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Coronavirus, l’impegno del volontariato salentino

Dai risultati del sondaggio svolto dal Csv Brindisi-Lecce emergono le iniziative e i servizi che le associazioni delle due province stanno svolgendo durante l’emergenza e anche le richieste e le esigenze del terzo settore per continuare a operare 

di Alessia Ciccotti

Contrasto alla povertà, protezione civile, sostegno alle persone anziane e con disabilità, sono i principali ambiti di intervento in cui stanno continuando ad operare le associazioni di volontariato e del terzo settore nei territori di Lecce e Brindisi. È quanto emerge dall’indagine condotta dal Csv provinciale, attraverso il sondaggio on line basato su un questionario-tipo che CSVnet aveva proposto alla rete dei Centri di servizio nelle scorse settimane.

Oltre a descrivere le caratteristiche del volontariato in azione durante l’emergenza Coronavirus, l’obiettivo del questionario è stato anche quello di reperire informazioni utili sui bisogni delle associazioni, ma soprattutto della popolazione, per orientare di conseguenza le iniziative da mettere in campo o quelle già avviate. Sono 30 i Csv che stanno svolgendo in Italia questo tipo di indagini; di questi 17 hanno adottato, tutto o in parte, proprio il questionario proposto da CSVnet, rivolgendosi a tutti gli Ets presenti sui rispettivi territori.

L’indagine del Csv di Brindisi Lecce (qui il report integrale) non ha valore statistico in quanto non è basata su una logica campionaria, ma offre comunque importanti spunti di riflessione. Sono stati 147 gli enti di terzo settore coinvolti (94 nella provincia di Lecce e 53 in quella di Brindisi), per un totale di 1.480 volontari. Dal sondaggio emerge che oltre il 70% di questi sta proseguendo la propria attività a beneficio della comunità, nel rispetto delle disposizione normative finora stabilite.

Operativamente, l’impegno del volontariato salentino rispecchia la situazione che si è delineata anche nel resto d’Italia in questo periodo; si sta concentrando infatti sui servizi di distribuzione a domicilio di beni di prima necessità (30,4%), ascolto telefonico e connesso supporto psicologico (23,2%) e, a seguire, sull’attività di raccolta fondi (22,4%). Azioni concrete, dunque, con carattere d’urgenza, che garantiscono un supporto immediato alle persone in isolamento, in particolare anziani (38,2%), minori (33,6%) e disabili (28,2%), ma anche migranti, persone immunodepresse, senza fissa dimora. Tra le fasce di popolazione interessate dalle azioni delle associazioni ci sono anche le famiglie con un congiunto disabile, le persone con fragilità emotive e gli operatori sanitari.

Il sondaggio del Csv Brindisi Lecce conferma la capacità del volontariato di adattarsi alle nuove esigenze espresse dalla comunità; il 46% degli Ets ha infatti portato avanti attività già in essere ma anche nuove; il 15% invece ha riorganizzato le proprie energie in servizi e iniziative che prima non svolgeva. Tante le aree di intervento: dalla consegna di farmaci, all’ideazione di piattaforme online per persone in difficoltà emotiva, dalla consulenza sociale e legale all’acquisto di tablet e cellulari per ragazzi che studiano da casa.

Dal sondaggio emerge poi che solo il 22% degli intervistati sta svolgendo le proprie attività ‘in solitaria’; tutti gli altri Ets, infatti, cercano di relazionarsi e coordinarsi tra loro e soprattutto con gli enti pubblici locali, ma anche con le Caritas, le parrocchie, la Protezione Civile e le Asl competenti.

Alcuni effetti di questa crisi sulle comunità sono confermati, spesso anche anticipati, dai volontari che sempre di più fungono da sentinelle del disagio sui territori. Il 53,6% di loro, ad esempio, ha avvertito un’acutizzazione della povertà, il 47% ha notato lo stesso per la solitudine in cui molte persone vivono. Si riscontrano poi problemi relazionali, anche con risvolti conflittuali, ansie, paure, disorientamento e disinformazione.

Le principali difficoltà incontrate dagli enti di terzo settore che proseguono il loro impegno sono da rintracciare nella carenza o mancanza di dispositivi di sicurezza (20%) e nella scarsità di risorse economiche per far fronte a nuove spese (19%), come ad esempio l’acquisto di mascherine.

L’indagine è stata inoltre l’occasione per il Csv di interpellare le associazioni sulle proprie necessità e sul tipo di sostegno che vorrebbero ricevere dal Centro stesso; la comunicazione, con la diffusione di notizie e appelli, è tra i servizi più citati, seguita dalla formazione per i volontari, dalla richiesta di reperimento di dispositivi di sicurezza individuali, dal sostegno nell’attività di fundraising e people raising; infine emerge l’istanza che il Csv agevoli i rapporti tra le associazioni e la pubblica amministrazione.

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