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Volontariato ed enti locali, siglato accordo fra Anci e Csv Lazio

Il protocollo, siglato il 22 aprile, punta ad avviare percorsi condivisi di progettazione e programmazione, secondo quanto previsto dal Codice del terzo settore. Tra le attività previste, corsi di formazione, indagini e interventi che coinvolgano amministratori, associazioni e volontari 

di Paola Springhetti

 

Attivazione di rapporti virtuosi e sinergici; organizzazione di eventi e percorsi formativi che coinvolgano amministratori, associazioni e volontari; avvio di indagini e ricerche sociali ed infine sviluppo di attività di volontariato e di promozione della cittadinanza attiva.

Si possono riassumere così gli obiettivi del protocollo d’intesa, siglato il 22 aprile tra Anci Lazio e il Csv regionale per avviare nuove prospettive di collaborazione tra organizzazioni di volontariato ed enti locali a partire dal Codice del terzo settore che, all’art.19 assegna “un ruolo importante alle istituzioni pubbliche nel promuovere il volontariato” come sottolineato dalla presidente di Csv Lazio, Paola Capoleva, durante la presentazione online.

L’intesa rappresenta quindi un concreto passo avanti nei rapporti tra volontariato ed enti locali, diventati centrali anche durante la pandemia, quando “abbiamo visto come le realtà del volontariato riescano ad arrivare in situazioni e contesti difficilmente raggiungibili per le pubbliche amministrazioni” come ha spiegato il presidente di Anci Lazio Riccardo Varone”.

Le sinergie che nasceranno dall’accordo segnano l’avvio del percorso concreto anche rispetto al concetto di amministrazione condivisa “che è rivoluzionario, perché ha modificato il rapporto tradizionale tra pubblica amministrazione e cittadini” ha detto il presidente di CSV Lazio Renzo Razzano. “Un rapporto che era piramidale e nel quale i cittadini dovevano uniformarsi alle decisioni prese dall'amministrazione. Ora i cittadini diventano pienamente partecipi, anche se con diverse responsabilità”.

Le prospettive della futura collaborazione sono state rilanciate anche da Alessandra Troncarelli - assessora alle Politiche Sociali‚ welfare‚ beni comuni e ASP della Regione Lazio – che ha sottolineato come le organizzazioni di volontariato, che sono radicate e lavorano quotidianamente sui territori, possano capire davvero quali sono i bisogni emergenti e dare un contributo fondamentale per fornire risposte concrete.

«È una scelta della Regione quella di coinvolgere il volontariato e gli altri soggetti della società civile – ha continuato Troncarelli. “In tutti gli atti che abbiamo adottato, oltre al coinvolgimento delle amministrazioni locali, abbiamo potenziato lo spazio della coprogettazione e della coprogrammazione. La sinergia è fondamentale e funziona. Potremo avere un welfare di comunità sempre più inclusivo, se continueremo con la concertazione con tutte le parti in causa, per dare risposte ai tutti i cittadini”.

Le conferme arrivano anche dalla Conferenza regionale del volontariato,che ha riconosciuto l'importanza del protocollo, anche se “dalle associazioni emergono grandi aspettative, ma contemporaneamente anche la consapevolezza delle difficoltà di realizzare una vera coprogettazione e coprogrammazione”, ha specificato la portavoce, Maria Lorena Micheli.

Dal dibattito interno alla Conferenza sono emerse inoltre alcune proposte concrete come l’aumento di momenti formativi, anche congiunti tra volontariato ed enti locali, la creazione di “luoghi stabili” nei quali interagire sui temi delle politiche sociali o sulle attività di interesse generale, come la salute e l’ambiente.

A questi si aggiunge infine l’attivazione della valorizzazione dei beni immobili, con l’applicazione del comodato d’uso previsto dal Codice del terzo Settore, ma anche dalla recente legge regionale sull’amministrazione condivisa beni comuni.

 
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