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Coronavirus, Padova reagisce con #noicisiamo

La capitale europea del volontariato è in prima linea per far fronte all’emergenza sanitaria con azioni di orientamento al volontariato e un progetto di sostegno dedicato alle persone fragili; Alecci "un modo nuovo di attivarci in modo responsabile, sicuro e coordinato" 

di Clara Capponi

Sono passate circa due settimane dall’inaugurazione di Padova capitale europea del volontariato alla prima diagnosi di Coronavirus in Italia. Da allora è cambiato tutto, e il paese si è trovato ad affrontare un’emergenza sanitaria economica e sociale.

Dopo il primo momento di spaesamento generale anche il volontariato padovano ha saputo far emergere “la sua innata predisposizione alla resilienza” come ha sottolineato il Centro di servizio per il volontariato locale in una nota diffusa in questi giorni.

E proprio da Padova sono arrivate le prime richieste di chiarimento alle istituzioni sui provvedimenti assunti per far fronte all’epidemia; nella lettera indirizzata al premier Conte il 10 marzo il 10 marzo, il presidente del Csv Emanuele Alecci ribadiva attenzione per il mondo del volontariato “che sta riscontrando molti problemi nel capire quali decisioni prendere per ridurre al minimo l’impatto delle scelte nel sistema sociale e sanitario già messo alla prova”.

A seguito della richiesta sono arrivate dal Csv, come da altri centri di servizio in tutta Italia, le prime indicazioni per le associazioni grazie all’attivazione sul sito web di una sezione con domande e risposte utili

Gli organizzatori di Padova Capitale hanno poi chiamato a raccolta tutte le forze del territorio, sospendendo temporaneamente tutti gli eventi in programma per trovare un modo nuovo di "essere capitale", spostando la riflessione culturale dalle piazze al web pubblicando una seriedi contributi sui cambiamenti sociali, psicologici ed economici che l’emergenza sta provocando. Ma a segnare questo cambio di passo è soprattutto il progetto "per attivarci in modo responsabile, sicuro e coordinato" come ha spiegato Emanuele Alecci.

Si tratta di “Per Padova noi ci siamo”, lanciato dal Comune, diocesi e Csv per dare una “risposta efficace ai bisogni di primaria necessità delle persone con fragilità nel periodo di emergenza e post-emergenza” insieme ad una campagna di raccolta fondi.

“Per conciliare le necessità con le risorse della comunità e allo stesso tempo operare in sicurezza Comune, diocesi e Csv in collaborazione con la Protezione Civile e il supporto di Banca Etica e Produzioni dal Basso - spiega una nota - hanno deciso di unire le forze attraverso l’attivazione di un coordinamento tra tutte le componenti sociali della città di Padova e di una importante raccolta fondi da destinare alle fragilità più estreme”.

Il progetto si concretizza attraverso l’attivazione di una rete tra le realtà associative, produettive e i servizi Caritas e pubblici presenti sul territorio che già stanno fronteggiando la problematica o sono disponibili ad attivarsi. A questi si aggiunge anche il coordinamento dei volontari che hanno dato la loro disponibilità e  l’attivazione e il potenziamento di tre servizi: telefonata amica, consegna a domicilio di beni di prima necessità e risposta abitativa per i senza dimora.

I bisogni saranno raccolti dal Comune di Padova attraverso il numero dedicato 0492323009 #chiamacipure. Le disponibilità saranno raccolte e vagliate dal Csv Padova attraverso il numero 0498686849 (interno 1) o attraverso la mail cisono@padovacapitale.it e dando visibilità alla campagna anche sui social con l'hashtag #iocisono. “In pochi giorni - continua la nota - nel territorio comunale sono nate spontaneamente moltissime iniziative lodevoli di condomini o vicini di casa o di quartiere per dare risposta a bisogni primari delle persone più fragili, come la spesa. Parallelamente alcuni esercenti hanno dato la loro disponibilità e le associazioni da sempre impegnate nell’aiuto alle necessità basilari stanno cercando di proseguire il servizio.

 
Settembre 2020
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