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Servizio civile, allarme per le selezioni: “Costretti a farle online”

La circolare del Dipartimento con le regole anti-Covid da seguire per i colloqui, sta costringendo molti Csv accreditati a riorganizzarli nella modalità a distanza.
A far discutere la richiesta del tampone obbligatorio per i candidati
 

di Clara Capponi

Continua l’impegno della rete dei centri di servizio per il volontariato sul servizio civile, nonostante le difficoltà legate all’emergenza sanitaria.

Dopo la riattivazione dei progetti secondo diverse modalità per far fronte agli effetti della pandemia e i successi riscontrati con i progetti presentati nel nuovo bando, con cui hanno hanno raccolto oltre 5.400 mila candidature per i 2.500 posti disponibili, ora i Csv sono alle prese con le nuove procedure per la selezione dei futuri operatori volontari.

È del 24 febbraio infatti la circolare del Dipartimento in cui sono indicate tutte le modalità operative per lo svolgimento dei colloqui di selezione per i candidati “in relazione alla prevenzione e protezione dal rischio di contagio da COVID-19”.

In linea con quanto stabilito per lo svolgimento dei concorsi pubblici, la circolare contiene indicazioni molto puntuali, dettate ovviamente dalla necessità di garantire lo svolgimento dei colloqui in sicurezza, ma con la conseguenza di appesantire non poco le procedure non solo per i Csv e per le associazioni con cui realizzeranno i progetti ma soprattutto per i giovani candidati.

Oltre a presentare un’autodichiarazione che certifica l’assenza di sintomi riconducibili al virus e di non essere sottoposti alla misura della quarantena o isolamento domiciliare fiduciario, i ragazzi chiamati a svolgere un colloquio sono obbligati a presentare, pena l’esclusione dal colloquio, il referto di un tampone “effettuato presso una struttura pubblica o privata accreditata/autorizzata in data non antecedente a 48 ore dalla data di svolgimento delle prove”.

Si tratta di richiesti ragionevoli ma che obbligano i ragazzi a sostenere un costo e a farsi carico di una responsabilità non da poco, tanto che la maggior parte dei Csv responsabili dei progetti stanno procedendo alla riorganizzazione dei colloqui privilegiando la modalità online. Per molti operatori che si occupano di servizio civile all’interno dei Csv si tratta di una scelta “obbligata” per non mettere in difficoltà i candidati e consentire a tutti di partecipare ai colloqui, anche se la modalità a distanza presenta delle criticità inevitabili, come la mancanza di un’interazione diretta e di una conoscenza reciproca, oltre agli ormai noti impedimenti tecnici, come la mancanza di una connessione o di dispositivi adeguati al collegamento online.

Oltre alla definizione dei calendari per i colloqui di selezione, in programma in questi giorni, “ora i Csv sono a lavoro per mettere tutti i giovani candidati nelle condizioni di poter svolgere la selezione in sicurezza - come sottolineato dai due consiglieri di CSVnet Ivan Nissoli e Antonio D'alessandro che rappresentano l'associazione (D'Alessandro come membro supplente) all’interno della Consulta nazionale per il servizio civile.

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