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Terzo settore e nuove comunità, lo sviluppo passa dal digitale

Presentato on line il volume a cura di Luciano Squillaci, ex vicepresidente di CSVnet presidente della Fict, e del sociologo Andrea Volterrani. Il libro fa parte della collana editoriale edita da Fqts, il progetto di formazione per le organizzazioni del sud 

di Clara Capponi

È possibile immaginare un approccio diverso allo sviluppo delle comunità territoriali? E quale ruolo può giocare il terzo settore in questo cambiamento? Sono questi i temi al centro del libro “Lo sviluppo sociale delle comunità”, a cura di Luciano Squillaci, ex vicepresidente di CSVnet ora alla guida della Fict, e Andrea Volterrani, sociologo dei processi culturali e della comunicazione.

Il volume è stato appena pubblicato da Fausto Lupetti Editore per “Le parole di Fqts”, la collana editoriale ideata nell’ambito del progetto di formazione per i dirigenti del terzo settore del sud.

Il testo prende molto dall’esperienza e dal ruolo di coordinamento didattico che i due autori hanno ricoperto proprio nell’ambito del percorso formativo.

Nella pubblicazione il lettore è guidato alla scoperta di come sia cambiato nel tempo il concetto di comunità - dalle esperienze tradizionali a quelle più innovative e ‘digitali’ - insieme ad un’analisi puntuale sul ruolo che il terzo settore ha avuto in questi processi, oltre ad un approfondimento sul tema della partecipazione e dei processi di comunicazione che animano questo tipo di fenomeni.

Concetti approfonditi dagli stessi autori durante la presentazione online del volume, che ha visto anche la partecipazione di Stefano Tabò presidente di CSVnet, Claudia Fiaschi, portavoce Forum terzo settore e Marco imperiale, direttore della Fondazione con il sud.

 

La copertina del libro a cura di Andrea Volterrani e Luciano Squillaci
La copertina del libro a cura di Andrea Volterrani e Luciano Squillaci

Durante la presentazione Andrea Volterrani si è soffermato in particolare sulle tecnologie digitali diventate, soprattutto con la pandemia “parte integrante della nostra vita quotidiana, non solo dal punto di vista comunicativo”. “In questi mesi abbiamo sperimentato come i rapporti che si costruiscono nella vita reale possono proseguire nel mondo digitale e viceversa” ha spiegato, sottolineando come queste nuove forme di “comunità digitali” possano diventare un nuovo banco di prova per le organizzazioni di terzo settore.

Un tema, quello del digitale, espresso anche da Claudia Fiaschi che ha richiamato la possibilità, espressa anche nel libro, di sviluppare una “nuova educazione civica” legata all’uso intelligente di questi strumenti “per costruire comunità più ricche e accessibili anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie e al coinvolgimento dei giovani”.

Dal testo emerge anche l’idea di un terzo settore sempre più protagonista nella costruzione delle comunità e del benessere sociale, non solo nel rispondere ai bisogni, come ha sottolineato durante la presentazione Luciano Squillaci. “Per quanto importante sia l’attività che le tantissime organizzazioni portano avanti per rispondere ai bisogni, è necessario che il terzo settore riscopra anche la capacità “politica” di costruire una visione della comunità e del territorio in termini di cambiamento”.

Si tratta di sfide aperte, che chiamano il terzo settore a un nuovo protagonismo e su cui il libro offre diversi spunti interessanti. “Oggi più che mai c’è bisogno di connessioni tra le informazioni e le esperienze che abbiamo, c’è bisogno di mappe cognitive. Il contributo degli autori da questo punto di vista è prezioso – ha evidenziato il presidente di CSVnet Stefano Tabò, durante la presentazione online. “All’interno di queste pagine non ci sono soluzioni o facili ricette ma criteri e approcci e messaggi ben chiari. “Come l’idea” – ha sottolineato Tabò – “che lo sviluppo sociale di comunità proceda attraverso confronti aperti di natura democratica in cui il terzo settore sia davvero protagonista”.

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