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Coronavirus, a Verona il 65% delle associazioni attive durante il lockdown

Il Csv provinciale scatta la fotografia del volontariato locale alle prese con l’emergenza sanitaria. La presentazione della ricerca il 5 dicembre. In un video il ringraziamento a chi è in prima linea 

di Alessia Ciccotti

Nella provincia di Verona oltre 2 associazioni su 3 hanno continuato a rimanere al fianco dei cittadini durante la prima ondata di Coronavirus, spesso ingegnandosi e modificando attività e servizi pur di riuscire a garantirli. Chi ne ha avuto bisogno e ha potuto contare su di loro, anche nei duri giorni del lockdown, lo sa bene. Ora, però, lo certificano anche i numeri della ricerca “Emergenza COVID-19 e volontariato veronese. Impatto e resilienza nei mesi del lockdown – marzo/aprile 2020”, promossa dal Csv di Verona e condotta da ELL – Economics Living Lab, spin off dell’Università degli Studi di Verona. La ricerca è stata condotta tramite un questionario on line - e successive interviste approfondite. Hanno partecipato 158 Ets, perlopiù associazioni operanti in ambito sanitario e nei settori di pronto intervento e protezione civile.

E se il 65 per cento del campione ha continuato le attività durante il lockdown, il restante 35 per cento le ha interrotto principalmente per il rispetto dei decreti governativi.

L’indagine ha permesso di delineare le criticità e gli adattamenti adottati dagli organismi del terzo settore nella gestione dell’emergenza. È emerso, tra le altre cose, che le principali risposte delle organizzazioni nel periodo marzo-aprile 2020 sono state: supporto psicologico, ascolto e compagnia per via telefonica per circa il 20per cento delle associazioni; distribuzione di beni di prima necessità (cibo, farmaci) al domicilio di soggetti fragili (16 per cento). Inoltre, raccolte fondi, attività formative e educative, volontariato sanitario.

Le problematiche più rilevanti della cittadinanza durante il lockdown, così come percepite dalle associazioni, sono state: solitudine (34 per cento); aumento della povertà (24 per cento), aumento o insorgenza di casi di depressione o di patologie psichiatriche (13 per cento), difficoltà nella gestione domestica (11 per cento). Molto sentite, inoltre, le incognite sul futuro. Per quanto riguarda la previsione relativa alle entrate delle organizzazioni nel prossimo bilancio, la percezione risulta negativa: quasi il 40 per cento delle realtà intervistate preannunciano una riduzione superiore al 50 percento, mentre solo il 18 percento dichiara ‘nessuna riduzione’.

Gli esiti della ricerca (in linea con il resto d'Italia), che sarà presentata ufficialmente in occasione della 35° Giornata internazionale del volontariato, sono preziosi per il Csv per valutare situazioni e bisogni e per orientare il lavoro del centro di servizio stesso a supporto del volontariato e, a ricaduta, dei cittadini.

È importante dare rilievo a chi opera spesso in silenzio per il bene collettivo, così come ha fatto anche l’Onu che quest’anno ha scelto proprio la pandemia quale tema della Giornata mondiale dedicata ai volontari.

Una volta raccolti e analizzati questi dati, il Csv ha poi scelto di diffonderli attraverso un video, con le emozioni di chi è stato ed è tuttora in prima linea:

Scarica il Report integrale e l’abstract

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