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Coronavirus, Veneto: i Csv “cerniera” tra comuni e volontariato

La Regione riconosce ai 7 centri di servizio presenti sul territorio il ruolo strategico e operativo nella gestione dell’emergenza, per garantire i servizi di assistenza. L’attestazione si aggiunge a quelle di Emilia Romagna, Toscana e Campania 

di Lara Esposito

Dopo l’Emilia Romagna, la Toscana e la Campania, anche la Regione Veneto riconosce ai Centri di servizio per il volontariato un ruolo cruciale in questa difficilissima fase dettata dal contagio del coronavirus. Sono del 10 aprile scorso, infatti, le Linee guida per le attività del volontariato nell’ambito dell’emergenza Covid-19, inviate a tutti i sindaci, i direttori generali delle Aziende Ulss, le Prefetture, i presidenti dei Csv, degli enti di terzo settore e della Conferenza del volontariato. Una vera task force quella disegnata nel documento regionale, al fine di garantire la possibilità di fruire di servizi di supporto assistenziale offerti dal volontariato. Il tema, infatti, è quello di far sì che le prestazioni dei volontari siano raccordate con gli enti pubblici territoriali competenti e svolte in totale sicurezza.

Le linee guida riconoscono in modo deciso il ruolo dei Csv all’interno dell’organizzazione dei servizi prevista nella direttiva del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri in cui si definisce l’attivazione presso ogni Comune di un Centro Operativo Comunale (Coc) al quale risponde il volontariato. Il Comune individua i bisogni e le priorità di intervento e, soprattutto, organizza i servizi di assistenza a domicilio per le persone in quarantena domiciliare da svolgere, eventualmente, da personale delle organizzazioni di volontariato. In questa fase, infatti, le attività di volontariato devono essere sottoposte al coordinamento dei servizi sociali territoriali. È in questo quadro che la Regione identifica il ruolo cruciale dei 7 Csv del Veneto, riprogrammati per proporsi come “cerniera tra Comune e volontariato organizzato e non”, per attività di sensibilizzazione e ricerca di nuovi volontari, per la loro formazione, per sviluppare e coordinare azioni innovative come quelle di ascolto e sostegno telefonico.

In questo quadro, gli enti sono invitati a comunicare ai Csv territorialmente competenti la disponibilità dei propri volontari in modo da renderla funzionale ai Coc e ai servizi sociali territoriali. Nel documento, inoltre, si ricorda che in ognuno dei siti internet dei 7 Csv è attiva una sezione interamente dedicata al Covid-19.

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