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“La cronaca da un altro punto di vista”: Redattore sociale compie 20 anni

Il 21 febbraio 2001 il primo lancio dell’agenzia che da 20 anni racconta e spiega il sociale. L’obiettivo futuro, secondo Vinicio Albanesi, è “affiancare alla corretta informazione i valori positivi di molte persone impegnate nel dare risposte per una società paritaria e in pace” 

Redattore sociale ha compiuto 20 anni. Il 21 febbraio 2001 uscì il primo lancio dell’agenzia di stampa dedicata ai temi del sociale, nata per “far conoscere, spiegare, proporre risposte che, nel rispetto delle persone, avevano la capacità di aiutare fasce di popolazione fragile” come si legge nell’articolo di Vinicio Albanesi che celebra la ricorrenza.

Un progetto sorto sulla scia delle importanti innovazioni e conquiste normative che hanno interessato le politiche sociali in Italia a partire dalla metà degli anni ’70 fino al 2000. Albanesi ricorda infatti l’approvazione della “Legge Basaglia sulla chiusura dei manicomi (1978); il servizio sanitario nazionale (1978); la legge sugli stupefacenti (1990); la legge quadro sulla disabilità (1992), la promozione per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (1997); la legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali (2000)”.

Il corretto approccio ai problemi sociali è stato il principale obiettivo dell’agenzia fin dalla sua nascita. “Il risultato è stato eccellente, - dice Albanesi: - oggi gli approfondimenti sono maggiori, il linguaggio corretto, i legami con mondi connessi con la singola notizia sono argomentati adeguatamente”. L’obiettivo per il futuro “è affiancare alla corretta informazione i valori positivi di molte persone impegnate nel dare risposte per una società paritaria e in pace”.

In questi 20 anni “si sono analizzati i fenomeni sociali e le loro tendenze, - scrive Stefano Caredda, attuale direttore dell’agenzia –. Abbiamo raccontato la cronaca, e in alcuni casi la storia, da un altro punto di vista, il nostro e quello di coloro a cui abbiamo dato voce”.

Ma l’impegno di Redattore sociale, oltre ad aver contribuito “a dare dignità di notizia ad un’infinità di accadimenti che per tutti sarebbero altrimenti passati inosservati”, si è concentrato anche sulla formazione. Sono stati oltre 7mila i giornalisti professionisti, pubblicisti, addetti stampa, direttori di giornali e di canali televisivi che dal 1994 ad oggi hanno partecipato ai “seminari di Capodarco”. “Acciaio e cristalli”, “Corre la lepre”, “Nebbia”, “Volo radente”, “Di razza e di classe” alcuni dei loro titoli; la fragilità delle notizie, le fatiche del giornalismo, le notizie e le sue vittime, il giornalismo tra coinvolgimento e indifferenza, i temi che sono stati affrontati con esperti e protagonisti.

Tanti auguri, dunque, anche da CSVnet, lieta di proseguire la sua pluriennale collaborazione con l’agenzia nel raccontare il mondo dei centri di servizio per il volontariato; un impegno che finora ha permesso la pubblicazione di circa 3 mila articoli dedicati ai Csv e alle loro attività.

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