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Danzica è la Capitale europea del volontariato 2022

Dopo Barcellona, Lisbona, Londra, Sligo, Aarhus e Košice, Padova passa il testimone a Berlino che sarà capitale del volontariato per il 2021. Poi toccherà alla città polacca. Niente da fare per Gorizia, la candidata italiana 

di Clara Capponi

(Fonte Redattore Sociale)
Sarà Danzica, in Polonia, la Capitale europea del volontariato del 2022. L’annuncio è stato dato il 5 dicembre dal Centro europeo del volontariato durante la cerimonia di chiusura di Padova Capitale europea del volontariato 2020, dal titolo “Insieme si può”, organizzata in occasione della Giornata internazionale del volontariato e trasmessa in diretta dal Teatro Verdi di Padova. Niente da fare per Gorizia, la candidata italiana (insieme alla città turca di Smirne e Madri) che avrebbe potuto riportare in Italia, a breve giro, l’esperienza da Capitale europea che per Padova si concluderà in questo mese.

Ad aprire la cerimonia un videomessaggio di David Sassoli, presidente del Parlamento europeo.  “Per l’Unione europea il volontario è un settore fondamentale non solo perché favorisce coesione tra comunità ma anche perché costituisce la radice del progetto europeo - ha affermato Sassoli -. In questo momento così difficile è necessario il contributo di tutti, dalle istituzioni, alle città, ai corpi intermedi, alle nostre opinioni pubbliche per superare una stagione difficile e proiettarci verso un futuro migliore. Durante questa pandemia, le azioni di volontariato e di solidarietà hanno svolto un ruolo determinante, cosa saremo stati senza i volontari, i giovani - in particolare -, ma tutti coloro che si sono rimboccati le maniche e che hanno aiutato i nostri cittadini a resistere a questa drammatica stagione”. Per Sassoli, la città di Padova “ha rappresentato un modello virtuoso nel campo del volontariato - ha aggiunto durante il suo intervento -, basti pensare ai numerosi progetti di assistenza, di accoglienza e d’integrazione che sono stati portati avanti in questi anni e che hanno dato vita a percorsi di collaborazione anche con altre realtà italiane ma, non solo, anche europee. Per questa ragione credo che sia molto importante non solo condividere le esperienze, elaborare progetti e trovare strategie comuni ma anche rafforzare le reti europee della solidarietà”.

cerimonia
Un momento della cerimonia di premiazione

Per Emanuele Alecci, presidente del Csv di Padova, il bilancio di quest’anno da Capitale europea del volontariato 2020 è stato “molto positivo”. “C’è stato un lavoro incredibile di associazioni e organizzazioni che hanno imparato a lavorare insieme e di tavoli che hanno continuato a far pensiero e progetti - ha affermato Alecci -. Il Covid ha bloccato il paese, i nostri territori, molte persone in casa, ma non ha bloccato il volontariato. Abbiamo avuto numeri incredibili: in 40 anni di volontariato non ho mai assistito a una cosa del genere. Mondi diversi hanno cominciato a lavorare insieme e per tantissimi volontari è rimasta una grande idea di relazione. La relazione cambia le cose”. Per Andrea Micalizzi, vicesindaco di Padova, il 2020 ha portato alla luce questo “enorme capitale di donne e uomini, di volontariato di cui Padova dispone. È stato un anno straordinario in cui la città ha avuto modo di misurare la forza e il valore di questa energia che dobbiamo mettere a frutto ancora di più per il benessere della nostra città”.

Durante la cerimonia anche il passaggio di testimone con la Capitale europea del volontariato del 2021. Berlino, così, andrà ad aggiungersi alla ormai lunga lista di capitali del volontariato: Barcellona nel 2014, poi Lisbona nel 2015, Londra nel 2016, Sligo nel 2017, Aarhus nel 2018, Košice nel 2019 e poi Padova nel 2020. Alla città di Berlino, l’attuale Capitale europea del volontariato manda due doni mostrati in diretta dal presidente del Csv di Padova, Emanuele Alecci. Il primo è un dono simbolico, ha spiegato Alecci: “Sono degli occhiali - ha spiegato -. Sono gli occhiali del volontariato: con questi penso che il mondo potrà cambiare e credo che offrire alla città di Berlino questi occhiali possano essere di buon auspicio affinché Berlino, così come Padova e molte altre città, possa respirare i valori veri del volontariato: dono, gratuità, disinteresse, bene comune, inclusione e giustizia sociale”. Il secondo dono è un’opera dell’artista e maestro Vittorio Riondato. “Si tratta di un bronzetto - ha spiegato Alecci -. Siamo nella terra degli artigiani e a Berlino doniamo una luna sorridente. Una luna che illumina la strada al volontariato. Intorno c’è una corda marina, per i viandanti, perché dal mare ci sono molte persone che cercano luoghi nuovi. Noi speriamo che questa luna possa illuminare la strada al volontariato, alla politica della nostra Europa e anche a quanti cercano una strada, che siano persone in difficoltà, migranti o persone che cercano giustizia sociale”.

A raccogliere il testimone di Padova, il sindaco di Berlino, Michael Müller, che ha affidato il suo intervento ad un videomessaggio. “Il Covid-19 sta ponendo i nostri paesi di fronte a delle sfide senza precedenti - ha affermato Müller -. I politici, le amministrazioni, la gente comune, tutti noi ci troviamo di fronte a dei problemi enormi. Dobbiamo prendere decisioni, mettere in atto misure e ottenere il sostegno della gente per questi provvedimenti perché senza questo supporto non saremo in grado di superare la pandemia. E in questo momento, in un momento in cui la cooperazione e il modo in cui ci trattiamo l’un l’altro sono così importanti è essenziale porre in risalto l’importanza dell’impegno civico. Questo perché la società civile svolge un ruolo particolarmente rilevante in questi tempi di crisi. Ne siamo stati tutti testimoni in questi ultimi mesi”. 

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