internazionale Eva Pastorelli ha dedicato a Silvia Romano, la ventiquattrenne lombarda sequestrata in Kenya lo scorso anno (sono passati 319 giorni) e il cui destino è ancora avvolto nel mistero.

Parole toccanti lette da lei stessa alla platea della conferenza nazionale di CSVnet in corso a Trento, che le ha accolte con un applauso commosso.

La presenza di Eva, oggi operatrice Focsiv, ha chiuso la sessione mattutina di sabato 5 ottobre caratterizzata dal titolo provocatorio “Andarsela a cercare”; una reazione ai molti commentatori che in questi mesi hanno liquidato la vicenda di Silvia Romano come la scelta imprudente di una ragazza che deciso di intraprendere un progetto di solidarietà nelle zone più povere del mondo.

Nella lettera la volontaria dialoga con Silvia come due amiche che hanno tante cose da condividere. “Quando penso a noi – scrive Eva - vedo due giovani donne volitive, decise, che hanno preso una posizione. Abbiamo scelto. Sempre”.

La scelta coraggiosa è stata quella di abbandonare il comfort di una vita tranquilla, fatta di comodità e di studio, per dedicarsi alle persone più vulnerabili “animate dal desiderio di vivere una società più giusta”.

Una scelta che per Eva non è stata né avventata né imprudente: “non siamo delle 'ingenue, un po’ folli, illuse di poter cambiare il mondo' – sottolinea Eva - “Siamo donne generose e tenaci, consapevoli che i piccoli gesti possono fare la differenza nel costruire un mondo migliore”.

Il testo della lettera è disponibile qui.

A questo link il video dell'intervento integrale.