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Giovani, una campagna per dire basta alle dipendenze

A promuoverla il Csv di Trento insieme al comune, l'azienda sanitaria locale e altre associazioni per sensibilizzare gli adulti che sono più a contatto con i ragazzi e fare in modo che possano accorgersi in tempo di situazioni critiche e siano in grado di fornire un aiuto concreto 

di Clara Capponi

In Trentino un quarto degli adolescenti viene in contatto con sostanze stupefacenti e due terzi di loro consumano abitualmente bevande alcoliche.

E’ proprio dalla dimensione del fenomeno che parte #Staisulpezzo la campagna promossa e curata dal Comune di Trento, dall'Apss e dal Csv locale con lo scopo di sensibilizzare gli adulti sulle varie forme di dipendenze patologiche che interessano il mondo dei giovani. Un'emergenza che non riguarda solo droghe e alcool, vista la diffusione crescente nella città di Trento - secondo quanto riportato dai promotori - di forme differenziate di dipendenze patologiche sempre più spesso legate a comportamenti ricorrenti e/o compulsivi, tra cui gioco d’azzardo patologico, ma anche binge drinking, utilizzo di droghe cosiddette “leggere”, l’abuso nella connessione internet, l’intrattenimento di relazioni virtuali, il ritiro sociale (sindrome di Hikikomori), che coinvolgono sempre più precocemente i ragazzi e le loro famiglie.

 

Una delle immagini della campagna Staisulpezzo
Una delle immagini della campagna #Staisulpezzo

 

Sui cartelloni e pendolini che saranno predisposti sugli autobus, è rappresentata una serie di immagini fotografiche che rimandano al concetto di “assenza”: in casa, attorno al tavolo da pranzo un posto è rimasto vuoto. A scuola, un banco vuoto mostra l'assenza dello studente. Nello sport, “manca” una giocatrice che ha saltato l'allenamento. Questo per indicare i segnali che i giovani con dipendenza tendono a mostrare.

Dagli insegnanti ai genitori, allenatori delle società sportive, operatori culturali: obiettivo della campagna è di mettere sul “chi va là” proprio gli adulti che sono più a contatto con i giovani, per fare in modo che possano accorgersi in tempo di situazioni critiche e siano in grado di fornire un aiuto concreto.

Collegato all'iniziativa  è Il servizio di ascolto telefonico gestito dalla Cooperativa Arianna, impegnata in diversi quartieri della città con un'equipe di educatori di strada che incontrano i ragazzi nei vari luoghi di aggregazione informale della città - locali piazze, giardini - e che in questo caso si occuperanno di supportare anche gli adulti che si relazionano con adolescenti e che hanno bisogno i gestire situazioni difficili.

La campagna è promosso all'interno del progetto "Daimuoviamoci" l'alleanza tra istituzioni pubbliche, imprese, enti privati e non profit, che si impegna a condividere e diffondere buone pratiche e stili di vita sani.

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Agosto 2020
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