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Giustizia, una guida su messa alla prova e lavori di pubblica utilità

Un e-book del Cesvot per le associazioni toscane per orientarsi tra sanzioni e misure di comunità, nato dalla collaborazione tra il Csv e l’Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna Toscana e Umbria. In Italia sono 25.939 le persone che stanno “scontando” una pena alternativa, 1.693 in Toscana 

di Alessia Ciccotti

In Toscana, secondo la banca dati del Cesvot, il Csv regionale, le associazioni attive nell’ambito del “volontariato di giustizia” sono 148 (94 organizzazioni di volontariato, 54 promozione sociale) ma qualunque ente del terzo settore può attivare una misura di comunità. Ad oggi, infatti, gli enti toscani che hanno convenzioni per l’inserimento di persone in lavori di pubblica utilità sono 454, la maggior parte sono proprio enti del terzo settore (dati Uepe Toscana). Complessivamente le persone sottoposte a sanzioni di comunità sono 4.672, a misure alternative 2.737, alla messa alla prova 1.693.

Un settore che in Toscana, come nel resto dell’Italia, sta suscitando un’attenzione sempre crescente ma che allo stesso tempo può avere risvolti complessi.

Ora, per tutte quelle realtà impegnate nel settore, è disponibile una guida, l’e-book di Cesvot dal titolo “Messa alla prova e Lavoro di pubblica utilità. Vademecum per la collaborazione tra Uepe ed enti del terzo settore”. La pubblicazione offre agli enti del terzo settore informazioni utili sulle modalità di accesso e sulle buone pratiche relative alla messa alla prova e al lavoro di pubblica utilità. Ad esempio vengono affrontati argomenti quali l’attivazione di un programma di trattamento, la convenzione con il tribunale, i compiti dell’associazione ospitante e quali soggetti si possono accogliere.

In Italia, secondo i dati del ministero della Giustizia, le persone in carico agli Uffici per l’esecuzione penale esterna sono oltre 100mila (quasi 26mila quelle in messa alla prova e lavoro di pubblica utilità, 29.200 i soggetti impegnati in misure alternative alla detenzione e circa 43 mila per indagine e consulenze ai tribunali e agli istituti penitenziari. Negli anni l’istituto della messa alla prova ha registrato un notevole aumento: secondo l’ultimo rapporto dell’Osservatorio Antigone si è passati da 804 nel 2015 a 14.980 misure nel 2018. Il 71% delle persone impegnate in lavori di pubblica utilità ha svolto la propria attività in strutture o servizi socio-assistenziali alla persona, il 20% nella manutenzione del verde pubblico, il 6% nel segretariato sociale e il 3% nell’ambito della protezione civile. I reati maggiormente rappresentati sono quelli contro il Codice della strada.

L’e-book, curato da Filippo Daidone, Elisabetta Dani e Susanna Rollino, è frutto della collaborazione con l’Ufficio interdistrettuale esecuzione penale esterna Toscana e Umbria (Uiepe) e nasce all’interno del percorso di orientamento e formazione promosso dal centro di servizio regionale nell’ambito di un protocollo triennale con Uiepe. Il testo è scaricabile gratuitamente sul sito www.cesvot.it, previa registrazione all'area riservata MyCesvot.

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