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Lombardia, al via le segnalazioni per vaccinare i volontari

Csv Lombardia Sud , insieme al Csv di Bergamo e di Brescia hanno avviato, in accordo con il Forum terzo settore delle rispettive province, la raccolta dei nominativi di persone impegnate in prima linea nell’emergenza. L’obiettivo è di “abbreviare i tempi per garantire loro una protezione adeguata” 

di Clara Capponi

Aggiornato al 18 marzo 2021

Continua la mobilitazione dei Centri di servizio per consentire ai volontari, impegnati nell’emergenza sanitaria, di vaccinarsi il prima possibile.

Alle azioni intraprese recentemente in Piemonte e in altre regioni si aggiungono ora gli interventi in Lombardia. A partire dalle sedi di Mantova e Cremona del Csv Lombardia Sud che i primi di marzo, hanno incontrato insieme al forum del terzo settore delle due province l’Agenzia di tutela della salute (Ats) Val Padana con l’intento di avviare la raccolta dei nominativi di volontari, al momento non compresi negli elenchi delle vaccinazioni, ma impegnati in servizi “a diretto contatto con persone fragili, e per questo potenzialmente rischiosi (es. accompagnamento anziani in ospedale, trasporto persone disabili nei servizi, consegne spese e medicinali a domicilio, gestione comunità di accoglienza migranti etc.)”.

L’obiettivo, come si legge nella nota diffusa dai due enti a tutte le organizzazioni locali è di “garantire la protezione adeguata ai volontari che quotidianamente agiscono per il bene della comunità” ma il Csv chiarisce fin da subito che la riuscita dell’operazione è direttamente collegata alla disponibilità dei vaccini e proprio per questo la richiesta fatta alle associazioni è di “raccogliere esclusivamente i nominativi delle persone che effettivamente sono in servizio in questo periodo pandemico”.

I termini per la raccolta dei nominativi sono scaduti ieri e non è ancora possibile sapere dall’Ats quanti volontari sono stati segnalati. Intanto però un’iniziativa analoga è stata intrapresa quasi contemporaneamente anche dal Csv di Brescia sempre in accordo con il Forum terzo settore provinciale e l’Ats locale, che ha condiviso l’urgenza espressa dalle associazioni “pur non nascondendo il fatto che attualmente i vaccini scarseggiano” come sottolinea il Csv. La segnalazione dei volontari disponibili a vaccinarsi servirebbe quindi abbreviare i tempi, “nella speranza che i vaccini siano presto disponibili in quantità elevata”.

Per Oscar Bianchi, presidente del Csv di Bergamo - attivo insieme agli altri nella raccolta dei nominativi - la vaccinazione sarebbe un'opportunità che i volontari non dovrebbero farsi sfuggire  "per continuare a fare del bene nel migliore dei modi". 

Nelle scorse settimane - sottolinea il Csv in una nota -  alcune categorie di volontari, in particolare quelli presenti nelle strutture sanitarie, hanno già ricevuto il vaccino. E presto dovrebbero riceverlo anche i volontari del trasporto sociale, grazie ad un accordo siglato tra le associazioni e la regione Lombardia che inserisce i volontari di questo settore tra le categorie a cui somministrare il vaccino in via prioritaria. "Ma questa possibilità va aperta anche ad altre categorie di volontari che quotidianamente garantiscono servizi di prima necessità per la popolazione bergamasca" sottolinea il Csv.

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