www.csvnet.it

Cosenza, storie di volontari in emergenza

Il Csv provinciale ha raccolto le testimonianze di Incoronata, Mario, Sara e Salvatore, che nella crisi sanitaria hanno trovato il modo di impegnarsi per gli altri, distribuendo i pacchi–spesa per il Banco alimentare del territorio 

di Lory Biondi

Durante l’emergenza sanitaria legata al Coronavirus molte persone hanno scelto di impegnarsi gratuitamente per gli altri, coordinate dalle associazioni e dai centri di servizio in tutta Italia. Il Csv Cosenza è fra i centri che hanno conosciuto questi cittadini, collaborando insieme al Banco alimentare del territorio, per il confezionamento dei pacchi-spesa distribuiti alle famiglie o alle persone in stato di bisogno. Da qui nasce la scelta del Csv di raccontare le storie di alcune fra queste persone, spesso alla prima esperienza di volontariato.

Incoronata, il pallino per i viaggi e la voglia di mettersi in gioco

Incoronata è una dei volontari che si è attivata con il Banco alimentare per la distribuzione della spesa alle famiglie bisognose. Ha 34 anni, è di origine lucana, ma vive a Rende dove fa l’agente commerciale per un’azienda alimentare. Il lockdown l’ha spinta a fare volontariato per la prima volta nella sua vita. Ci pensava da un po’ di tempo, aveva chiesto ad un’associazione che si occupa di bambini in ospedale di poter sperimentare un’attività con i piccoli pazienti.

 

Una foto di Incoronata mentre  prepara i pacchi spesa
Una foto di Incoronata mentre prepara i pacchi spesa

 

Poi è arrivata l’emergenza Coronavirus che l’ha spinta a mettersi in gioco. Sono molto felice – racconta Incoronata – e faccio anche poco, credo di essere contenta più io nel farlo che chi riceve benefici dalla mia azione. Voglio continuare a fare volontariato, mi piacerebbe in futuro stare a contatto con le persone”. Appassionata di libri e di fotografia, Incoronata ha anche altri interessi come il cinema e la montagna. Sono iperattiva, mi mancano tanto gli aerei, stavo programmando un viaggio in Perù – afferma – questa quarantena mi ha permesso di fermarmi. Ora, nel tempo libero dal lavoro dono il mio tempo agli altri, non ho competenze specifiche, ma se c’è bisogno, vado”.

Mario e Sara, l’aiuto agli altri come stile di vita

Mario ha 39 anni, gioca in una squadra amatoriale di pallavolo e nella vita fa il professore. Vive con la moglie a Cosenza e ospita in casa, da circa un anno, un ragazzo guineano. È volontario dell’associazione “Santa Lucia” che opera nel centro storico della città accanto a bambini, ragazzi e famiglie fragili. Facciamo attività di doposcuola, seguiamo i ragazzi nel loro percorso scolastico e proponiamo corsi di teatro o ceramica” – spiega Mario. “Proprio grazie all’associazione ho saputo che il Csv cercava volontari per il confezionamento di pacchi al Banco alimentare ed ho subito pensato di mettere a disposizione il mio tempo libero.

 

Una foto di Mario Sara e
Nella foto (da sinistra) Mario Sara e Boubacar

 

In questa nuova avventura ha trascinato con sé la moglie Sara e il coinquilino Boubacar Baldè. L’attenzione verso l’altro è una scelta di vita nella famiglia di Mario. Si comprende subito, dal racconto di come abbia accolto Boubacar in casa sua. Il giovane arriva da uno Sprar, ha da poco compiuto 18 anni ed è stato inserito in un percorso di accoglienza integrata. Mario e Sara si propongono come famiglia ospitante, lo Sprar paga per qualche mese loro l’affitto e nello stesso tempo si occupa di sostenere i costi del tirocinio del ragazzo in un’officina meccanica. Oggi Boubacar lavora ancora in officina e durante la quarantena ha scelto di seguire Mario e Sara nel fare volontariato al Banco. Abbiamo dato un piccolo contributo anche all’associazione “La Terra di Piero” – afferma Mario – per consegnare i pasti alle persone bisognose”. In più Mario e Sara ospitano ogni domenica due fratellini provenienti da una casa famiglia. Consumano il pranzo insieme e trascorrono ore liete. Forse è il loro destino quello di fare dono agli altri di una famiglia. Ma al professore cosentino manca soprattutto “il contatto con la gente, l’abbracciarsi, il vedersi, incontrare gli amici anche solo per bere una birra – conclude - questa vita davanti al pc non mi piace per niente”.

Salvatore e i suoi 25 anni da volontario

Salvatore ha 67 anni, per 42 anni caposala in una delle cliniche più conosciute di Cosenza, oggi è ancora al lavoro come operatore domiciliare per una struttura sanitaria. Salvatore è un volontario, sempre, anche mentre lavora. Sono impegnato nel sociale da 25 anni – dichiara – quando vado a casa dei miei pazienti chiedo sempre se hanno bisogno di qualcosa e se posso aiutarli in qualche modo. Mi è sempre piaciuto fare volontariato e stare insieme alle persone, te ne torni a casa con uno spirito diverso”.

 

Una foto di Salvatore mentre prepara i pacchi spesa
Nella foto (il primo a destra) di Salvatore mentre prepara i pacchi spesa

 

Il volontariato è la mia passionecommenta mentre rientra da un turno al Banco alimentare per il confezionamento dei pacchi. ”L’ho fatto con l’associazione Maria Santissima Annunziata nel centro storico di Cosenza, assistendo ben 50 famiglie in stato di bisogno, l’ho fatto in parrocchia e nella Guardia ambientale nazionale. Da quando sono entrato a fare parte di questa grande famiglia che si chiama “Csv” non faccio altro che spingere i miei interlocutori a provare questo tipo di esperienza. Viviamo in un mondo troppo legato a stereotipi di felicità materiali, scordandoci il vero valore della vita”.

Sullo stesso tema

 
Settembre 2020
L M M G V S D

Social wall CSV

Torna su